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Apple: vogliamo un mondo migliore, senza backdoor governative

Tim Cook ha parlato di diversi temi durante un'intervista. Si è parlato del successo di Apple Music, ma anche del ruolo chiave della televisione e di come il settore automobilistico sia sull'orlo di un cambiamento epocale. C'è stato spazio anche per sicurezza e privacy, e per un rotondo no alle backdoor governative.

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Tim Cook ha parlato alla conferenza Wall Street Journal Digital Live, affrontando diversi temi come il successo di Apple Music, l'innovazione nel campo automobilistico, Apple TV e altro. La prima domanda che gli è stata rivolta riguarda l'Apple Watch, del quale Apple non ha mai comunicato numeri ufficiali per le vendite.

"Non annunceremo numeri. È un informazione concorrenziale. Non voglio aiutare i nostri concorrenti. Ne abbiamo consegnati moltissimi nel primo trimestre, e nell'ultimo ancora di più. Posso prevedere che in questo trimestre sarà un numero ancora maggiore".

Insomma, a sentire Tim Cook l'Apple Watch è un successo, ma non è dato sapere in che misura. In giro non se ne vedono molti d'altra parte, ma questo è vero per tutti gli smartwatch in generale, e tra questi dispositivi forse è vero che l'Apple Watch è quello di maggior successo – secondo forse solo ai dispositivi Fitbit.

Cook crede che il migliore punto di forza dell'Apple Watch siano le funzioni dedicate a fitness e salute, mentre non ha voluto dire nulla riguardo alla possibilità di farne una versione che possa funzionare anche senza essere abbinato a un iPhone.

Quanto ad Apple Music, Cook ha detto che ci sono 6,5 milioni di persone che pagano l'abbonamento. Un terzo rispetto a quelli che pagano per il concorrente Spotify (20 milioni circa), ma il prodotto Apple è più giovane e sicuramente c'è spazio per migliorare.

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Un altro punto su cui Apple sta puntando è la televisione, con la nuova Apple TV che si propone come centro multimediale del salotto, per televisione, cinema, fotografie, musica e anche videogiochi. Il mantra è sempre il solito: la tv oggi è terribile, bisognosa di un intervento migliorativo, ed Apple vuole essere protagonista del suo rinnovamento. L'idea della Apple TV potrebbe anche essere quella giusta, ma sarà il mercato a decidere – le alternative ormai cominciano a essere numerose, e convincere i consumatori facile.

Per esempio, tra un paio di giorni anche in Italia ci sarà Netflix, una piattaforma di grande successo, e una di quelle con cui Apple andrà a competere. La varietà del catalogo offerto e i prezzi faranno certamente la differenza.

Ancora più di musica e TV, però, sono le automobili a rappresentare il prossimo grande punto di svolta per Apple e in generale per tutte le società del settore, a partire da Google, Microsoft e Intel. I colossi del Web e del software stanno per entrare in concorrenza, o allearsi con i giganti del settore automotive, come Toyota, Volkswagen, Fiat Crysler, Ford e tanti altri.

"Il software diventa sempre più importante come parte dell'auto del futuro. Il settore della guida autonomia è sempre più importante. Sembra che questa industria stia per vivere un cambiamento profondo. Vogliamo che le persone possano ritrovare l'esperienza dell'iPhone sulla loro auto. […] L'industria è sul punto di un cambiamento profondo, non una semplice evoluzione".

Difficile non essere d'accordo su questo punto, perché il software delle auto moderne è sicuramente un elemento determinante, che può fare la differenza tra un modello e l'altro. Ed è altrettanto sicuro che i produttori di auto hanno ancora molta strada da fare quanto a ergonomia, funzionalità, efficacia, design dell'interfaccia e sicurezza del loro software. Da questo punto di vista Apple, Google e Microsoft hanno certamente un vantaggio notevole – ma ciò non significa che abbiano la vittoria in tasca.

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Dopodiché si è parlato di privacy, un argomento Cook ha già tentato di sfruttare per promuovere i prodotti Apple rispetto a quelli Android.

"Non faremo concessioni in nome dell'esperienza utente. Crediamo che si possano avere entrambe. Crediamo che la crittografia sia obbligatoria nel mondo moderno. L'assenza di backdoor è un obbligo. Non si può avere una backdoor che sia solo per i buoni. Ogni backdoor è una porta che i cattivi possono usare. Nessuno dovrebbe dover decidere su privacy o sicurezza. Dovremmo essere abbastanza intelligenti da fornire entrambi"

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A questo punto il conduttore, Gerard Baker, ha obiettato che le backdoor governative possono effettivamente aiutare a ridurre la criminalità. Un commento del tutto legittimo, sostenuto dai governi di tutto il mondo – che si sono alternati nel dire che la crittografia dei dispositivi è un problema per indagini più che legittime. Baker si è spinto addirittura a citare le indagini sull'undici settembre, dicendo che oggi non sarebbe possibile raccogliere tutte le informazioni che permisero di ricostruire i fatti e individuare almeno alcuni dei colpevoli.

"Se ci fosse un modo per esporre solo i criminali, sarebbe una gran cosa. Ma non è così che stanno le cose".

L'intervista si chiude con un richiamo ad Apple come società multinazionale, e con Cook che rievoca lo spirito originario dell'azienda, quella che fu creata da Steve Jobs e Steve Wozniak. Un'azienda che voleva "cambiare il mondo" rendendo la tecnologia alla portata di tutti, così che tutti potessero usarla per fare qualcosa di nuovo e positivo.

"Se facciamo arrabbiare qualcuno, almeno diranno (di Apple) che hanno fatto un gran prodotto. Magari io non sono d'accordo con questo o quello, ma rispetto il fatto che stiano cercando di lasciare un mondo migliore di quello che hanno trovato. Almeno è ciò che spero diranno".