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Apple non innova più? Nella classifica di Fast Company è passata dal primo al diciassettesimo posto

Fast Company ha pubblicato come sempre la sua lista delle 50 aziende più innovative del mondo e, a sorpresa, a un solo anno di distanza dalla conquista del primo posto, Apple è stata degradata, scendendo addirittura al diciassettesimo. La creatura di Steve Jobs non sa più innovare?

Colpo di scena, avrebbe esclamato in altri tempi un famoso presentatore TV: Apple non è più la prima azienda al mondo per innovazione. A certificarlo è la blasonata e assai ambita lista delle “50 aziende più innovative del mondo”, pubblicata annualmente da Fast Company, che ha posizionato la casa della Mela morsicata soltanto al diciassettesimo posto. E pensare che la testa della prestigiosa classifica Apple l’aveva conquistata appena un anno fa. Cosa succede alla creatura di Steve Jobs dunque, ha perso il tocco magico?

Leggendo le motivazioni la situazione appare ancora più preoccupante. Fast Company infatti non ha “premiato” l’azienda di Cupertino per un suo nuovo prodotto, un iPhone, un tablet, magari anche un notebook, ma per un suo chip: “Il prodotto più innovativo di Apple nel 2018 è l’A12 Bionic, il primo processore basato su un processo di fabbricazione a sette nanometri e dotato di 6,9 miliardi di transistor”, in grado di unire un basso consumo energetico e prestazioni decisamente superiori rispetto alla generazione precedente per quanto riguarda la gestione dell’IA, della realtà aumentata e delle foto. Questa, sostanzialmente, è la motivazione di Fast Company.

Al primo e al secondo posto troviamo invece rispettivamente un’azienda cinese e una di Singapore, Meituan Dianping e Grab, entrambe ‎”super app transazionali”, in grado di collegare milioni di persone attraverso un insieme di servizi e prodotti legati al life style.

Il cambio di rotta di Apple all’indomani della morte di Jobs è sotto gli occhi di tutti ed è ovvio che il nuovo CEO Tim Cook abbia fatto in questi anni una serie di scelte che probabilmente il fondatore non avrebbe gradito, che hanno forse ampliato ancora i numeri che l’azienda è stata in grado di fare nel breve periodo ma che potrebbero aver minato alla base l’identità del brand‎‎, da sempre apprezzato dai fan anche per la sua forza innovativa.

Tim Cook (immagine: Apple)

Dare la croce addosso unicamente a Cook sarebbe però ingeneroso. In questi anni infatti anche il mercato è profondamente cambiato, il software ha preso il sopravvento sull’hardware, come dimostra ampiamente il podio di quest’anno di Fast Company, i mercati – soprattutto quello statunitense e cinese – sono saturi e per la prima volta hanno fatto registrare scarsa crescita e gli smartphone sono giunti a un livello di maturità tale da lasciare pochi margini a vere e proprie “rivoluzioni”. Gli amministratori delegati inoltre, per quanto bravi e preparati possano essere, non possiedono la bacchetta magica e come tutti procedono per tentativi ed errori.

Ecco, se degli errori sono stati fatti in Apple in questi ultimi anni essi riguardano la perdita di due treni piuttosto cruciali, il 5G e gli smartphone pieghevoli, che assieme potrebbero in qualche modo introdurre una ventata di freschezza in un mercato stagnante. Apple è rimasta indietro su entrambi i fronti, c’è da vedere cosa proporrà con la prossima generazione di iPhone, ma se non dovesse riuscire a recuperare per tempo lo svantaggio le prospettive di mercato nel medio termine potrebbero anche cambiare, con Samsung che si è dimostrata più reattiva in entrambi i casi e le cinesi huawei e Xiaomi in fortissima ascesa.