Nuovi licenziamenti in casa Build a Rocket Boy, lo studio fondato da Leslie Benzies, già produttore esecutivo di Grand Theft Auto. L'azienda ha annunciato un'ulteriore riduzione del personale, citando un periodo difficile per l'industria videoludica e tornando a puntare il dito contro quello che definisce un sabotaggio organizzato dall'esterno. La comunicazione ufficiale è arrivata attraverso un post su LinkedIn firmato dal CEO Mark Gerhard, in cui si mescolano senso di responsabilità, dolore dichiarato e accuse pesanti nei confronti di ignoti.
Al centro della vicenda c'è MindsEye, il gioco lanciato a giugno che ha collezionato recensioni negative, segnalazioni di bug diffusi, problemi di prestazioni e persino la cancellazione dell'ultimo minuto di alcune trasmissioni di marketing sponsorizzato. Un esordio disastroso, che aveva già portato a un primo ciclo di licenziamenti stimato intorno alle 300 persone. Ora lo studio torna a tagliare, senza specificare quanti posti di lavoro siano coinvolti in questa nuova ondata.
Gerhard ha riconosciuto apertamente la difficoltà della decisione: nel suo messaggio ha scritto che come dirigenti si assumono la responsabilità dei risultati dei propri progetti, ma ha insistito sul fatto che il periodo di lancio è stato compromesso da fattori estranei alle normali sfide operative. Lo studio sostiene di aver lavorato negli ultimi mesi con partner esterni e consulenti legali per indagare su quella che definisce attività criminale verificatasi attorno all'uscita del gioco.
Secondo la dichiarazione ufficiale, l'indagine si starebbe avviando verso una fase processuale, motivo per cui lo studio non può ancora rendere pubblici i dettagli completi. Una narrativa che aveva già fatto capolino nelle comunicazioni precedenti dell'azienda e che ora torna con toni ancora più decisi, pur rimanendo priva di riscontri verificabili da parte di terzi.
Nel frattempo, il gioco ha continuato a ricevere aggiornamenti: a novembre è stato distribuito un pacchetto di prova gratuito su tutte le piattaforme, e solo il mese scorso Build a Rocket Boy aveva annunciato una nuova fase di sviluppo continuo per MindsEye, presentata come la prima iniziativa di comunicazione significativa dopo il lancio di giugno.
Quella finestra mediatica si è però aperta in un momento scomodo: proprio allora il nome del fondatore Leslie Benzies è apparso nei cosiddetti "file Epstein", i documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia americano. In uno di questi, un'email attribuita a una presunta vittima di Jeffrey Epstein accusa Benzies di aggressione sessuale. Lo stesso Benzies ha negato le accuse.
Gerhard ha concluso il suo messaggio con parole rivolte a chi perderà il lavoro, promettendo supporto nella ricerca di nuove opportunità e annunciando che i profili dei dipendenti coinvolti saranno condivisi con comunità che si occupano attivamente di assistere gli sviluppatori in fase di transizione. Un gesto di vicinanza che non cambia la sostanza di una situazione sempre più critica per uno studio che aveva promesso di rivoluzionare il settore dei giochi open world.