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Prestazioni con Ryzen Threadripper 1950X

Pagina 3: Prestazioni con Ryzen Threadripper 1950X

La ASRock X399M e la Designare EX vincono il confronto con carichi casalinghi, da ufficio e lavorativi, probabilmente grazie ad alcune modifiche del driver o del chipset avvenute nel corso dell’ultimo anno, mentre non ci sono differenze per quanto riguarda i benchmark con la suite Adobe e l’archiviazione. Sandra mostra invece risultati consistenti nelle suite Arithmetic, Multimedia e Memory, indipendentemente dalla data in cui questi test sono stati svolti. Il test sulla crittografia mostra un leggero vantaggio delle schede più recenti, tuttavia una differenza del 5% è quasi trascurabile.

Ultimamente il benchmark sintetico multi-thread preferito da tutti è Cinebench. La X399M Taichi si posiziona seconda nel test single thread e terza in quello multi-thread. Compubench mostra risultati simili nei carichi di elaborazione video. Posizioni a parte, tutti i quattro sistemi operano in un range che differisce del 4% dal primo all’ultimo posto. Il nostro benchmark preferito per il Toshiba RD400 è IOmeter e in questo test la X399M fa segnare l’8% di punti in meno rispetto ai vincitori. Questo risultato ci porta a chiederci se dovremmo fidarci più di IOmeter o di PCMark quando si parla di velocità dell’archiviazione.

Per una workstation, preferiamo fare affidamento sui risultati di 3DMark Firestrike e Firestrike Extreme. La X399M è la prima classificata in tutti i casi quando si tratta di carichi a 1440p. La X399 Taichi si comporta bene nei test a 1080p, mentre la sorella più piccola inizia a scivolare nella parte bassa della classifica con carichi grafici più leggeri. Concentrandoci sui punteggi ottenuti dalla CPU, tutte le schede mostrano una differenza prestazionale del 3-5% in tutti i test.

Le nostre applicazioni di test non sono affatto quelle dove Threadripper si comporta meglio, ma molti dei lavori che facciamo sfruttano il gran numero di core a disposizione. I carichi CPU di Blender mostrano un notevole vantaggio della X399M, che però impiega mezzo secondo in più delle altre nel test di codifica con LAME. Nei carichi di After Effects la scheda guadagna dai 5 ai 9 secondi, ma di nuovo rimane indietro di qualche decimo nei test con Illustrator. La X399M si piazza a metà classifica nei benchmark di 7-Zip, che preferiscono un clock elevato rispetto all’alto numero di core.

Le nostre recensioni hanno già dimostrato come giocare a risoluzioni mainstream non sia il modo migliore di usare Threadripper, ma il 1950X rimane comunque valido. Il nostro titolo maggiormente legato alla CPU, Ashes of the Singularity, mostra risultati consistenti in tutte le configurazioni di test, con la X399 Taichi che risulta essere la migliore a 1080p con preset Crazy, salvo essere spodestata dalla MSI Pro Carbon e dalla Designare quando si passa al 4K, sempre con preset Crazy. La X399M Taichi è la peggiore in questo test, ma il risultato non dovrebbe scoraggiarvi dato che si tratta di una differenza del 3,5%.

F1 2015 ha problemi quando i core o i thread sono più di 30, quindi il nostro 1950X non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale con questo titolo (situazione ancor più accentuata per il 2990WX). A 1080p entrambe le schede madre ASRock rimangono dietro la MSI e la Gigabyte, mentre il discorso cambia quando eseguiamo i test in 4K. Anche in questo caso comunque la differenza percentuale tra le varie schede non va ma in doppia cifra.

The Talos Principle riconferma le considerazioni fatte finora, e il piccolo mostro Micro-ATX si posiziona secondo o terzo nella gran parte dei test. Il framerate è sempre adatto per monitor dall’alta frequenza di aggiornamento e dalla risoluzione elevata. Gli utenti X399 possono quindi prendersi una pausa dall’editing video o da qualsiasi lavoro stiano facendo per giocare a questo puzzle game in tranquillità.