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Slack contro Microsoft: l’accusa è di concorrenza sleale

È scontro tra Slack e Microsoft. La compagnia guidata da Stewart Butterfield ha denunciato il colosso di Redmond di concorrenza sleale e di abuso di posizione dominante, chiamando in causa l’Antitrust UE che dovrà esprimersi a riguardo. Per l’accusa, l’introduzione di Teams (software per gestire le conversazioni di lavoro) nel pacchetto Office danneggerebbe la concorrenza.

“Microsoft ha illegalmente inserito il prodotto Teams nella sua suite Office per la produttività che domina il mercato, forzandone l’installazione per milioni di utenti, impedendone la rimozione e nascondendone il reale costo ai clienti enterprise” scrive Slack in una nota ufficiale diffusa sul proprio sito. Ora, la Commissione Europea dovrà decidere se avviare un’indagine o meno.

Uno scontro che si preannunciava duro sin da quando – al momento dell’annuncio di Teams nel 2016 – Slack ha comprato un’intera pagina su The New York Times su cui scrivere – rivolgendosi a Microsoft – “non creerete qualcosa che la gente amerà solo facendo una lista delle nostre caratteristiche e riproducendole una ad una”. Slack considera Teams un “prodotto debole e copiato” e mira a renderlo separato dal pacchetto Office in modo da poter eliminare qualsiasi rischio di concorrenza sleale.

Il mercato dei software per le comunicazioni lavorative è diventato ancora più competitivo in seguito al periodo di lockdown. Motivo per cui, tutti puntano a diventare i principali protagonisti. Siamo certi che la questione continuerà a far parlare di sé nei prossimi mesi. Staremo a vedere cosa deciderà l’Antitrust UE.

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