PlayStation 4

Concrete Genie Anteprima, quando l’arte diventa un’arma contro l’oscurità

Quando oggi pensiamo a Sony, la nostra mente va automaticamente verso nomi altisonanti come Death Stranding o The Last of Us II.
In realtà, l’atto finale di PlayStation 4 include anche piccole produzioni, dotate di una loro contraddistinta natura, come Concrete Genie.

Apparsa per la prima volta durante la Paris Games Week del 2017, l’opera di PixelOpus, team con sede in California facente parte di Sony Interactive Entertainment, intende dare una propria idea di videogioco, attraverso uno stile artistico particolarmente ispirato, e una trama che cela tematiche di un certo spessore attraverso le forme morbide e infantili dei suoi personaggi.

Vi diciamo questo perché, recentemente, siamo stati invitati negli uffici romani di Sony per testare a lungo Concrete Genie, in compagnia di Dominic Robilliard e Jeff Sangalli, rispettivamente Creative Director e Art Director di PixelOpus.
Di seguito trovate quanto emerso dalla nostra prova.

Un’oscurità da debellare

Concrete Genie ci porta nell’isola di Denska, un tempo rinomata per il turismo e per la pesca, ma adesso ridotta in una landa abbandonata, con i mercatini e i suoi caratteristici edifici logorati dal tempo e dal vandalismo di teppisti che si aggirano tra i vicoli desolati in cerca di divertimento.

Denska resta tuttavia una meta prediletta di Ash, un ragazzino che adora disegnare, e che spesso si ritrova a visitare la cittadina di mare per perdersi nei ricordi d’infanzia.
Nella sua mente, le case in rovina e il buio delle strade riacquistano colori e vivacità, proprio come era in passato, quando la visitava in compagnia dei suoi genitori.
Per rendere indelebili questi ricordi, utilizza il suo quaderno da disegno, su cui stampare per sempre le gioie dell’infanzia.

Un giorno, però, Ash viene importunato dai teppisti di Denska che, spinti dall’ebrezza di provare un nuovo tipo di “divertimento”, gli rubano e strappano il prezioso quaderno, ridotto in una serie di fogli svolazzanti per le viuzze dell’isola.
Per fortuna Ash non si perde d’animo, e nel tentativo di recuperare le sue piccole opere, scopre di essere dotato di un particolare potere: dare vita a ciò che disegna grazie a un magico pennello.

Questo è l’incipit di Concrete Genie, un titolo di stampo adventure che fa della creatività e della fantasia le sue colonne portanti.
Grazie al suo particolare potere, Ash è in grado di creare degli adorabili mostriciattoli, i genie, che lo accompagneranno lungo il suo viaggio, con lo scopo di riportare luce nell’oscurità di Denska e scoprire perché si è ridotta in questo stato di abbandono.

Sorridere disegnando

La prima fase dell’hans-on ci ha permesso di prendere padronanza con i comandi. Da una parte, con Ash potremo girovagare con una certa fluidità grazie ai salti e alle arrampicate ma, come potete ben intendere, è l’altra parte del gameplay a fare da cuore pulsante di Concrete Genie: il disegno.

Per mezzo del pennello, potremo originare diversi genie, da caratterizzare con elementi decorativi sbloccabili con l’esplorazione. Il ruolo delle creature è fondamentale per potere avanzare, perché molti percorsi non saranno accessibili senza la giusta interazione con le nostre creazioni.
Di conseguenza, se uno scatolo ci blocca un passaggio, il nostro genie potrà intervenire con i suoi poteri per distruggerlo e rendere fruibile la via.

Non si tratta però di un’interazione semplice e scontata: se per Ash i nemici principali sono i bulli di Denska, da cui dobbiamo nasconderci o scappare, per i genie è il buio.
Ecco dunque che dovremo soddisfare il loro bisogno di colori e vivacità, riportando sulle superfici in rovina motivi naturali – anch’essi sbloccabili proseguendo nell’avventura – come fiori, piante, costellazioni, e così via.

Potremo mischiare le varie decorazioni, facendoci guidare dalla nostra ispirazione, ma sempre tenendo presenti le richieste dei nostri simpatici genie. Solo così potremo sbloccare una super abilità, in grado di eliminare l’oscurità che ricopre gli edifici di Denska.

Ciò che rende particolare l’atto del disegnare è il comando, in quanto non basterà premere un singolo pulsante, ma dovremo sfruttare i sensori di movimento del joypad PS4 per direzionare le nostre linee. All’inizio potremmo trovarci un po’ spaesati, e sarà motivo di sorrisi: non sapete in che punti abbiamo messo una coda nel corpo peloso della nostra creatura, o di quante corna l’abbiamo dotata.
Eppure, superato l’impaccio iniziale, i nostri movimenti prenderanno la loro sintonia, arrivando a creazioni sempre più ispirate.

Ad ogni modo, a seconda di come caratterizzeremo il nostro genie attraverso il disegno, influenzeremo la sua personalità, resa ben evidente nelle animazioni e nella sua maniera di interagire con l’ambiente.

L’alternanza piacevole tra esplorazione e disegno, sebbene faccia da fulcro di Concrete Genie, non è l’unico aspetto del gameplay. In occasione dell’hands-on abbiamo potuto provare una sezione particolare, di cui però non possiamo rivelarvi nulla per desiderio di PixelOpus di proporvi un’esperienza da scoprire gradualmente. Vi basti sapere che il titolo cerca spesso di sorprendere, attraverso la giocabilità e la storia.

Contrasti stilistici

Accanto a un gameplay atipico, l’altro elemento originale di Concrete Genie è lo stile. Soffermandoci sulle scorci di Denska, è evidente la cura per l’ambientazione. Il logorio del tempo sugli edifici e sulle strade è quasi tangibile, grazie a un realismo sopraffino, che lascia quasi sentire la salsedine di cui sono impregnati i muri di legno della cittadina.
Dominic Robilliard e Jeff Sangalli, durante la nostra intervista, ci hanno riferito di aver studiato a lungo street art: il solo faro di Denska ha portato allo realizzazione di circa una ventina di design differenti, fino ad arrivare alla forma definitiva presente nella demo.

L’obiettivo, affermano gli sviluppatori, era quello di dare un senso di abbandono alla città, per motivare i giocatori a vivacizzarlo attraverso la loro fantasia. In parole semplici, Denska è una tela bianca, priva di emozioni. Spetta a noi donarle vita. La vita di Concrete Genie è rappresentata dalle forme luminose e morbide dei genie, dalle loro animazioni adorabili, capaci di strapparci più di un sorriso.

Lo stile artistico del titolo è davvero originale, non solo per il contrasto sopramenzionato, ma anche nelle animazioni e nel design dei personaggi. Jeff Sangalli ci ha spiegato dello studio accurato della tecnica dello stop-motion, attraverso opere come Nightmare Before Christmas, ma anche dell’ispirazione derivata da produzioni indie di rilievo, come quella di Thatgamecompany, essendo PixelOpus un team composto da hardcore gamer.

Attraverso lo studio di modelli precedenti, il team californiano ha cercato di trovare la propria strada, o meglio, la propria arte.
D’altronde lo abbiamo ribadito più volte, Concrete Genie si affida all’arte, non solo per il gameplay, né per lo stile, ma anche per la narrazione: l’arte è per l’appunto l’arma contro cui combattere l’oscurità, intesa anche come bullismo, che rappresenta uno dei temi principali del titolo. Era desiderio del team creare qualcosa di nuovo per trattare, con il medium videoludico, un tema importante, vissuto purtroppo in prima persona da troppe persone, o meglio, da troppi giovani.
Concrete Genie vuole essere la luce in fondo a a quel tunnel.

Concludiamo questa lunga disamina, parlandovi della modalità VR, inclusa del gioco. Tale modalità ci porta a ripopolare ambientazioni scarne, come boschi, praterie o caverne, con l’aiuto di un piccolo genie.
Si tratta di un’esperienza rivolta principalmente ai giocatori più piccoli, ma ammettiamo che si è rivelata un’esperienza rilassante anche per noi adulti.
Una parentesi interessante, volta a diversificare la proposta originale di Concrete Genie.
Il titolo arriverà il 9 ottobre per PlayStation 4 al prezzo di 29.99 euro, con la suddetta modalità VR inclusa.