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Destiny 1, la community è ancora attiva ed entusiasta

Se è vero che il primo amore non si scorda mai, la folgorazione avvenuta con Destiny nel 2014 per molti giocatori non è mai passata. Destiny 2 sarebbe dovuto essere il coronamento di una bella storia, il matrimonio da sogno dopo un lungo fidanzamento, ma l’idillio si è spezzato e quel sentimento si è trasformato in amore non corrisposto. Per alcune community di giocatori la vecchia Torre rappresenta ancora l’unico posto sicuro nell’universo. Quella è casa, da lì non ci si muove neanche di fronte alla promessa di nuove avventure, favolose armerie capaci di forgiare minacciose bocche da fuoco. Non li smuove neanche il grido d’aiuto di un caro amico. Però l’amore, si dice, è anche cieco e questo attaccamento alla prima epopea dei Guardiani rende spesso difficile guardare con occhio obiettivo allo stato di Destiny 2.

È difficile dimenticare la prima volta che il nostro Spettro ci ha rianimati. Ci ha cercati tra tanti per lungo tempo e alla fine ha scelto noi. Lì nel Cosmodromo, tra le auto arrugginite dal tempo e senza avere neanche più un ricordo della nostra vita precedente, ha avuto inizio la nostra storia. Abbiamo sconfitto un “dio” nel cuore del Giardino Nero, eredi e Re di troni lontani, abbiamo visto la sofferenza negli occhi dei più incrollabili. Giunti alla fine del nostro viaggio, giovani zanne di lupo, abbiamo vissuto il mito dei Signori del Ferro affinché ci ispirasse, affinché non fossimo mai domi e non smettessimo di combattere.

Saremo ciò di cui la gente ha bisogno. Saremo i guardiani. Saremo i protettori. Terremo uniti gli ultimi tra noi che sono sopravvissuti.  – Lord Radegast

Dopo l’uscita di Destiny 2: I Rinnegati, espansione che ha donato una seconda vita al titolo Bungie, Polygon ha colto l’occasione per intervistare alcuni esponenti della comunità originale di Destiny: membri dei vari subreddit dedicati al gioco fino all’amministratore di The Last Destiny City Discord, un server dedicato a D1. I giocatori della vecchia guardia hanno mostrato sentimenti complicati verso il sequel, ma un tratto li accomuna tutti: ritengono Destiny 1 più divertente. A più di un anno di distanza dall’ultimo aggiornamento di Destiny 1 – agosto 2017 – c’è chi continua ad affrontare le sfide delle Incursioni, a scontrarsi nel Crogiolo, a collezionare armi God Roll e ad andare alla ricerca di tutto l’equipaggiamento esotico. Nonostante l’assenza delle Prove di Osiride, dello Stendardo di Ferro e degli Eventi speciali stagionali, c’è fermento lontani dagli attacchi di Dominus Ghaul o dalla corruzione della Città Sognante.

I problemi che hanno caratterizzato le settimane e i mesi dopo il lancio di Destiny 2 hanno spinto molte persone ad allontanarsi. I miglioramenti e il ritorno a scelte che avevano reso grande il primo Destiny non sono riusciti ad appianare del tutto la frattura che si è creata in alcuni appassionati di lungo corso. Spectre, l’amministratore del gruppo The Last Destiny City Discord, ha espresso con parole molto chiare un sentimento condiviso: anche se Destiny 2 migliora, non è ancora al livello di Destiny 1. Una presa di posizione in parte condivisibile se si pensa che con Destiny 2 si è cercato di dare un taglio con quanto raggiunto dal predecessore, quasi a voler giustificare la necessità di un sequel con numerazione progressiva salvo poi tornare sui propri passi.

La fortuna dell’originale Destiny  è frutto anche della novità che ha rappresentato: nessuno aveva idea di cosa sarebbe diventato e nonostante tutti i difetti c’era a sostenerlo una neonata community che si è unita per trovare il bello in quell’esperienza che li stava cambiando. Non si può parlare di Destiny senza citare le notti spese a fare mattino per “buttare giù” Atheon, Crota, Oryx e Aksis, senza pensare alla sensibilità delle mani persa per arrivare al Faro, ai trucchi inventati per rendere più scorrevoli gli assalti di Phogoth o Valus Ta’aurc. Non si può parlare di Destiny senza pensare a un gruppo di amici, alle risate e agli alterchi. L’idea di perdere tutto questo, forse, è più forte delle ritrovate qualità di Destiny 2.

Neanche Destiny 1 era perfetto, ma aveva raggiunto un equilibrio capace di soddisfare quasi tutti. L’Era di Trionfo doveva essere l’ultimo barlume di vita prima di traghettare tutti su Destiny 2 e invece da stimolo a ripercorrere tre anni di avventure si è trasformato nell’esperienza definitiva di Destiny. È bastato portare tutte le Incursioni allo stesso livello per avere uno stimolo nuovo e accontentare una richiesta a lungo rivolta a Bungie. Se oggi provaste a chiedere in una community a tema Destiny cosa i giocatori porterebbero del vecchio Destiny nel nuovo, non saranno in pochi a rispondervi che vorrebbero la possibilità di giocare i vecchi raid.

L’utente Reddit morphine_sulfate ha dichiarato a Polygon che giocare La Fine di Crota – Incursione della prima espansione l’Oscurità dal Profondo – ha incoraggiato il suo gruppo a dedicare più tempo alla raccolta di oggetti che ancora non erano stati ottenuti. Quando Destiny 2 esauriva i contenuti, c’era sempre Destiny 1 pronto a tenerli occupati. A ciò potremmo aggiungere un altro effetto portato da Destiny 2: non è raro sentire di nuovi giocatori che incuriositi dai racconti dei veterani decidono di provare il vecchio titolo. L’alone leggendario che si è costruito trova forma nelle parole e proprio come i miti e le leggende di Destiny viene tramandato di Guardiano in Guardiano.

Esso si nasconde nell’Oscurità dal profondo: un dio-cavaliere titanico che sulla regolite lunare, sotto un cielo di fiamme verdi, ha fatto strage della più grandiosa armata di guardiani mai assemblata. Abbandonammo la Luna per sfuggire al suo attacco. – Ikora

Il 5 marzo avrà inizio la Stagione del Ramingo che inaugurerà una nuova fase per Destiny 2. Azzardo, una delle vere sorprese de I Rinnegati, sarà al centro di una sostanziale rivoluzione con l’aggiunta del Gambit Prime: un unico intenso round. Abbattere il Primordiale richiede collaborazione e saranno disponibili 4 ruoli diversi e 4 set di armature specifiche per ogni ruolo. The Reckoning sarà l’esperienza PvE che permetterà di ottenere queste fantastiche armature, ma non sarà facile perché arriveranno nemici da ogni direzione.

La modalità più sorprendente della rinascita dei Guardiani è unica in Destiny 2, D1 non ha nulla di simile a cui tornare. Non c’è Prigione, Corte o Forgia che tenga quando si tratta delle meccaniche di Azzardo. A livello di lore si preannuncia un’espansione molto importante che getterà luce su uno dei misteri più affascinanti di sempre: I Nove. È vero, D2 non è sempre divertente come D1 dove anche il grinding più spinto sembrava leggero e premiante, ma offre un’esperienza nuova e diversa. Si possono giocare entrambi i titoli, senza odiare il nuovo perché non è come il vecchio.

E voi, cosa ne pensate? A oggi il primo Destiny resta inarrivabile o avete accettato le novità introdotte in Destiny 2?

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