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StrongVPN – Recensione

A ogni legge a (presunta) tutela della privacy che passa, diventa sempre più chiaro a tutti che la privacy in realtà non esiste più ed è diventata merce sempre più rara. Ecco perché servizi VPN come StrongVPN hanno sempre più senso e sono ormai diventati l’ultima frontiera della Rete. Pensate che esageri? Basta fare un salto su Wikileaks per capire che ormai neanche i servizi segreti sono più tanto segreti, quindi mettere qualche cortina fumogena tra noi e i potenziali stalker del Web è senz’altro una cosa saggia.

Non tutti i servizi però si equivalgono: ormai esiste una gran varietà di VPN sul mercato e quello che conta per un utente potrebbe non essere altrettanto importante per un altro. In questo articolo ci occupiamo di StrongVPN. Leggete qui di seguito per scoprire se è il servizio VPN che fa per voi.

Piani e prezzi di StrongVPN

StrongVPN è in assoluto uno dei servizi di Virtual Private Network con meno opzioni di sottoscrizione, sono infatti soltanto due le possibilità per abbonarsi: mensile e annuale. La prima ha un costo di 10 dollari, la seconda di 69.99 dollari. Tutto qua. Difficile fare il paragone con gli altri servizi, perché quasi sempre c’è almeno una terza scelta, che riesce a rendere più conveniente la tariffa mensile. Diciamo che il prezzo annuale di StrongVPN è sicuramente nella media del mercato e quindi onesto. Per altro è ben nascosta, ma navigando sul menu a pie’ di pagina del sito potrete trovare una voce – “coupon” – che vi segnala un codice per avere lo sconto del 20% su qualsiasi abbonamento (per vostra maggior comodità ve lo indichiamo noi direttamente: “TAKEOFF20”). Facendo i conti, quindi potreste abbonarvi annualmente alla cifra di 56,19 dollari, che fa scendere il costo mensile a 4,68 dollari, che a questo punto diventa oggettivamente uno dei più bassi in circolazione sul periodo di 12 mesi.

Le utenze professionali, qualora qualcuno avesse l’esigenza di proteggere il proprio ambiente di lavoro, vengono rimandate al sito di Encrypt.me, un servizio gemellato appartenente allo stesso proprietario di StrongVPN.

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Non è prevista una trial gratuita (ma ovviamente non può mancare il periodo “soddisfatti o rimborsati” di 30 giorni) e non è più possibile acquistare un IP privato (che per altro diminuirebbe il livello di privacy essendo in corrispondenza biunivoca con il vostro account).

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Privacy

Anche StrongVPN aderisce, ovviamente, a una ferrea politica “No log”. Quindi i dati di navigazione, una volta che l’utente si è collegato ai server dell’azienda, non vengono tracciati. Vengono ovviamente conservati tutti i dati che riguardano la creazione dell’account dell’utente, come email e sistema di pagamento (anche perché il rinnovo del servizio è automatico, salvo disdetta). E già qui c’è da osservare che, per esempio, StrongVPN non ammette sistemi di pagamento anonimi come le monete basate su tecnologia blockchain.

StrongVPN utilizza i cookie per autenticare gli utenti registrati che si loggano al servizio via sito, quindi, in realtà qualche dato che renda associabile il traffico di un utente rispetto al suo account c’è. E in effetti StrongVPN si riserva per esempio il diritto di disabilitare gli account di chi venisse scoperto a violare la legge sul copyright (Nei loro Terms & Conditions spiegano testualmente: “It is our policy to terminate in appropriate circumstances the accounts of subscribers who infringe the copyrights of others”), di qui il dubbio che comunque una qualche forma di tracciamento e controllo sussista, magari anche solo attivabile ad hoc, in casi particolari.

Ovviamente il principio, anche in rete, deve sempre essere “male non fare, paura non avere”, il fatto è che StrongVPN è di proprietà della californiana J2 Global, un colosso informatico, quotato al NASDAQ, che possiede diverse decine aziende (tra cui il gruppo editoriale Ziff Davies, con le sue testate online Mashable, IGN e PC Magazine) e ben cinque servizi di VPN (tra cui, oltre a StrongVPN, Encrypt.me che ha inglobato Buffered, IPVanish e SaferVPN). Sapendo che gli Stati Uniti sono i promotori dell’alleanza 5-Eyes e sue successive estensioni, che punta alla raccolta preventiva dei dati degli utenti in rete e sui loro cellulari e che questa alleanza è stata responsabile, per esempio, dell’intercettazione di un capo di stato potente come Angela Merkel (la cosa venne fuori nel 2015), risulta improbabile che un’azienda così grande e ramificata non susciti l’interesse delle agenzie di intelligence americane.

Diciamo che se J2 Global chiedesse a enti terzi di certificare le proprie privacy policy, come alcuni competitor hanno invece fatto, questi cattivi pensieri verrebbero forse fugati a monte.

Dal punto di vista tecnico, invece, nulla da eccepire: StrongVPN offre tutti i protocolli di crittazione che è lecito aspettarsi – L2TP, SSTP, OpenVPN, IPSec, IKEV2 – e persino qualcosa in più, dal momento che aggiunge – caso unico sul mercato – il protocollo Wireguard, che dovrebbe garantire il massimo della protezione (perché basato su ben su ben 7 diversi algoritmi di cifratura), assicurando al contempo il massimo della velocità possibile.

C’è naturalmente il Killswitch che scollega la connessione nel caso si perda il collegamento ai server VPN, ma questa protezione è attiva soltanto sulla versione desktop delle App.

In compenso per le app mobili c’è la protezione della connessione alle reti wi-fi pubbliche.

Prestazioni

Apriamo questa sezione con una bella notizia: anche StrongVPN appartiene alla schiera di provider che, insieme all’abbonamento vi regala qualcos’altro. In questo caso si tratta di 250 GB di spazio in cloud sul provider SugarSync (sempre di proprietà di J2 Global, come del resto i servizi analoghi KeepItSafe e LiveVault), che potete utilizzare, per esempio, per il backup del vostro cellulare (così finalmente saprete dove salvare le vostre foto). Senz’altro un’ottima cosa, anche se, a ben vedere, più tracce lasciate in rete e più informazioni andrete ad associare al vostro account VPN, che in teoria vi servirebbe a restare anonimi. Però è innegabile che ci sia del valore in questo regalo – se infatti andate sul sito di SugarSync scoprirete che questo add-on da solo vi costerebbe 9.99 dollari/mese, quasi il doppio del servizio di StrongVPN.

Dal punto di vista delle connessioni, ci troviamo nella fascia alta del mercato: con un unico account StrongVPN potrete infatti collegare fino a 12 device contemporaneamente, inoltre StrongVPN, a differenza di altri provider, raccomanda di collegare direttamente il router, onde garantire l’anonimato dell’intera rete domestica.

Velocità: siamo nella media. Senza infamia e senza lode. Se la vostra connessione di base è la fibra, per lo più vi capiterà di viaggiare tra i 40 e i 50 Mbps, una velocità pari a circa il doppio di quello che vi servirebbe per guardare in streaming un film in 4K. Ovviamente c’è in giro anche chi fa (molto) di meglio, ma, se avrete l’accortezza di collegarvi ai server più vicini a voi (tra l’altro sulle app, propro per aiutare gli utenti, c’è in bella vista l’opzione “Best Available Location”) non dovreste avere mai problemi di performance.

A livello di collegamenti, comunque, StrongVPN offre una buona serie di opzioni: più di 59.000 IP condivisi su oltre 950 server VPN in più di 50 località nel mondo. Anche in questo caso siamo ben lontani dai record dei leader di settore, ma siamo comunque nella fascia medio-alta del mercato, soprattutto considerando che StrongVPN dichiara di appoggiarsi esclusivamente a server di sua esclusiva proprietà.

Per quanto riguarda infine la rimozione dei limiti geografici ai servizi di streaming, StrongVPN sblocca quello che deve sbloccare, come qualsiasi altra VPN e funziona con i brand di settore principali (Prime, Netflix, Hulu, BBC…), ma senza offrire server dedicati.

Proprio in virtù di quanto detto sopra a proposito della policy in materia di tutela del copyright, è ovvio e inevitabile che StrongVPN non offra server dedicati per il torrenting, che potrete comunque effettuare configurando il router e ricorrendo al protocollo NAT.

App e Installazione

La buona notizia è che potrete configurare il vostro account StrongVPN praticamente su ogni device immaginabile (persino su vecchi device Symbian, se mai vi venisse la fantasia). La cattiva notizia è che in alcuni casi dovrete necessariamente passare attraverso il router, o vi sarà richiesto di configurare manualmente i settaggi necessari.

Le app dedicate, infatti, esistono solo per Windows, iOS, macOS, Android e FireTV, per tutto il resto dovrete seguire le per altro dettagliatissime istruzioni che trovate sul sito di StrongVPN.

Dal punto di vista delle interfacce StrongVPN appartiene alla schiera dei minimalisti. I menu sono quanto mai scarni e il percorso è quello canonico: scegli il server, ti connetti, navighi. In alcuni casi (come su iOS) potrebbe essere necessario esplorare qualche sottomenu per scegliere il tipo di crittografia da applicare ai propri dati di navigazione, ma niente che un utente medio non sia in grado di fare. Tra l’altro nei menu, sotto ogni tipologia di protocollo, c’è una breve spiegazione di quale sia la condizione ideale per utilizzarlo.

Per qualsiasi problema è disponibile un’eccellente knowledge base e, nel caso non si sappia proprio dove sbattere la testa, il supporto dedicato, raggiungibile via mail o via chat 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.

Verdetto

StrongVPN è senz’altro un buon servizio, con una velocità di connessione decorosa e feature interessanti e per certi versi finanche d’avanguardia (come il protocollo Wireguard e SugarSync). Se si limita la valutazione all’aspetto puramente tecnico, quindi, l’unico rilievo che si può avanzare è quello del prezzo, che non è dei più convenienti sul mercato pur essendo più basso, sul periodo di un anno, di quello di altri competitor più blasonati (soprattutto se si approfitta dello sconto del 20% che vi abbiamo indicato).

Dal momento però che la privacy dovrebbe essere il motivo principale per collegarsi alla Rete attraverso una VPN, rimane da capire quanto possa valere la pena, per un utente europeo, di rivolgersi a un servizio americano. Certo, c’è anche un rovescio della medaglia: ovverosia il fatto che, proprio perché il servizio è americano, in Europa ci sono molti meno clienti e dunque le connessioni dovrebbero risultare leggermente più performanti, rispetto a quelle registrabili Oltreoceano. Resta comunque il fatto che la velocità non è in ogni caso il punto di forza principale di StrongVPN e quindi la scelta, alla fine, rimane quella tra i protocolli di sicurezza offerti e la privacy garantita a monte. Ovviamente, trattandosi di una questione “filosofica”, non esiste una risposta giusta a priori, è piuttosto corretto che ogni utente decida in funzione di quelle che sono le sue priorità personali.

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