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Cercate lavoro? I videogiochi vi aiuteranno!

Sentirsi dire che i videogiochi sono solo un passatempo, è ormai un luogo comune assodato nella cultura popolare, ma un po’ meno se si osservano i dati effettivi alla mano. I videogiochi fanno parte di quel grandissimo settore industriale che è l’entertainment, l’intrattenimento che fa numeri da capogiro e che nutre una fetta sempre più ampia di aziende e professionisti, grazie a una parallela crescita del pubblico. Parlare genericamente di videogame dunque ha senso solo fino a un certo punto: che sia per passione o per professione, il settore deve far fronte a una richiesta sempre più ampia da parte del mercato, composto a sua volta da persone che sviluppano nel gioco digitale delle abilità sfruttabili e “rivendibili” nel mondo reale. In poche parole: i videogame aiutano a trovare lavoro. E non è un eufemismo o una frase a effetto, vi dimostriamo subito le motivazioni che sostengono questo dato di fatto.

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Dai multiplayer al team building

Può sembrare un paragone fuori luogo o che fa sorridere, ma c’è ben poca differenza tra la creazione di un gruppo online, o comunque virtuale, e la cooperazione tra colleghi, che siano essi di lavoro o di studio. Il motivo è semplice: la logica di base, il denominatore comune è lo stesso, ossia la capacità di coordinarsi, agire per un bene comune, riuscire ad andare d’accordo (almeno in superficie e finché la missione non è compiuta). Pena il fallimento, o il game over che dir si voglia.

I team, quale che sia il loro scopo, sono solitamente formati per volontà dei membri (nel caso di amici), per necessità (sul lavoro) e in generale per cercare di aggregare persone le cui qualità siano in grado di bilanciarsi fra loro. La durata di “vita” di questi gruppi è abbastanza variabile, tendenzialmente permangono o comunque possono subire variazioni fino a che l’obiettivo non è stato raggiunto, a prescindere dal risultato. Ma stiamo parlando di Destiny e League of Legends, o di lavoro e studio? O di uno sport di squadra? Poco cambia, come anticipavamo: si tratta pur sempre di un gruppo di persone, ciascuno presentante caratteristiche piuttosto precise (e non perdiamoci nello stereotipo della persona “inutile”, la “zavorra” di solito coincidente con il ruolo di healer della situazione che corrisponde al giocatore di sesso femminile nei videogiochi. Questa è decisamente un’altra questione non trattabile hic et nunc).

Destiny 2 (2017)
Destiny 2 Ombre dal Profondo

Soffermiamoci proprio sui videogiochi di squadra, nati come occasione di team building e in sintonia con le esigenze delle attività da svolgere, per sviluppare in fretta coesione tra i componenti e contribuire a una performance sempre migliore per la squadra di appartenenza. In cosa differisce da questi il mondo aziendale? In ben poco: quest’ultimo settore sta rapidamente scoprendo ciò che i giocatori hanno sempre saputo: la reale efficacia dei videogiochi. E qui arriva la dimostrazione di un concetto oseremmo dire eretico, per coloro che hanno una cultura del lavoro quasi al limite dell’ossessione: le abilità apprese giocando ai videogame si possono trasferire sulla propria attività professionale.

Dalle console alla scrivania d’ufficio

Riflettiamoci un attimo: tra bombe che stanno per esplodere, escape room da cui evadere o puzzle game da risolvere, alla base dobbiamo mettere alla prova le nostre capacità di logica, ingegno ed eventualmente velocità, poiché qualsiasi compito ai fini della missione da compiere è da svolgere in poco tempo. Nondimeno, i giochi online multiplayer riescono in particolare a ricreare un certo legame tra i loro giocatori, che si sentono così accomunati da interessi simili, coinvolti dalle sfide che li accomunano e in grado di sviluppare il pensiero creativo sperimentando nuove strategie.

Come aiutano in concreto queste dinamiche sul lavoro, dunque? Lo abbiamo visto nel periodo di lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19 la scorsa primavera, se i lavoratori da remoto rimangono soli, isolati o non supportati, la dimensione virtuale riesce a soccorrerli degnamente. Un videogioco on line multiplayer può ricordare come sia dover interagire effettivamente con altre persone, per quanto si tratti di una dimensione virtuale e in un luogo appunto non reale. Inoltre, i videogiochi aiutano anche a recuperare appunto le situazioni di team building, soprattutto per coloro che desiderano più autonomia e non riescono, o faticano maggiormente, a ottenere la fiducia dei loro manager e colleghi.

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Allora qual è il segreto fondamentale e i vantaggi del video gioco multiplayer per i team building virtuali? È l’impegno e la passione di un forte team di leader, la “leadership trasformazionale e visionaria” può ottenere livelli di coinvolgimento remoto fino a livelli di coinvolgimento totale. Nondimeno, vi sono situazioni in cui il team building virtuale incontra quello dei videogame, per creare una forma divertente ed efficace di team bonding, ossia di legame tra i componenti di una squadra o di un gruppo. La mediazione fornita dai videogiochi consente dunque di creare un cosiddetto “Team Videogame”, dove i giocatori possono allenarsi, sondare azioni e reazioni in un ambiente sicuro e osservando cosa accadrebbe se la situazione fosse avvenuta nel mondo reale, ma senza correre alcun rischio effettivo.

Queste attività sono inoltre in grado di allentare lo stress che frena il coinvolgimento di una forza lavoro remota o distribuita e avviene solitamente in modalità di gioco quali escape room online o sfide a tempo di logica.

Giocate a Fortnite e verrete assunti

Una notevole rivalutazione della “serietà” delle competenze sviluppate in-game arriva proprio da Fortnite, meglio noto come il gioco che non dimostra forse (almeno all’apparenza) una storia di base di “spessore”, ma questa variabile non è evidentemente sufficiente a esaurire la bontà o meno di un titolo. Sembra infatti che Fortnite sia in grado di rappresentare molto bene le situazioni concrete che possono accadere sul mondo del lavoro. Appare ormai appurato che Fortnite riesca ad allenare la mente al problem solving, a mantenere la calma in situazioni stressanti, al ragionamento logico e a comunicare a distanza ai fini della collaborazione, anche con persone non conosciute.

Le abilità acquisite giocando sono davvero evidenti e riscontrabili anche nel mondo “vero”: in ambito universitario, finanziario e militare si assumono gamers. Il motivo è semplice: l’abilità di assimilare informazioni, reagire con prontezza e coordinare azioni collettive rimanendo pazienti sono capacità tipiche del vero giocatore, abilità e competenze che non solo possono portarlo alla vittoria nei suoi giochi preferiti, ma possono persino condurlo a sedersi a una scrivania d’ufficio e guadagnare uno stipendio.

Fortnite

In conclusione, vale davvero la pena di trascorrere del tempo con le nostre console e dedicarci ai nostri giochi preferiti? Sì, ma come ogni cosa, l’importante è essere accorti e sfruttare a dovere queste occasioni. L’importante è fare sì che il passaggio da passatempo snobbato e per “nerd”, ad attività di successo sia evidente e riesca davvero a far fruttare i risultati positivi che possono far compiere quel passo in più di cui abbiamo bisogno, personalmente e professionalmente.

Lo dicevamo in apertura: oggi, i videogiochi fanno parte di un’industria che vale più di quella cinematografica e ci sono davvero tantissimi aspetti positivi di cui possiamo beneficiare: pianificare, lavorare in team, risolvere problemi complessi. Non sarebbe rivoluzionario mettere nel proprio CV i titoli che abbiamo completato, o comunque a cui ci siamo dedicati con una certa costanza?

Un ulteriore consiglio che ci viene spontaneo dare è che i videogiocatori non abbiano età, o almeno ce lo auguriamo: che sia nelle prime fasi di sviluppo e crescita per cominciare a porre le basi delle proprie capacità, o per consolidarle sempre più e tenerle allenate nel tempo, le innovazioni a livello di gameplay e strategie, di narrazione e di novità artistiche non possono che rivelarsi utili per tenere sempre fresca, giovane ed elastica la mente dei giocatori. Cosa diranno in famiglia, quando avrete trovato lavoro grazie a League of Legends, Fortnite o Age of Empires?

Vi consigliamo di tenere sempre fresca e allenata la mente con titoli multiplayer come la collection di Destiny, Overwatch oppure Tom Clancy’s Rainbow Six Siege.