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Windows 10 October 2018 Update, riparte la distribuzione. Bug sistemati e Microsoft promette più qualità

Microsoft ha ripreso la distribuzione di Windows 10 October 2018 Update dopo averla interrotta all’inizio di ottobre, subito dopo il rilascio. Come noto, l’azienda ha infatti dovuto approfondire e risolvere diversi bug che portavano alla cancellazione e alla non corretta gestione dei file presenti sui PC degli utenti.

Dopo aver determinato l’origine dei problemi e messo a punto delle patch, Microsoft si è “presa del tempo” per monitorare il feedback (Windows Insiders) e valutare i dati diagnostici raccolti da chi invece aveva già installato l’ultima versione del sistema operativo. Secondo John Cable, direttore della distribuzione di Windows, non sono state registrate ulteriori prove riguardo possibili perdite di dati.

Di conseguenza “oggi avviamo il nuovo rilascio di October Update rendendolo disponibile tramite supporti multimediali (ISO) e agli utenti avanzati che controllano manualmente gli aggiornamenti”. L’azienda continuerà a monitorare la situazione e nel corso delle settimane distribuirà la nuova versione a un sempre maggior numero di utenti.

Cable promette un rilascio più ponderato e ha reso nota l’intenzione di aggiungere a Windows Update una dashboard che avvisi gli utenti sui motivi per cui non stanno ricevendo subito l’aggiornamento – tra i quali potrebbe esserci un driver o un software incompatibile, per esempio.

In un altro lungo post sul blog di Microsoft, il Corporate Vice President di Windows, Michael Fortin, ha spiegato che quanto successo con l’October Update ha lasciato il segno. “Questa è la prima volta nella storia di Windows as a Service che abbiamo dovuto prendere un’azione simile e naturalmente ciò ci ha portato a farci domande sul lavoro che facciamo per testare e convalidare la qualità di Windows prima di iniziare a distribuirlo in modo più ampio”.

Fortin ha ricordato che l’ecosistema Windows conta su decine di migliaia di partner in ambito hardware e software e che Windows 10 è usato su oltre 700 milioni di dispositivi attivi mensilmente, basati su 16 milioni di combinazioni di hardware e driver uniche in costante evoluzione. Insomma, assicurarsi che tutto funzioni alla perfezione è un lavorone (o un lavoraccio!).

Ciò nonostante Microsoft ha registrato miglioramenti costanti nella qualità di Windows 10, con tutti gli indicatori in forte miglioramento negli ultimi anni. Tuttavia, come ha riconosciuto lo stesso Fortin, “la tendenza non conta nulla se siete tra coloro che stanno sperimentando un problema. Il nostro obiettivo è continuare a offrire a tutti la migliore esperienza su Windows e prendiamo tutti i feedback in modo serio”.

Fortin ha spiegato nel post i passaggi intrapresi per testare la qualità delle diverse build di Windows, da quelli interni fino a quelli con i partner, per poi giungere al programma Windows Insider, che serve a creare quella “massa critica” per ottenere più feedback e parametri diagnostici su un numero più ampio di sistemi e combinazioni di hardware e software differenti.

Una volta maturata la convinzione del buon grado di maturità dell’aggiornamento, Microsoft passa alla fase di rollout, che tuttavia va a gruppi, partendo “dai dispositivi che i nostri dati mostrano avranno una buona esperienza. Uno dei nostri miglioramenti più recenti è l’uso di un modello di machine learning (ML) per selezionare i dispositivi a cui offrire per primi gli update. Se rileviamo che il dispositivo potrebbe avere un problema, non gli offriremo l’update fino a quando quel bug non sarà risolto”.

Problemi manifestati dagli utenti: un grafico che illustra la tendenza tra le varie release di Windows 10.

Il secondo “principio” di Microsoft segue il detto “chi va piano, va sano e va lontano”, ovvero si parte lentamente nella distribuzione, offrendo il nuovo Windows solo a una piccola parte di persone che lo ricerca attivamente. Infine, dopo una fase di monitoraggio della telemetria e di altri indicatori, Microsoft amplia la platea che può ricevere un update, impedendo comunque a quei sistemi che potrebbero non garantire la migliore esperienza di ottenerlo, in modo da poter sistemare i problemi.

“Continuiamo a cercare nuovi modi per migliorare la nostra capacità di individuare i bug, in particolare quelli ad alto impatto in cui il volume è basso e i segnali sono potenzialmente deboli. Per migliorare la nostra capacità di riconoscere i problemi a basso volume, abbiamo aggiunto di recente la possibilità per gli utenti di indicare l’impatto o la gravità dei bug quando ci forniscono feedback”.

Fortin promette che Microsoft farà progressi nella propria capacità di prevenire i problemi e “rispondere rapidamente e apertamente quando emergono. Intendiamo sfruttare tutti gli strumenti che abbiamo oggi e concentrarci su innovazioni incentrate sulla qualità lungo tutti i passaggi di progettazione, sviluppo, convalida e distribuzione dei prodotti”.

Questo non significa che Windows non avrà più bug, sarebbe sbagliato pensarlo, ma l’obiettivo di Microsoft è ridurli ai minimi termini e soprattutto scovare quelli più impattanti: la perdita dei file, per quanto non fosse molto diffusa, è un problema serio che ha portato seri scompensi a chi l’ha sperimentato.