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Apple e Qualcomm, i tanti perché di una battaglia infinita

La battaglia legale tra Apple e Qualcomm si è arricchita ieri di un nuovo capitolo. Il gigante di Cupertino dovrà infatti versare 31 milioni di dollari nelle casse dell’azienda di San Diego per aver infranto tre brevetti in ambito smartphone. Si tratta di una cifra che si basa sulle stime di vendite degli iPhone tra luglio del 2017 e l’autunno del 2018, calcolando una commissione di 1,40 dollari per ogni dispositivo.

Sulla questione è immediatamente intervenuto Don Rosenberg, Vice Presidente Esecutivo di Qualcomm, secondo cui il verdetto (pronunciato dal giudice distrettuale americano Dana Sabraw)  rappresenta un’importante vittoria, ribadendo come, secondo lui, Apple sia responsabile di aver utilizzato le tecnologie dell’azienda di San Diego (i brevetti appunti) senza pagarle. Una situazione complessa dunque, che comincia due anni fa.

Quella di ieri infatti è l’evoluzione più recente (ma non sarà l’ultima) della vicenda che vede le due aziende contrapposte per una questione di brevetti che si trascina dall’inizio del 2017. Apple ha da sempre utilizzato chip Qualcomm negli iPhone, salvo iniziare ad affiancarli a quelli Intel a partire dal 2016 con l’inizio della battaglia legale, per poi abbandonarli totalmente nei modelli dello scorso anno. Peraltro, negli Stati Uniti la situazione è sempre stata a favore dell’azienda di Cupertino, almeno fino a ieri: i giudici avevano infatti stabilito come Qualcomm ricoprisse una posizione monopolista, obbligandola dunque a concedere licenze anche ai concorrenti.

È stata infatti proprio la denuncia delle autorità statunitensi a innescare la prima mossa dell’azienda di Cupertino. Recentemente Apple è stata impegnata a risolvere il divieto alla commercializzazione degli iPhone sul territorio cinese e tedesco: nel primo caso è intervenuta con un aggiornamento software , nel secondo ha inizialmente sospeso la vendita, salvo poi riprenderla commercializzando solo dispositivi equipaggiati con chip Qualcomm, come vi abbiamo raccontato nell’articolo dedicato. 

Del resto l’azienda di San Diego detiene una miriade di brevetti, e in ogni Paese i giudici sono chiamati a esprimersi separatamente su ognuno di loro. Per esempio, come riportato dal Financial Times, anche in Germania il gigante di Cupertino aveva risolto un primo ostacolo con un update software, salvo poi – come già detto – dover sospendere la vendita di iPhone 7 e iPhone 8 .

In questo scenario si è mossa anche Intel, fornitrice dei modem per gli ultimi iPhone, che si è schierata al fianco di Apple attraverso un comunicato stampa diramato a dicembre, nel quale si afferma come Qualcomm stia semplicemente cercando di “soffocare la concorrenza“. Insomma, una situazione in evoluzione, anche perché alcuni dei procedimenti legali sono ancora in corso. La sensazione comunque è che difficilmente possa esserci all’orizzonte una riconciliazione tra le due aziende.

iPhone Xr, lo smartphone più economico di Apple, è disponibile sullo store ufficiale a partire da 889 euro. Lo trovate a questo link.