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TSMC vuole produrre microchip a zero emissioni entro il 2050

Non molti sono a conoscenza del fatto che la maggior parte dell’inquinamento informatico non proviene dai consumi elettrici dei nostri dispositvi, ma dall’energia e dai materiali usati per produrre i microchip. La società Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), uno dei maggiori produttori al mondo di semiconduttori, ha annunciato che desidera diminuire drasticamente l’inquinamento prodotto entro il 2025 e che produrrà microchip a zero emissioni entro il 2050.

Una sfida vicina agli studi secondo cui è necessario limitare drasticamente e immediatamente le emissioni per provare a contenere i danni del climate change. Si consideri che, nonostante la crisi in corso, nel corso del 2021 TSMC ha immesso oltre 15 milioni di tonnellate di CO2 nell’atmosfera. Il costante aumento della domanda di microchip, pur con una produzione meno impattate, ha infatti portato ugualmente a un aumento dell’inquinamento.

“TSMC è profondamente consapevole – ha affermato il presidente Mark Liu, come riportato da ArsTechnica – che il cambiamento climatico ha un grave impatto sull’ambiente e sull’umanità. Come azienda leader mondiale dei semiconduttori, TSMC deve assumersi la sua responsabilità aziendale per affrontare la sfida del cambiamento climatico“.

Secondo una ricerca, pubblicata sul sito dell’università statunitense Cornell, la produzione di un notebook rappresenta il 74% delle emissioni di carbonio nel ciclo del device – un ciclo che include anche la spedizione, l’uso quotidiano e persino lo smaltimento. Circa la metà delle emissioni sarebbe causata proprio dalla produzione dei circuiti integrati, un’industria che sta attraversando un grave momento di crisi (non solo a causa della pandemia, secondo alcuni).

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