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Game Division

Cosa mi aspetto da Star Wars: Jedi Fallen Order

Dopo il panel dedicato al titolo di EA e Respawn, eccoci per parlare di come vorremmo che fosse Star Wars: Jedi Fallen Order.

L’universo di Star Wars è sconfinato, appassionante, costruito sull’amore di una community che ha attraversato tre generazioni, dal 1977 ad oggi. In questo lasso di tempo, il “mondo espanso” attorno al franchise si è evoluto, differenziandosi e provando ad arrivare sui medium di comunicazione più importanti. Dal cinema ai videogiochi, passando per serie tv e prodotti d’animazione.

In quest’articolo, piuttosto personale, vorrei dedicarmi proprio al lato videogiochi: nei giorni scorsi, alla Star Wars Celebration di Orlando, è stato ufficialmente presentato Star Wars: Jedi Fallen Order, il nuovo progetto di EA e Respawn (autori della serie Titanfall e Apex Legends) in uscita il prossimo 15 novembre per Xbox, PlayStation e PC. Ho deciso di dedicare del tempo a questa produzione perché in primis sono un grande amante della saga (ho ereditato la passione da mio padre, e da allora Star Wars è diventato quasi una religione) ma a anche e soprattutto perché dopo gli ultimi due -oserei dire sfortunati- Battlefront questo è il videogioco di Star Wars sul quale gran parte della fan base ripone la sua fiducia.

Sarà solo single player, sarà “un’avventura” canonica e potrebbe essere l’inizio, perché no, anche di una saga prettamente videoludica. Le indicazioni date dal team di sviluppo, però, mi hanno lasciato un po’ interdetto e il trailer non ha migliorato la situazione. Cerchiamo quindi di capire cosa vorrei veramente vedere in un action adventure a tema Star Wars, e cosa soprattutto per ora non mi convince di questa produzione.

Proverò ad essere breve, ma non ve lo assicuro: prendete quest’articolo come un flusso di coscienza, tramite il quale mi piacerebbe creare un’interessante discussione con voi qui sotto nei commenti.

L’ordine 66 e il futuro dei Jedi

Prima di addentrarci in dettagli, opinioni e speculazioni, un po’ di contesto: Jedi Fallen Order sarà ambientato fra Episodio III (La vendetta dei Sith) ed Episodio IV (Una nuova speranza). Racconterà gli anni immediatamente successivi all’ordine 66 emesso da Palpatine, che sancì un terribile genocidio dei Jedi e diede origine anche al primo vero Impero Galattico. Il protagonista, Cal Kestis, è un ex allievo Padawan che è sopravvissuto proprio a quel terribile evento praticato da Anakin e Palpatine, e ora si nasconde nei pianeti controllati dall’Impero tentando di sopravvivere.

Cal ha le fattezze di Cameron Monaghan, attore già visto nei panni di una versione embrionale del Joker nella serie tv Gotham. Ed è proprio dalle fattezze del protagonista che scaturiscono alcuni dei miei dubbi, ma ci arriviamo dopo. A livello ludico invece Jedi Fallen Order sarà appunto un’avventura squisitamente single player, senza microtransazioni e modalità multigiocatore. L’offerta alla quale Respawn sta lavorando è insomma chiara: un titolo story driven nell’universo di Star Wars.

Il gameplay potrebbe essere un misto fra action, open world e gioco di ruolo; durante il panel alla Star Wars Celebration gli sviluppatori hanno dichiarato che il combat system sarà facile da padroneggiare ma permetterà comunque ai giocatori più hardcore un buon grado di approfondimento.

L’idea, mi sembra piuttosto evidente, è quella di realizzare un prodotto ambientato nell’universo di Star Wars che ci metterà nei panni di un Jedi e che ci racconti una -speriamo- bella storia senza grossi impedimenti in termini di difficoltà o struttura ludica. Queste, chiaramente, sono le mie impressioni, ma che penso trovino conferma nelle dichiarazioni rilasciate prima e dopo il panel, senza dimenticare lo story trailer che potete trovare poche righe più sopra.

Ma cosa allora non mi convince, e cosa mi aspetto da Jedi Fallen Order? Bene, proverò ad essere chiaro e coinciso. Seguitemi.

Dubbi e speranze, Lato Oscuro e Lato Chiaro

Partiamo dal principio: il trailer non mi è piaciuto. L’ho trovato poco accattivante, vagamente insipido e non ha fatto scattare in me alcuna scintilla di curiosità. Problema mio? Forse, certo è che se da una parte il setting storico relativamente alla saga è molto interessante, dall’altra invece la deriva che può prendere la storia è scoraggiante.

Sappiamo già che il nostro protagonista sarà un Jedi e che il gameplay ci calerà nei suoi panni; è facile quindi prevedere che ad un certo punto Cal diventerà un Cavaliere Jedi in tutto e per tutto, e nonostante sia sempre entusiasmante vivere -e in questo caso giocare- certi momenti, si potrebbe comunque osare un po’ di più. Era obbligatorio optare per l’ennesima volta su un “Force User” come protagonista di un action tratto da Guerre Stellari? Sicuramente è la scelta più facile, che può comunque riservare grosse sorprese. La mia impressione, però, è che grosse sorprese non ci saranno. Spero ovviamente di sbagliarmi.

Altra cosa che non mi fa impazzire è il design del protagonista: anonimo, biondo con un bel viso, insomma banale. Nell’universo di Star Wars abbiamo imparato a conoscere tanti personaggi, tante razze. Perché non puntare su un alieno, magari “nuovo”, con un look più accattivante? Chiaramente andare su un viso conosciuto apre ancora di più le porte al grande pubblico, e chi come me si aspetta sempre “ricerca” quando si parla di un prodotto legato a Star Wars potrebbe rimanere deluso.

Ultima questione “oscura” è il gameplay: le dichiarazioni di Respawn mi hanno spaventato. Cosa intendono per “accessibile”? Non voglio un’esperienza alla Uncharted -che è straordinario, ma questo è un altro discorso- e neanche una barriera come quella di Sekiro; magari qualcosa che rientri nel mezzo, che non sia facile ma neanche impossibile. Insomma mi dispiacerebbe ritrovarmi a falciare decine di nemici senza il minimo sforzo, in questo modo scoraggerebbe anche lo studio di un’eventuale sistema di crescita e progressione di Kal.

Ovviamente non voglio sembrare un disfattista, al contrario non vedo l’ora di giocare Star Wars: Jedi Fallen Order, e al netto di questi dubbi, nutro anche grandi speranze – facendo riferimento al valore positivo del termine. Esempio concreto è la natura story driven del titolo, finalmente, oserei dire. Star Wars da anni racconta grande storie -tranne qualche scivolone- ed espandere la mitologia può essere un’idea molto azzeccata. Sono curioso di scoprire cosa hanno fatto i Jedi sopravvissuti all’ordine 66, se qualcuno di loro è riuscito a completare l’addestramento e chissà quale altro segreto. C’è tanto materiale, veramente tanto, e relativamente a questo sono molto positivo.

Motivo di entusiasmo è anche il team di sviluppo coinvolto, ovvero Respawn, che nell’ultimo decennio ha dimostrato di essere sinonimo di qualità. Chiaro che questo è un titolo diverso rispetto a quanto abbia fatto recentemente lo studio, ma quando “le mani sono buone” il risultato è quasi sempre positivo.

Mi aspetto insomma di essere stupito da Jedi Fallen Order, di appassionarmi alla storia e innamorarmi del gameplay. D’altronde quando si parla di Star Wars i miei sentimenti sono sempre questi, e di rado sono stati disattesi -Episodio VIII, per te ho ancora una ferita aperta.

Il mio flusso di coscienza termina qui: fatemi sapere cosa ne pensate, se siete d’accordo o no con quanto ho detto e se avete altri elementi sui quali vorreste discutere, fatevi avanti!

Potete preordinare Star Wars: Jedi Fallen Order seguendo comodamente questo link.