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Borderlands 3: la storia della saga fino ad ora

Prima di calarci nella trama di Borderlands 3, ripassiamo gli eventi più significativi dell'intera saga prodotta da Gearbox e 2K.

L’annuncio di Borderlands 3, e le varie informazioni rilasciate a corredo, hanno riattivato la passione sopita dei fan del brand, addormentati da tutti questi anni senza aggiornamenti sulla nuova avventura dei Cacciatori della Cripta. Certo, nel tempo c’è stata la comparsa della Handsome Collection e recentemente siamo tornati a rivivere il primo capitolo con la sua edizione rimasterizzata, ma la vera acquolina alla bocca è causata dal prossimo futuro, finora tenuto sapientemente nascosto da Gearbox.

Prima di imbarcarsi in nuove avventure fuori da Pandora, ripercorriamo la storia vissuta nei vari capitoli del franchise, in modo da rinfrescarci la memoria sui personaggi che appariranno, sulle ambientazioni da visitare e sui due nuovi carismatici “cattivoni” misteriosi.

Borderlands

Alle fondamenta dell’impostazione narrativa, l’universo di Borderlands si basa sulle rovine di una antica razza aliena, ormai quasi “scomparsa” e con manufatti di incredibile potenza lasciati nei meandri più oscuri dei vari pianeti. Quella roccia crudele e arida di nome Pandora è uno di questi mondi eletti, tanto da aver creato un vero e proprio ecosistema di banditi e razziatori di tecnologia extraterrestre a seguito di un’operazione coloniale miseramente fallita. Tra il caos e miti sussurrati nascono i veri e propri Cacciatori della Cripta: individui dalle capacità speciali che dedicano la propria vita alle leggende dietro i mirabolanti tesori nascosti all’universo.

I quattro eroi della storia ricadono in questo manipolo di avventurieri, costretti a lottare contro l’estremo ecosistema ostile che il pianeta ha coltivato nel corso della sua esistenza. Mostri dalle fauci aguzze, banditi spietati, robot assassini e Claptrap dalla lingua troppo lunga sono solo alcuni dei pericoli che si sono trovati a fronteggiare nella ricerca della prima Cripta e nella cacciata della compagnia che voleva impossessarsene: la Atlas.

Trovandola ne hanno scoperto gli orrori più vividi e, dopo un’estenuante battaglia, hanno capito che non potevano permettere che un tale potere e bottino cadesse in mani che non fossero pandoriane. Non per egoismo, ma semplicemente per evitare che l’intera esistenza venisse spazzata via da corporazioni malvagie così ingenue da risvegliare da qualcosa ben al di sopra della loro comprensione.

La conclusione, seppur rilevante, è solamente la punta dell’iceberg di un viaggio diventato storico. In esso si assiste alla forgiatura del primo team di eroi che costituirà il fulcro della resistenza di Borderlands 2 e 3, per poi passare a tutta una serie di alleanze e accordi con una marea di personaggi secondari ormai ricorrenti. Il Dottor Zed, ad esempio, viene introdotto già nella prima sequenza di gioco e sarà il medico più o meno fedele alla causa dei Cacciatori, così come lo è il mercante d’armi Marcus e la bizzarra scienziata Tannis.

C’è un’evidente costruzione di un team al centro dell’intreccio di Borderlands 1, una voglia di mettere le fondamenta per creare un universo espanso che poi andrà ben oltre i confini del mondo di gioco. Basti pensare che il nemico principale, la compagnia Atlas, è esterno al pianeta e che i banditi che lo popolano spesso sono solamente dei criminali spaziali lasciati lì dopo il fallimento delle “buone intenzioni” corporativiste. Perfino gli eroi che si controllano non sono di Pandora, ma questo è più un espediente per far immedesimare maggiormente il giocatore nei panni del novellino nell’ambientazione in cui si cala.

In parallelo viene anche però costruita la nuova visione di Pandora, un’era dove c’è lo sdoganamento dei vecchi miti e la rivalsa dei reietti su chi li ha sfruttati come vermi. Conoscendo vari personaggi e le loro aspirazioni e pulsioni, è possibile già intravedere quel fil rouge che poi porterà alla lotta tra i Crimson Riders ed Hyperion. Prima dello scontro però, il Borderlands originale costituisce una sorta di manifesto del nuovo movimento fondato sulle grandi gesta del giocatore e dei suoi amici, una dichiarazione di cambiamento che preoccupa i “poteri forti” dell’economia galattica e che costruisce effettivamente la nuova identità di Pandora.

Borderlands: The Pre-Sequel

Dopo qualche tempo della conclusione della lotta contro la Atlas e l’apertura della Cripta, le altre aziende spaziali hanno cercato di capire se fosse possibile spendere personale e risorse per raggiungere quella cripta. Tra queste, Hyperion è stata l’unica a raccogliere la sfida e a creare una vera e propria spedizione super organizzata sull’orbita di Pandora. Per evitare di sprecare utili hanno anche allestito una gigantesca stazione spaziale da utilizzare come HUB per le varie unità di professionisti mandate a esplorare e costruire.

A capo di questa spedizione c’era il zelante impiegato Jack, il quale aveva assoldato una serie di cacciatori e mercenari per mettere mano sulla Cripta di Pandora e ottenere il Distruttore. La morte del Distruttore però gli ha permesso di costruire un’arma di distruzione di massa sulla stazione spaziale Helios-1, la quale sarebbe stata utilizzata per distruggere accampamenti di banditi e altri eventuali ostacoli per la civilizzazione.

Le cose si complicano quando la squadra del Generale Zarpdeon, trasformata dall’avarizia e dal contatto alieno, cattura Helios-1 proprio mentre Jack stava mettendo in moto il suo assetto coloniale distruttivo. Il risultato fu che la Zarpedon usò l’occhio per bucare la superficie della Luna in modo che la Hyperion non trovasse mai la sua Cripta.

Nel frattempo, Jack aveva ingaggiato dei novelli Cacciatori della Cripta chiamati dall’esterno, o i nuovi avatar per i giocatori. Schiantati su Elpis dopo l’assalto all’HUB orbitale, vengono guidati da Jack in una serie di missioni al fine di esplorare le location del satellite e trovare un modo per sconfiggere Zarpedon e uscirne vincitori agli occhi dell’azienda. Il cambiamento epocale si avvia quando i quattro scagnozzi di Jack scoprono la possibilità di entrare nella Cripta della Luna, scaturendo nell’impiegato un profondo mutamento dettato dall’avidità di potere. Così, Helios-1 venne nuovamente utilizzata come apripista per il nuovo bunker alieno irto di orrori e tesori.

Tra una missione e l’altra, i Cacciatori della Cripta hanno avuto modo di conoscere gli abitanti di Elpis e affezionarcisi in un certo qual modo. Certo, stiamo sempre parlando di un team composto da mercenari senza scrupoli così fedeli a Jack da essere dei Boss in Borderlands 2, ma allo stesso tempo è evidente come le vicende vissute abbiano estremamente mutato la coscienza di chi ne era coinvolto. Il caso più eclatante è la guerriera Athena, la quale fa da voce narrante per la vicenda ed è l’unico personaggio – escluso Claptrap – a sopravvivere a The Pre Sequel fino a Borderlands 3. Oltretutto, è anche uno dei pochi eroi a essere apertamente omosessuale, insieme alla sua fidanzata proveniente dalla Luna.

Non è tanto l’intreccio a interessarci in questa cronistoria, quanto il fatto che il titolo prequel racconta in tutto e per tutto la nascita del cattivo più crudele di tutta la serie, ovvero Jack il Bello. Gli ingredienti c’erano già dalla partenza: voglia di scavalcare il prossimo, ricerca smodata per il successo, complesso di inferiorità derivato dalle spietate gerarchie aziendali, disturbi psicologici latenti dovuti a una crudele infanzia e l’accessibilità a strumenti di distruzione planetaria.

Alla base viene aggiunta poi la conoscenza aliena derivata dall’apertura della Cripta e una smodata voglia di vendetta proprio contro i Cacciatori della Cripta di Pandora, l’ultimo ostacolo per la sua conquista galattica. In un certo qual modo non c’era della vera e propria cattiveria in Jack ma, bensì, fu la stessa crudeltà di quel pazzo mondo a creare il suo nemico più letale. Così nascono le premesse di Borderlands 2, in un misto di follia, rabbia e empatia per un frustrato che viene beato della saggezza extraterrestre.

Borderlands 2

Saltiamo avanti di qualche tempo e assistiamo a come Hyperion abbia letteralmente assaltato Pandora e ricostruito da zero Helios-1. I robot della compagnia hanno devastato il pianeta e sempre più abitanti sono stati costretti a fuggire o a sottomettersi come schiavi aziendali da sfruttare. I Cacciatori della Cripta originali creano una rete di resistenza contattando chiunque fosse stato ferito dalla politica Hyperion. Viene costituita la zona franca di Sanctuary: una sorta di città protetta da una continua schermatura contro gli assalti di Jack il Bello.

Tra i richiamati ci furono altri nuovi Cacciatori della Cripta impersonati dai giocatori, i quali sono stati subito calati nel bel mezzo del conflitto proprio per aiutare Sanctuary nel momento del suo più estremo bisogno. A quel punto, la missione era quella di proteggere la città e, allo stesso tempo, di porre fine a qualsiasi piano l’Hyperion abbia iniziato sul pianeta.

In una tale crociata si sono inevitabilmente conosciuti anche nuovi personaggi iconici, come Ellie o Tiny Tina, insieme a tutta una serie di nefandezze legate alle faide tra i banditi e agli esperimenti svolti nei laboratori genetici Hyperion. Una lunga, lunghissima epopea che è quella finora più longeva e coinvolgente di tutta la serie. C’è stato perfino spazio per l’approfondimento narrativo delle storie che fanno da sfondo al marchio, grazie a interazioni come la relazione tra Jack e il suo Angelo – rivelatosi poi la sua stessa figlia – che sfruttò fino all’ultima goccia o al modo in cui le Sirene venivano viste nello scenario culturale del pianeta, con tanto di culti religiosi più o meno fanatici.

Molto del tono è stato dedicato principalmente a momenti di eroismo e sacrificio, lasciando che i sentimenti del giocatore fossero costantemente sollecitati attraverso perdite significative (come quella di Roland o di Bloodwing) e storie paradossalmente umane per un mondo privo di etica e morale. Non è mancata anche l’assurda rabbia tra le risate e lo sconforto, contrasto proveniente dal personaggio di Jack che catalizza tutta l’attenzione della trama principale su di sé, almeno fino a quando non riusciremo a ucciderlo dopo aver combattuto una creatura antica nella Cripta del Guerriero.

Il vero protagonista di Borderlands 2 è senza dubbio il suo antagonista, lo stesso che non si farà problemi a parlarci continuamente nelle comunicazioni come se fosse un nostro alleato, invitandoci a unirci a lui e alla sua giusta causa. Il dibattito morale è più serio di quanto ci si aspetterebbe per via delle numerose implicazioni riguardo lo stile di vita dei Cacciatori della Cripta, soprattutto se si considera che vivono in un mondo a cui non interessa parlare di legge o giustizia.

Guardandolo dalla prospettiva esterna degli altri pianeti, Jack è un vero e proprio eroe che vuole spazzare via un accozzaglia di criminali (perché quelli furono lasciati su Pandora) per creare un nuovo habitat per la civiltà. Questa tematica si è rafforzata enormemente nel secondo episodio e probabilmente sarà uno dei punti di partenza per il prossimo capitolo, specialmente dopo che un simbolo come Il Bello è stato fatto fuori dagli stessi banditi che ha tentato di cacciare.

Tales from the Borderlands

Fuori dalla numerazione canonica, questo titolo è in realtà l’ultima avventura conosciuta prima di Borderlands 3 ed è stato prodotto dall’ex studio di TellTale Games. Ambientato diverso tempo Borderlands 2, vede al centro della sua ambientazione la diffusione pubblica dell’esistenza di moltissime altre Cripte nella Galassia, fenomeno che dà inizio a una vera e propria corsa all’oro per ottenerne segreti e tesori.

In questa isteria collettiva, Rhys è un semplice impiegato di Hyperion sulla stazione orbitante Helios con l’ambizione di scalare la compagnia e diventare il prossimo Jack il Bello. Naturalmente l’ingenuo ragazzo non è a conoscenza del lato crudele e sadico di Jack, seguendo proprio quella visione degli eventi su Pandora che abbiamo descritto nei paragrafi precedenti. Il suo capo però lo è eccome, figurandosi come un corporativista senza scrupoli nonostante si atteggi a grande leader amico di tutti i suoi sottoposti. L’odio per questo sbruffone in giacca e cravatta porta Rhys a cercare di mettere mano sulla Chiave per la Cripta che lo stesso boss aveva intenzione di acquistare su Pandora, delegando ai suoi sottoposti l’onere di scendere a terra.

Come ogni opera legata alla truffa, qualcosa va storto e Rhys, insieme al suo amico Vaughn, finiscono per fuggire insieme alla truffatrice Fiona dopo che la Chiave si scopre essere un falso e i soldi finiscono per essere rubati. Al fine di non essere uccisi dal proprio capo e condannati come criminali, Fiona e Rhys avviano una caccia al bottino perduto attraverso l’ausilio di alcune vecchie conoscenze e la tecnologia Hyperion che l’impiegato si installa nei propri impianti cibernetici.

Tra una rocambolesca corsa con i banditi e sequestri di persona vari, arrivano a scoprire una vecchia struttura Atlas dove trovano la misteriosa ricerca dedicata alla Cripta del Viaggiatore e alla chiave senziente per localizzarla e aprirla: il robot Gortys. Allo stesso tempo, la tecnologia installata nel braccio di Rhys svela l’influenza olografica della coscienza di Jack il Bello, il quale adesso si manifesta frequentemente dannando il protagonista per tutto il corso della storia nel tentativo di ritornare in vita e vendicarsi.

Rhys, Fiona e Gortys si imbarcano in un lungo viaggio per permettere al robottino di finire la propria costruzione e completare così la sua missione, portando il gruppo a bordo di Helios-1 dove inizia una feroce lotta contro la coscienza digitale di Jack, successivamente distrutta grazie alla disperata mossa di far schiantare la stazione sulla superfice di Pandora. Ciò, almeno in teoria, avrebbe distrutto qualsiasi traccia dell’eroe Hyperion persistita dopo la sua morte naturale, a meno di non aver impiantato la sua “anima digitale” nell’occhio del protagonista.

Liberatisi di tutti i pesi e dei vari complotti orditi dai banditi incontrati su Pandora, Rhys, Fiona e molti altri cacciatori della Cripta riescono ad aprire il bunker vagante e a distruggere il Guardiano evocato a sua difesa. Passa qualche tempo e Rhys diventa CEO della Atlas mentre Fiona prosegue con il suo stile di vita pandoriano. Ormai pronti a fare il prossimo passo, entrambi entrano finalmente nella Cripta del Viaggiatore e mettono mano sul primo forziere che gli capita a tiro, sparendo non si sa bene dove. Dal primo trailer di Borderlands 3, sappiamo almeno che Rhys è riuscito a tornare indietro mentre Fiona non è ancora ufficialmente comparsa, lasciando nel dubbio il suo destino.

Allo stesso momento, Athena viene catturata dai Cacciatori della Cripta originali ed è costretta a raccontare la storia di The Pre-Sequel, concludendo infine che effettivamente nell’universo ci sono una marea di altre Cripte pronte per essere aperte dal primo sprovveduto. Proprio mentre la stanno per giustiziare a causa del suo aiuto nell’ascesa di Jack, viene salvata da un alieno Eridiano portatore di brutte notizie, profetizzando l’arrivo di una terribile guerra su Pandora.

Con questa profezia nefasta abbiamo l’ultimo collegamento con la new entry del marchio di Gearbox, la quale  ha in programma di portarci su tanti nuovi pianeti con la sua prossima iterazione. Le domande sono molte: possiamo lasciarci alle spalle Jack il Bello? Che cosa hanno fatto Rhys e Fiona dopo essere stati teletrasportati dalla Cripta? Perché gli Eridiani hanno approcciato i Cacciatori solo alla fine? Ma questa è un’altra storia…

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