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Death Stranding Director’s Cut, quando basta poco per emozionarsi

L'annuncio di Death Stranding Director's Cut ha già infiammato la community. Parliamone!

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Avatar di Antonio Rodo

a cura di Antonio Rodo

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 11/06/2021 alle 16:00
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Death Stranding Director’s Cut. Si chiama così la nuova versione dell’ultima opera di Hideo Kojima, che si prepara a fare il suo debutto su PlayStation 5.
 

Sono bastati pochi minuti di trailer e un lasso di tempo relativamente breve per assistere già ad una frammentazione dell’utenza piuttosto precisa: c’è chi non vede l’ora di saperne di più e di metterci le mani sopra e chi, invece, è rimasto piuttosto freddo da questo annuncio e avrebbe gradito la presenza di un nuovo gioco. Dal canto nostro, l’annuncio di questa edizione espansa e rimasterizzata di Death Stranding non va ad escludere possibili novità in arrivo per il futuro dello studio; questo annuncio, insomma, non significa che non sentiremo parlare del nuovo gioco di Kojima per un bel po’ di tempo. 

Detto ciò, nonostante le informazioni in nostro possesso siano ancora abbastanza risicate, proviamo a fare il punto della situazione.

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Una visione creativa in costante evoluzione

Prima di assistere al nuovo trailer di Death Stranding (con una buona dose di stupore), Hideo Kojima, interrogato da Geoff Keighley, ha parlato della sua visione creativa e di cosa possiamo aspettarci nel futuro. 

Innanzitutto, l’autore ha ribadito che nel suo processo creativo c’è sempre stata la volontà di anticipare i prossimi 5, 10, 15 o 20 anni della società. Ma la cosa assurda è che, con Death Stranding, è successo tutto molto in fretta. Ne abbiamo anche parlato in un articolo nel quale evidenziavamo le innumerevoli coincidenze tra il gioco e la situazione pandemica che tutti noi stiamo cercando di superare. Un risvolto che ha colpito lo stesso Kojima e che lo spingerà a rivedere il suo processo creativo, ribadendo – come sempre – la volontà di voler trasmettere messaggi e di imparare qualcosa ai propri utenti. 

A tal proposito, non è del tutto folle sostenere che potrebbe volerci ancora molto tempo prima di assistere al nuovo progetto, vista la ragionata evoluzione creativa di Kojima. Tuttavia, pare che nel futuro dello studio ci sarà almeno un altro progetto con delle funzionalità social a là Death Stranding, almeno stando all’intervista di Keighley. 

Un trailer e una dichiarazione d’intenti

Hideo Kojima, lo sappiamo, è un trollone. Il creativo giapponese, quando presenta qualcosa ama farlo a modo suo, spesso uscendo dai canoni tipici e accendendo l’interesse della community, appassionati e non. 

Il trailer della Director’s Cut di Death Stranding ha avuto, più o meno, l’effetto di una granata stordente: Sam Porter Bridges, il protagonista del gioco, s’infiltra all’interno di una base sotterranea che ricorda in tutto e per tutto Shadow Moses, mentre la musica conferma il collegamento con Metal Gear Solid e il gioco sembra staccarsi sempre di più da ciò che ricordavamo fosse. Ma è bastato un dettaglio, sul quale l’autore si è anche soffermato molto, a farci intuire la volontà di usare il trailer per veicolare un messaggio. Non possiamo averne la certezza, e non siamo nemmeno arroganti al punto da crederlo, ma visti i recenti rumor su Silent Hill e una buona fetta di pubblico che associa e ricorda ancora l’autore per quelli che sono stati i suoi trascorsi con la saga di Metal Gear, crediamo che Kojima, con la gag di Sam che entra ed esce dallo scatolone per poi rimetterlo a posto, abbia voluto comunicare l’interesse nel “posare” il passato e focalizzarsi sul futuro. Un futuro che non è ancora chiarissimo ma che, evidentemente, è tutto racchiuso in Death Stranding. E se, come recita il titolo di questo articolo, a me Antonio è bastato così poco per emozionami, c’è un motivo. Soprattutto nell’ultimo periodo, e con questo non vogliamo puntare il dito contro nessuno, si percepisce una certa freddezza nelle opinioni scaturite a seguito di quanto visto. Un distaccamento che potremmo definire pericoloso, per certi versi, che denota, forse, l’assenza di calore e entusiasmo nei confronti di un prodotto. Inoltre, come testimonia una buona fetta di pubblico che è possibile trovare in chat nelle principali testate videoludiche italiane, ad alcuni è nata una vera e propria ossessione per il comparto grafico, accompagnata da frasi del tipo “sembra una grafica PS3”. Una malattia, un’ossessione ridicola.

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C’è anche, ovviamente, chi rimane semplicemente nel mezzo, non completamente esaltato da quanto visto ma in guardia e ansioso di conoscere maggiori dettagli. L’importante, infatti, è non fare di tutta l’erba un fascio, anche perché, chi siamo noi per comprendere pienamente le emozioni che potreste aver provato? Nel mio caso, e lo ribadisco ancora una volta, non ho potuto a fare a meno di sentirmi particolarmente coinvolto, in primis perché assolutamente attratto dalla visione dell’autore, in secondo luogo perché stiamo pur sempre parlando di Death Stranding, titolo che, proprio su queste pagine, ho definito un capolavoro. 

Il succo del discorso, onde evitare fraintendimenti, è che, nonostante il nostro lavoro e la responsabilità che abbiamo nel raccontare i prodotti che giochiamo, non dovrebbe mai mancare la passione e l’amore per alcuni progetti, e se in alcuni casi, magari anche all’interno di articoli, traspare un viscerale amore per un prodotto e un autore, non è per mancanza di professionalità, succede perché dietro ogni testo analitico c’è una persona con un cuore e delle preferenze.

Guarda su

Cosa aspettarsi dalla Director's Cut?

Il titolo è strano, inutile girarci intorno. Quest'operazione non ha l'aria di essere una semplice riproposizione del gioco in salsa next-gen, e il post su twitter lo conferma: espanso e rimasterizzato per PS5. In merito al secondo punto, non è difficile ipotizzare un porting 1:1 della versione per PC con supporto nativo alla risoluzione 4K e al dualsense (che potrebbe amplificare le sensazioni trasmesse, pad alla mano, dalle differenti conformazioni del terreno); ciò che l'autore intenda con "espanso" è invece un bell'interrogativo. Considerando le recenti comparsate sui social del regista Nicolas Winding Refn, e un post ormai un po' datato che diceva "Heartman will return", Hideo Kojima potrebbe avere in serbo per noi una grossa espansione, proprio come l'ultima release su PS5 di Final Fantasy 7 Remake, tra l'altro.

Pura speculazione, nulla di confermato. Ciò che sappiamo è che non dovrebbe mancare troppo tempo alla release e che, nelle prossime settimane, scopriremo maggiori dettagli sull'operazione, magari all'interno del tanto chiacchierato evento Sony.

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