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Come sfruttare al meglio luce e illuminazione con lo smartphone

Nota dell'editore: questa è la quarta di alcune guide che stiamo pubblicando, in cui vi daremo suggerimenti su come scattare foto fantastiche con il vostro smartphone. Tutte le foto e i riferimenti che vedrete in questi articoli sono stati realizzati con lo smartphone Huawei P20 Pro, uno dei migliori smartphone fotografici disponibili al momento della realizzazione del progetto. Tutti i suggerimenti che leggerete in questi articoli rimangono validi per qualsiasi smartphone utilizzerete.

Qui potete trovare le altre guide:

Se fotografare significa "dipingere con la luce", la qualità della stessa influenza notevolmente i risultati che possiamo ottenere con qualsiasi fotocamera ed in particolare con lo smartphone. Cerchiamo di capire come sfruttare al meglio la luce naturale e artificiale per illuminare i nostri soggetti.

La luce rappresenta l'ingrediente essenziale di tutte le fotografie: quella naturale varia non solo secondo le condizioni atmosferiche, ma anche in base alla latitudine e all'angolazione dei raggi solari durante il trascorrere del tempo.

La maggior parte di noi ha sperimentato la differenza di resa fra le foto scattate, ad esempio, nel sud Italia rispetto a quelle del nord, a parità di condizioni: ora solare, stagione, condizioni meteorologiche ecc. Più scendiamo di latitudine, più la luce sarà intensa e si tradurrà in immagini dai colori forti e luminosi.

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In questa immagine ripresa in Puglia, sulla riviera adriatica ad una latitudine di circa 40° alle ore 16, la luce pulita e di grande intensità proveniente lateralmente modella il paesaggio, creando quasi un effetto tridimensionale

Al contrario, nei paesi nordici la luce è più "piatta", per alcuni fotografi meno interessante, ma comunque adatta a catturare paesaggi in bianco e nero, ritratti dall'illuminazione tenue ed uniforme e meno contrastati.

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Questa foto è stata scattata ad una latitudine di circa 40°, di mattina, in periferia di una città, dove anche l'inquinamento atmosferico è maggiore rispetto all'esempio precedente. Indipendentemente dalla qualità della luce, uno smartphone come lo Huawei P20 Pro è in grado di restituire comunque immagini dai colori vibranti e ben contrastate

Malto spesso la luce, naturale o artificiale, determina una particolare atmosfera e genera nell'osservatore un conseguente stato d'animo. Pensate soltanto alla differenza fra l'atmosfera intima di un ristorante a lume di candela rispetto all'effetto "mensa" di uno illuminato con lampade a fluorescenza:

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Huawei P20 Pro: lunghezza focale equivalente 27 mm, 1/25 s, f/4, ISO 320

Se l'intensità della luce si può misurare, non si può dire lo stesso della sua "qualità", una caratteristica legata alla nostra percezione visiva che si traduce ad esempio in una sensazione di luce dura o morbida. La luce dura è quella che può arrivare a dare fastidio, quella intensa del sole di mezzogiorno d'agosto, per esempio. Crea dei forti contrasti tra le zone scure e le zone chiare della scena catturata e, in molti casi, dovrebbe essere evitata, a meno appunto che si voglia deliberatamente enfatizzare questo effetto.

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Selfie alle prime ore del pomeriggio di agosto, al mare, sotto i raggi diretti del sole. Il contrasto estremamente elevato rendere le zone in ombra quasi nere. Da evitare, possibilmente, nei ritratti

La luce morbida è l'opposto, è diffusa, o riflessa, e non esaspera i contrasti. La ritroviamo ad esempio in una giornata sol sole velato o addirittura coperto; gli oggetti presentano ombre soffuse, poco evidenti.

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Questo scatto è stato realizzato in una giornata col cielo coperto, di mattina, poco prima di mezzogiorno. Notare l'eccellente illuminazione del viso e l'assenza di ombre

L'alternanza sole/nuvole differenzia una scena illuminata da luce dura o luce morbida. La difficoltà è rappresentata dal forte scarto tra luci e ombre, che rischia di rendere difficile la resa e la lettura dei particolari. La dinamica a disposizione dipende dal sensore – piccolo negli smartphone, ma non così tanto in un P20 Pro che ne adotta uno da 1/1.7" – e da altri fattori che in questa sede non andremo ad approfondire.

Bisogna pertanto controllare con cura l'esposizione per assicurarsi di avere un sufficiente dettaglio sia nelle zone d'ombra che in quelle illuminate. Tradotto in pratica, la prima cosa da fare quando ci si appresta a scattare una foto è quella di valutare l'intensità della luce, naturale o artificiale che sia, e per farlo i migliori alleati sono i nostri occhi.

Tutti possiamo sperimentare come passando da una stanza chiara ad una scura, per un po' si vedrà tutto buio. Ciò rende l'idea della sottoesposizione, quando cioè l'immagine risulta troppo scura rispetto a come gli occhi la percepirebbero una volta abituati. Se al contrario si passa da una stanza scura ad una chiara, vedremmo per un po' un bagliore luminoso, il che dà l'idea della sovraesposizione, che si ottiene quando l'immagine risulta troppo chiara e i soggetti appaiono praticamente bianchi.

Il sistema esposimetrico del nostro smartphone imposta automaticamente una combinazione tempo/diaframma adeguata ad ottenere un'esposizione corretta, fissato un certo valore di sensibilità. In realtà, attualmente un solo smartphone è dotato di diaframma variabile (per la precisione di diaframma a doppia apertura), e quindi quando decidessimo di usare il nostro device in modo semi-automatico, potremmo lavorare solo a priorità di tempi.

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In uno smartphone come il P20 Pro è possibile, nel modo Pro, lavorare a priorità di tempo, scegliere cioè un tempo di scatto (in questo caso 1/3200 sec.) e il sistema esposimetrico determina un diaframma (fittizio) affinché l'esposizione risulti corretta

Ovviamente bisogna stare attenti a non usare un tempo di scatto troppo lento perché l'eccessiva quantità di luce renderebbe impossibile per lo smartphone impostare la corretta esposizione e si rischierebbe di avere una foto sovraesposta. In queste situazioni specifiche, si dovrebbe utilizzare un filtro ND (a densità neutra) per ridurre la quantità di luce incidente. Alcuni costruttori di accessori ne hanno creati di esterni con fissaggio a clip.

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Per questa foto, scattata in pieno giorno e volutamente errata, si è impostato il modo priorità di tempi scegliendo 1/125 sec. ed è risultata sovraesposta. Nel modo AUTO l'esposimetro avrebbe impostato 1/3333 di sec.

Lo stesso principio vale se la luce è scarsa, ma in tal caso il vantaggio è quello di poter aumentare la sensibilità, e quindi il valore ISO, in modo da rendere la fotocamera più sensibile alla luce.

Non potendo operare in manuale, il correttore dell'esposizione permette di compensare possibili errori di lettura da parte del sistema esposimetrico, per cui vale la regola che con un soggetto nero su sfondo nero occorre sottoesporre (altrimenti la foto risulterebbe troppo chiara) e bianco su sfondo bianco occorre sovraesporre (altrimenti la foto risulterebbe troppo scura). Spesso la misurazione spot di cui sono dotati alcuni cellulari permette la lettura della luce in un punto specifico, e se usata con attenzione di far fronte a quelle situazioni di ripresa tipiche come le foto in controluce, uno sciatore sul fondo molto luminoso della neve o una persona in mare ripresa dalla riva.

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Huawei P20 Pro: misurazione media pesata al centro in una situazione di parziale controluce
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Misurazione spot sul volto della ragazza

L'ora del giorno

Nel corso della giornata ci sono molti momenti e ore strategiche per catturare foto ad effetto con il nostro smartphone.

L'aurora e l'alba hanno proprietà straordinarie. La luce è pulita, limpida e fredda con una leggera dominante blu e conferisce un buon effetto di modellamento del soggetto con assenza di ombre e con ridotte differenze tra le alte luci e le aeree meno illuminate.

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Al sorgere del sole la luce cambia, con una preponderanza di rosso sulle tonalità del blu. I raggi sono più netti che al tramonto e il risultato è una migliore definizione dei soggetti in luce diretta. La luce delicata che si diffonde fin verso metà mattina è indicata per foto di moda o per i viaggi. Se la giornata è serena, il sole dà una luce pulita, la visibilità è buona ma le ombre sono nette.

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Come già accennato, a mezzogiorno è meglio evitare di fotografare, poiché il sole è troppo a picco e vi è una forte differenza esposimetrica tra ombre e alte luci, con il rischio di bruciare le alte luci e perdere totalmente i dettagli nelle zone d'ombra. Questo vale per tutti i soggetti, e se questi non sono in movimento si può efficacemente usare l'HDR.

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Per questa foto, scattata alle 17, si è efficacemente utilizzato l'HDR per far risaltare i dettagli delle rocce

Con il calare progressivo del sole, ritorna una luce in grado di modellare i paesaggi e i toni caldi sono ideali per una buona resa della pelle.

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I tramonti sono soggetti spettacolari e facili da fotografare, poiché l'esposizione non è critica: una leggera sovraesposizione dà tonalità pastello mentre una sottoesposizione un effetto drammatico.

Come già detto, gli smartphone offrono la possibilità di compensare l'esposizione a passi anche di â…“ di f/stop per ottenere l'effetto voluto:

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Questa immagine spettacolare è stata ottenuta al tramonto scattando con il P20 Pro senza alcuna elaborazione aggiuntiva

Dopo il calar del sole la luminosità residua è più morbida e ricca di colori a differenza dell'alba. La luce indiretta ammorbidisce anche le luci più dure.

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Oltre all'ora del giorno, grande influenza hanno anche le condizioni atmosferiche sulla qualità della luce. Ad esempio, nelle giornate ventose il cielo è molto più pulito, il che si traduce in una resa efficace dei dettagli. I nostri occhi percepiscono chiaramente queste differenze e quindi dobbiamo imparare a fidarci di loro.

La pioggia rende brillanti le superfici e le alte luci scintillano. Dopo la pioggia, il cielo terso irradia una luce pulita e morbida. In sostanza, non spaventiamoci né del freddo, né della pioggia, né del brutto tempo: fotografiamo proprio quando la maggior parte degli altri vi rinuncia.

L'illuminazione nei ritratti

Quanta influenza ha la luce sui ritratti? Lo si può capire solamente sperimentando nelle situazioni più diverse. Si può decidere di scattare in situazioni più o meno controllate, in esterni o in interni. 

In esterni un'illuminazione ottimale per i ritratti la si ottiene ponendo il soggetto principale in ombra. Sotto i raggi diretti del sole, infatti, soprattutto in una giornata d'estate e nelle ore centrali del giorno, il caldo eccessivo può far sudare la persona, con un risultato decisamente antiestetico. Inoltre, è difficile tenere gli occhi aperti se il sole è frontale e le ombre appaiono totalmente scure a causa del contrasto elevato, mentre le parti illuminate direttamente dai raggi solari, per esempio la fronte e il viso, risulteranno probabilmente sovraesposti. Quindi, smentiamo definitivamente l'idea che i migliori ritratti si ottengono col sole di fronte al soggetto. Un'ottima resa si ha fotografando col sole di ¾ dietro al soggetto, misurando eventualmente la luce sul viso mediante la rilevazione spot.

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Meglio ancora ponendo il soggetto in ombra, quando la luce solare è ancora molto forte altrimenti l'illuminazione è insufficiente: i risultati sono spesso spettacolari.

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Foto scattata a Milano, in piazza del Duomo, totalmente in ombra, modalità ritratto

Si può usare una superficie bianca o riflettente per schiarire il volto da sotto, se la si ha a disposizione. Oppure si può fotografare in una giornata nuvolosa, ma attenzione che il bilanciamento del bianco vira su tonalità un po' fredde e bisogna compensare la tinta impostando il WB su "nuvoloso" per gli smartphone che lo consentono.

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Nelle giornate coperte, o nuvolose, il soggetto in primo piano può risultare sottoesposto a causa della luminosità del cielo che inganna l'esposimetro

In interni esistono vari schemi di luci (tipicamente almeno cinque) con cui cominciare a fare le prime prove, in base al soggetto e al risultato che si vuole ottenere. Si tratta tuttavia di setup da studio utilizzati dai professionisti, i quali – per il momento – ancora non utilizzano lo smartphone, a parte qualche nota eccezione. Pertanto, non ce ne occuperemo.

Esiste però un tipo d'illuminazione, chiamata "luce laterale", che non richiede illuminatori aggiuntivi ed è composta da una semplice luce continua diffusa posta lateralmente al soggetto: può essere posizionata a destra o sinistra e farà risultare un'ombra sulla parte opposta del soggetto illuminato, assottigliando il viso.

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Il modo più semplice ed efficace per un ritratto in interni è quello di porre il soggetto in prossimità di una finestra, possibilmente con una tenda bianca, con la luce che entra lateralmente. Huawei P20 Pro in modalità ritratto con zoom 3 x.

Il flash, un (piccolissimo) aiuto

A differenza di quasi tutte le fotocamere di un certo livello, gli smartphone non dispongono ovviamente di presa hot shoe per poter utilizzare su un lampeggiatore esterno quando necessario, ma possono contare solo su piccolo flash interno. Che ovviamente non puo' fare miracoli.

La maggior parte ritiene che l'utilizzo del flash sia legato solo ad ambienti con scarsa illuminazione o bui. In realtà, il flash può essere utilizzato più o meno efficacemente (dove il "più o meno" dipende dalla distanza dal soggetto, che deve essere molto ridotta) anche in ambienti luminosi o alla luce del giorno per schiarire le ombre e ridurre il forte contrasto in pieno sole. Ecco perché è chiamato flash di riempimento (o flash di schiarita).

L'esempio tipico è un soggetto in controluce in una giornata molto soleggiata. In queste condizioni, pesanti ombre tendono a rendere indistinti i lineamenti del viso e altri particolari; queste ombre possono essere ridotte o persino eliminate con una misurazione spot sul volto, ma in questo modo lo sfondo risulterà sovraesposto.

Utilizzando invece il flash in interni per illuminare la scena, questo può essere il risultato:

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Senza flash: f/1.8, 1/33 sec., ISO 320
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Con flash, nelle medesime condizioni: f/1.8, 1/50 sec., ISO 160

Si noti come il flash provochi una marcata differenza nel bilanciamento del bianco, come si vede in questo esempio in cui la distanza fra lo smartphone e la camera era più ridotta:

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Condizioni di illuminazione critiche con luce totalmente artificiale mista (prevalentemente al tungsteno). A sinistra flash spento, a destra flash acceso: si noti il differente colore del volto, dovuto al fascio di illuminazione ristretto

Nota dell'editore: questa è la quarta puntata di un progetto di guide nelle quali vi daremo suggerimenti su come scattare foto fantastiche con il vostro smartphone. Qui di seguito trovate gli articoli già pubblicati:


Tom's Consiglia

Uno dei migliori smartphone per provare sul campo questi consigli è sicuramente lo Huawei P20 Pro.