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Pro
- Driver magnetoplanari da 100mm
- Soundstage ampio
- Connettività cablata completa
- Comode e leggere, nonostante i driver grandi
- Microfono MEMS di buona qualità
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Contro
- Il design open back non isola quasi per niente
- Serve un amplificatore esterno per farle esprimere al meglio
- Inadatte ad ambienti rumorosi o condivisi
Il verdetto di Tom's Hardware
Informazioni sul prodotto
Ormai tutte le migliori cuffie gaming offrono un buon audio, ma gli audiofili sanno che "suonare bene" è un'altra cosa, motivo per cui tantissimi appassionati di audio tendono a preferire, ai classici headset con microfono integrato, delle normali cuffie over hear di qualità superiore, abbinate a un microfono esterno.
Le cose potrebbero però cambiare presto, soprattutto dopo che ASUS ROG ha tirato fuori dal cilindro le nuove Kithara, delle cuffie open-back con driver magnetoplanari create in collaborazione con HIFIMAN. Il prezzo di 319 euro le posiziona nella parte alta del segmento, ma rispetto ad alcuni modelli amati dagli audiofili possono essere considerate decisamente economiche: per darvi un'idea, le Audeze LCD-X costano circa 1400 euro. Ma vale la pena acquistarle? Scopriamolo.
Recensione in un minuto
Le ASUS ROG Kithara impressionano per la chiarezza del loro soundstage aperto e per il controllo pressoché impeccabile dei driver magnetoplanari. La resa è sempre coerente, senza le tipiche distorsioni degli headset gaming, l'ascolto musicale è soddisfacente, nonostante il profilo sia ben lontano da quello di cuffie di riferimento come le Sennheiser HD600, ma decisamente più votato a enfatizzare l'audio dei videogiochi.
Il design open-back si traduce in una totale assenza di isolamento acustico e notevole dispersione del suono ambientale, per sfruttarle al meglio dovrete essere in un ambiente con una rumorosità minima. Il microfono MEMS integrato ha una buona resa e, sebbene non sia al livello di soluzioni esterne di qualità, permette di comunicare chiaramente con i propri compagni.
Se siete videogiocatori e appassionati di audio che non vogliono scendere a compromessi sulla qualità, ma alla ricerca di una soluzione capace di coniugare questi due mondi, allora le ASUS ROG Kithara potrebbero fare per voi, specialmente se siete già in possesso di un DAC-AMP in grado di pilotarle a dovere.
Come sono fatte
Le cuffie hanno un telaio in metallo e cuscinetti generosi e ben imbottiti, in finta pelle e tessuto (sulla parte a contatto con la testa). Il peso è 420 grammi, contenuto considerando i materiali e la la dimensione dei driver; la fascia che poggia sulla testa, anch'essa in finta belle e tessuto (sempre nella parte a contatto), è regolabile su 8 livelli e distribuisce molto bene il peso, evitando dolori legati alla pressione anche a chi ne soffre particolarmente (come il sottoscritto), pur non essendo imbottita.
I driver magnetoplanari da 100 millimetri rappresentano il cuore delle ASUS ROG Kithara. A differenza dei classici driver dinamici, dove una membrana plastica si muove e riproduce tutte le frequenze e muove il suono da un unico punto, un driver planare utilizza un diaframma sottile e piatto sospeso tra array di magneti, con la conseguenza che l'intera superficie si muove in perfetta sincronizzazione. Questo comporta distorsione inferiore, transitori più veloci e una riproduzione dettagliata notevolmente superiore. La risposta in frequenza delle Kithara spazia da 8 hertz fino a 55 kilohertz, estensione straordinaria rispetto ai 20-20.000 hertz che caratterizzano la quasi totalità delle cuffie gaming. Un'ampiezza del genere, che va ben oltre quello che possiamo sentire con il nostro orecchio, non è un semplice "flex" delle caratteristiche tecniche: l'estensione nel sub-bass conferisce agli effetti d'esplosione molta più texture senza confusione timbrica, mentre l'estensione negli alti preserva armonici e dettagli che altri headset comprimono.
L'architettura open-back è il secondo pilastro del design, influendo direttamente sulla resa sonora. Rispetto ai design closed-back, i driver open-back permettono alle onde sonore di diffondersi liberamente, riducendo risonanze e riflessioni interne e ampliando il soundstage, che risulta naturale e con un'ottima separazione tra bassi, medi e alti. Certo una configurazione di questo tipo elimina completamente l'isolamento passivo dei classici padiglioni chiusi, disperdendo l'audio all'esterno e lasciando passare i rumori; significa che, per sfruttarle al meglio, dovrete stare in un ambiente tranquillo, senza rumori (e dove non disturbate nessuno).
Il microfono è un'unità MEMS boom montata su uno dei cavi in dotazione, con risposta in frequenza da 20 hertz a 20 kilohertz e sensibilità -36 dB. A differenza dei microfoni ECM tradizionali, il MEMS integra il circuito completo in un solo chip, scelta che assicura meno distorsione e una riproduzione vocale più naturale. Il cavo del microfono utilizza due ingressi da 3.5 millimetri separati, per evitare crosstalk e interferenze, e integra controlli in-line per volume e muto, così da poterli gestire velocemente.
Le ASUS ROG Kithara offrono varie opzioni di collegamento. Oltre al doppio cavo da 3,mm citato, c'è un cavo bilanciato con jack intercambiabili, che permettono di collegarlo a uscite 3,5mm, 4,4mm o 6,3mm, così da renderle compatibili con praticamente qualsiasi DAC, amplificatore o mixer. C'è anche un adattatore che converte i due 3,5mm cuffie / microfono in USB-C.
L'impedenza di 16 ohm è molto bassa e permette di pilotare le cuffie anche collegandole direttamente a un laptop o a una console, senza necessariamente bisogno di un amplificatore; c'è da dire però che un'unità esterna di qualità migliora nettamente la resa, quindi ve la consiglio vivamente.
Esperienza d'uso
Durante l'uso, le ASUS ROG Kithara hanno rivelato una personalità sonora ben definita. Nel gaming competitivo, eccellono per definizione spaziale e resa dei dettagli chiave, come la direzionalità degli spari e i passi dei nemici, sempre perfettamente udibili e identificabili: durante varie partite in diversi FPS, la separazione tra i diversi elementi era nitida, permettendomi di localizzabile con precisione. Il design open-back contribuisce direttamente a questo punto: senza riflessioni interne che creano false informazioni direzionali, la disposizione spaziale suona naturale. A differenza di cuffie che enfatizzano molto gli alti, o si affidano a soluzioni software (quindi virtuali) per simulare questo livello di dettaglio, le Kithara assicurano una resa che non affatica l'orecchio.
Le cuffie si comportano benissimo anche nell'ascolto musicale: i bassi sono corposi e impattanti e, nonostante il profilo li enfatizzi molto, rimangono ben definiti e mai pastosi, non invadono mai la media, che a sua volta garantisce un'ottima resa di voci e strumenti, tutti ben definiti e identificabili. Gli alti sono cristallini e dettagliati, senza distorsioni anche ad alto volume e non affaticano l'orecchio.
C'è però da fare una precisazione importante: molto della resa sonora dipende dalla fonte a cui collegate le cuffie, in quanto i driver magnetoplanari hanno bisogno di sufficiente corrente per esprimersi al meglio. Collegando le Kithara direttamente a un portatile con jack 3,5mm, il volume è buono, ma ben lontano da quello raggiungibile usando un amplificatore, e dinamica, separazione e chiarezza dei bassi ne risentono. La situazione migliora se si sfrutta l'adattatore USB-C, capace di fornire più corrente, mentre se le si collega al controller di PS5 (con cui sono compatibili), la situazione è buona, ma anche in questo caso non ottimale.
Il microfono MEMS integrato fa bene il suo dovere: durante chiamate Discord o riunioni online cattura e riproduce bene la voce, le persone con cui parlate non avranno difficoltà a capire chiaramente cosa state dicendo. La cancellazione dei rumori di fondo funziona abbastanza bene, ma se avete una tastiera meccanica particolarmente rumorosa potrebbe sentirsi.
Durante l'uso prolungato, il comfort è ottimo. La distribuzione del peso è equilibrata e anche dopo diverse ore non mi hanno dato fastidio: i padiglioni sono molto ampi e contengono senza problemi sia l'orecchio che l'asta degli occhiali, senza esercitare una pressione che dopo un po' causa dolore, come capita con altri modelli.
Verdetto
Le ASUS ROG Kithara sono progettate per una categoria specifica di utenti: videogiocatori audiofili che già posseggono cuffie di fascia molto alta e che cercano le stesse qualità sonore in un formato gaming completo. Non è il migliore headset gaming in assoluto, perché sacrifica isolamento, surround e funzionalità software in favore della purezza acustica, ma per gli appassionati di audio è probabilmente la migliore opzione sul mercato.
La resa sonora è ottima, il prezzo di 319 euro è competitivo per il segmento e i vari cavi in confezione gli danno parecchia versatilità; certo per sfruttarle al meglio serve un DAC-AMP a cui collegarle, ma gli audiofili che guardano a un prodotto del genere molto probabilmente ne hanno già uno in casa.
Chi dovrebbe acquistarle? Le ASUS ROG Kithara sono consigliabili a coloro che amano la qualità audio e hanno uno spazio dedicato in cui sfruttarle a dovere, vista la loro natura open-back, dove non ci sono rumori esterni a rovinare l'esperienza e dove l'audio in riproduzione non infastidisce altre persone. Non sono invece adatte a chi vuole un ottimo isolamento acustico, a chi cerca una soluzione con surround integrato e a chi gioca unicamente su console, dove non si esprimono al meglio senza un amplificatore esterno.
Insomma, sono un prodotto dedicato a una nicchia specifica, ma se ci siete dentro è davvero difficile trovare un prodotto capace di coniugare meglio gaming e audiofilia, specialmente a questo prezzo: per questi motivi, conferiamo alle ASUS ROG Kithara il nostro Award.