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Immuni: e se Apple e Google premiassero gli utenti che la installano?

Prevedere dei premi per chi utilizza le applicazioni per il tracciamento dei contatti da Covid-19, come Immuni, per incentivarne l’installazione. È questa l’idea di Joshua Gans, Professore di Strategic Management presso l’Università di Toronto in Canada, il quale sostiene che – paradossalmente – ci sarebbe bisogno di creare un fenomeno virale “mentre si tenta di contenere un virus reale”.

Tutto ciò per cercare di risolvere un problema che sembra accomunare quasi tutte le app di contact tracing in ogni Paese: il basso tasso di adozione da parte dei cittadini. Per convincere gli utenti a installarle e a spingere i propri amici e parenti a fare lo stesso, ci sarebbe bisogno – secondo Gans – di un incentivo. Il docente immagina, dunque, un sistema a punti (come quello delle carte di credito o dei supermercati). Apple e Google potrebbero prevedere sconti per le app nei rispettivi store o addirittura – con la collaborazione del governo – dei premi come i buoni spesa.

Gans si spinge oltre avanzando una possibilità che farebbe molto discutere: dare priorità al vaccino (quando ci sarà) a chi ha installato l’applicazione. Infine, propone che venga consentito agli studenti di ogni grado di portare a scuola lo smartphone per un tracciamento più efficace dei contatti. Com’è stato sin dagli inizi, la questione delle app di contact tracing crea sempre un grande dibattito: tra chi le ritiene necessarie, chi inefficienti e chi teme che rappresentino un pericolo per la propria privacy.

Anche l’app italiana Immuni stenta a decollare. Secondo i dati diffusi da Il Sole 24 Ore, i download sono fermi a 5,5 milioni (al lordo di disinstallazione e installazione da parte dello stesso utente) pari al 9,9% della popolazione. Un numero ben lontano dal 60% richiesto al momento del lancio ma anche al di sotto di quel 15%, ritenuto sufficiente dai ricercatori scientifici.

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