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I carrier mobili aprono alla pubblicità multimediale

Pagina 1: I carrier mobili aprono alla pubblicità multimediale

Il battage pubblicitario sta per contaminare anche i contenuti multimediali della telefonia mobile. La scorsa settimana, durante la CTIA Wireless IT & Entertainment 2006 conference, tre fra i più importanti carrier mobili statunitensi hanno annunciato la prossima "apertura" al marketing pubblicitario, includendo di fatto spot, messaggi e banner nei servizi multimediali ad abbonamento.

La questione non riguarda più la possibilità di farlo, o quando, ma quale sia la strategia migliore. "La pubblicità è l’unico modo per i carrier per potenziare l’offerta dei contenuti. Non sono in grado di arricchire i loro cataloghi senza i proventi pubblicitari, anche perché un rincaro degli abbonamenti sarebbe improponibile", ha spiegato Tom Burgess, CEO di Third Screen Media, società specializzata nel settore pubblicitario per content provider e carrier.

Sprint Nextel inizierà questo autunno; Verizon Wireless e Cingular Wireless non hanno divulgato dettagli ma stanno progettando soluzioni in grande stile. "Stiamo analizzando il problema da vicino; non posso ancora dire nulla al riguardo, ma se prendiamo ad esempio il mercato televisivo via cavo è indiscutibile che il modello di business ad abbonamento, con la pubblicità, si è dimostrato vincente", ha dichiarato Rob Hyatt, direttore esecutivo del Dipartimento "Entertainment and premium content" di Cingular.

Anche i mobile virtual network operator (MVNO) si stanno muovendo verso questa direzione: ad esempio Amp’d Mobile ha recentemente annunciato di aver siglato un contratto pubblicitario con Procter & Gamble per la distribuzione di spot sul suo servizio video. Negli Stati Uniti, effettivamente, si tratta di una grande novità, dato che nessun operatore normalmente include pubblicità nei suoi servizi; solo i siti Web dei content producer, a cui si accede via cellulare, fanno ampio uso di questa opzione. "Sono convinto che l’apertura dei carrier nei confronti della pubblicità possa arricchire le offerte del 30%", ha sottolineato Burgess.

"Fino ad ora siamo stati piuttosto cauti. Le persone considerano il cellulare uno strumento decisamente più personale di quanto non sia il PC. La pubblicità potrebbe essere vista come una violazione di questo spazio", ha dichiarato Lowell McAdam, COO di Verizon Wireless.