Negli Stati Uniti oltre 300.000 persone convivono con lesioni al midollo spinale che hanno compromesso in modo irreversibile la capacità di movimento. Si tratta di una delle sfide più complesse della medicina, perché le cellule nervose danneggiate non si rigenerano e le fibre non riescono a ricrescere attraverso la zona lesionata. Ora, un team di ricercatori dell’Università del Minnesota ha aperto una nuova strada combinando tre tecnologie all’avanguardia: stampa 3D, cellule staminali e crescita di tessuti in laboratorio.
Il metodo sviluppato prevede la realizzazione di una microstruttura tridimensionale che funziona come un ponte biologico per superare l’area danneggiata. L’impalcatura, stampata in 3D, contiene canali microscopici popolati con cellule progenitrici neurali spinali, derivate da cellule staminali adulte umane. Queste possono dividersi e trasformarsi in diversi tipi di cellule nervose.
Risultati promettenti sui modelli animali
«Utilizziamo i canali stampati in 3D per guidare la crescita delle cellule staminali, così le nuove fibre nervose crescono nella direzione corretta», ha spiegato Guebum Han, primo autore dello studio. Una volta impiantata nel midollo spinale, l’impalcatura crea un sistema di collegamento che aggira la zona lesionata.
I test condotti sui ratti hanno dato esiti incoraggianti. Gli animali, che avevano midolli completamente recisi, dopo l’impianto hanno mostrato la crescita di nuove fibre nervose in entrambe le direzioni, verso la testa e verso la coda. Le cellule si sono integrate nel tessuto ospite e hanno portato a un recupero funzionale significativo, dimostrando che il corpo può accogliere e utilizzare efficacemente questi innesti biologici.
Verso applicazioni cliniche future
«Il nostro laboratorio è entusiasta di esplorare il potenziale delle nostre ‘mini colonne vertebrali’ per la traduzione clinica», ha dichiarato Ann Parr, professoressa di neurochirurgia all’Università del Minnesota. Lo studio, pubblicato su Advanced Healthcare Materials, è il primo a dimostrare l’efficacia della combinazione tra stampa 3D, cellule staminali e tessuti coltivati in laboratorio per il trattamento delle lesioni spinali.
Il progetto ha coinvolto esperti di ingegneria, neurochirurgia e neuroscienze ed è stato sostenuto dai National Institutes of Health e da programmi di ricerca statali sul midollo spinale. Sebbene ancora nelle fasi iniziali, questa innovazione apre nuove speranze per pazienti che fino a oggi non avevano alternative concrete. Se i risultati verranno confermati, il futuro potrebbe riservare una vera svolta per una condizione considerata incurabile.