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Destiny 2: Oltre la Luce alla ricerca della fiducia nel futuro del gioco

Dopo tanta attesa e incertezza, la community di Destiny 2 si è trovata faccia a faccia con la nuova direzione intrapresa da Bungie con Oltre La Luce, il quale più che un’espansione è una testimonianza di completa ripartenza. Per fare questo, già nei mesi precedenti era stato annunciato un taglio netto di moltissimi contenuti. Destinazioni, assalti, oggetti e missioni sono letteralmente scomparse dai radar di ogni giocatore e fino a quando non lo si è sperimentato sulla propria pelle è stato difficile poter prevedere un bilancio ragionevole. L’accoglienza, come dimostrano le recensioni su Steam, non è stata delle più rosee.

Per chi fosse fuori dal loop dello sparattutto di Bungie, Destiny 2 Oltre la Luce è un’espansione che segna un grosso cambiamento per il titolo, partendo dalla nuova sottoclasse legata all’oscurità fino alla nuova importante storia per l’universo di gioco, costruita con mesi e mesi di “stagioni” ed eventi. Prima di Oltre la Luce, Destiny 2 aveva una marea di destinazioni e contenuti provenienti da tutti gli anni di servizio, sia del gioco Base che di tutti i DLC usciti. Ciò ha portato Bungie a riflettere e modificare più e più volte la progressione di gioco, cercando di capire come potesse permettere agli utenti di avere un’avventura più lineare e favorire le nuove aggiunte. Chi gioca fin dal principio sa bene quanto alcuni contenuti siano diventati assolutamente obsoleti, quasi inutilizzati e un grosso carico in termini di GB sulle console e PC. La transazione a free-to-play ha un po’ cambiato le carte in tavola, ma ancora non sembrava abbastanza per il team di sviluppo e così si è presa la drastica decisione di “sigillare” alcuni contenuti e riproporli a rotazione insieme ai nuovi.

Cosa significa questo in termini spiccioli? 5 pianeti sono spariti dalle mappe stellari, numerosissime attività legate alle stagioni passate sono andate perdute, le campagne dell’anno 1 e dell’anno 2 sparite e perfino alcuni raid sono ormai caduti nell’oblio. Con questi grandi pilastri se ne vanno interi NPC, dialoghi, armi, quest esotiche e qualsiasi cosa fosse correlata a essi, come Assalti e mappe PVP. Un qualsiasi giocatore di vecchia data si ritroverebbe spiazzato nel vedere le destinazioni sparire, alcune di esse magari pagate a loro tempo e di fatto “tolte forzatamente”. Rimangono giusto Forsaken e Shadowkeep, le altre due grandi espansioni che eguagliano Oltre la Luce in termini di peso.

Ora, sebbene questo sia un cambiamento già annunciato e con un piano di riportare i vecchi contenuti a rotazione, tra cui quelli del primo Destiny, ciò che è stato aggiunto con Oltre la Luce e ciò che è stato tolto non sono riusciti a bilanciarsi poi così bene, almeno al lancio della nuova espansione. Molte delle attività elencate non erano più performanti come il loro lancio, è vero, ma erano pur sempre disponibili a tutti i giocatori che volessero giocarci. Togliere campagne obsolete come quelle di Mercurio o Marte tutto sommato non avrebbe fatto arrabbiare nessuno, anzi narrativamente avrebbe senso non rivedere certi personaggi se sono stati effettivamente fatti fuori (e Forsaken diventa l’eccezione forse più evidente di ciò), ma il taglio verso attività come Azzardo (ora presente solo nella versione Eccelsa) e le quest esotiche sono una perdita troppo considerevole se non c’è un adeguato flusso di contenuti a poterli rimpiazzare.

Il problema, in questo caso, non è abbandonare ciò che ormai era già abbandonato, piuttosto è il non aver dosato bene la perdita con il contenuto iniziale dell’espansione, più volte messa dallo stesso Luke Smith sotto le dimensioni di Forsaken, ma sopra a Shadowkeep. Eppure, nonostante una politica diversa, Oltre la Luce ha un costo più elevato della norma se si considera che la prima “Stagione” è da acquistare in un pacchetto separato, oltre a una mole di contenuti “originali” (e quindi escludiamo qualsiasi cosa esca dal Vault come Cosmodromo) leggermente sotto la norma di Shadowkeep. Gli assalti, ad esempio, sono una delle attività in cui la disuguaglianza è evidente rispetto alle nuove aggiunte. L’addio anche alle armi e alle armature, specie se esotiche, è uno dei colpi più duri, perché anche quando verranno riproposti i giocatori che le hanno già acquisite non sentiranno per nulla la novità di rivedere (magari dopo anni) un’arma già presente nella collezione, a meno di un rework completo.

Inutile dire che molti, e con ragione, hanno dei dubbi su quello che potrebbe essere l’uso dei vecchi contenuti. Si sarebbe potuto far qualcosa per ridurre la perdita? Ragionevolmente sì, magari evitando che tanti Assalti, mappe PVP/Azzardo o Raid scomparissero dalle playlist, le quali sono le attività in cui più giocatori avrebbero potuto continuare a vivere il passato con i nuovi contenuti. In questo modo si sarebbero tolti i contenuti più obsoleti e meno visitati, preservando al tempo stesso un loro ricordo nelle modalità più popolari. Ma chi vi scrive non lavora a Bungie e non fa lo sviluppatore di mestiere, perciò questa rimane e rimarrà solo una supposizione strettamente da inquadrare nella prospettiva di un giocatore che osserva i cambiamenti.

Se però il detto ci impone di non piangere sul latte versato, compreso quello Vex, la domanda ancora più importante sarebbe: “Il futuro di Destiny 2 sarà radioso senza tutti questi contenuti?” La risposta, considerando il recente raid e i piani esposti dalla compagnia, è assolutamente affermativa. Ci sono tanti piatti nell’offerta di Destiny 2 Oltre la Luce, per quanto assaggiarli potrà significare continuare a investire soldi in future espansioni o contenuti, con la nuova consapevolezza che un giorno potrebbero sparire.

Fa strano pensarlo, è parte del patto digitale e della natura da MMORPG del titolo di Bungie, ma per via di una serie di limitazioni tecniche è l’unica soluzione per evitare che Destiny diventi ben più grande di Call of Duty sui nostri dischi. Per tale ragione è necessaria ancora più fede in Destiny rispetto a quanta se ne avesse finora, perché è quasi investire in esso in termini puri, dove il tempo e i soldi spesi in attività destinate a scomparire assume senso solo se ogni nuovo contenuto sia superiore al precedente, in modo da farci dire “Ah, quell’attività? Sì mi è piaciuta, ma sono felice che sia scomparsa per far largo a questo nuovo modo di giocare che mi tiene incollato”. Un po’ quello che tutto sommato abbiamo provato con il lancio di Destiny 2, criticato proprio per aver fatto “piazza pulita” ma sollevato dal fatto che era un nuovo gioco. Oltre la Luce è un po’ Destiny 3, ma senza un client indipendente.

Questo effetto è mancato a Oltre la Luce, almeno al suo lancio. Bungie ha in mente tante cose da fare andando avanti, come detto prima. Al suo lancio Oltre la Luce ha avuto solo 1 nuovo assalto, una nuova mappa PVP e un nuovo Raid, insieme ad alcune novità inedite. Ma nel flusso centrale non c’è molto che cambi il centro dell’esperienza del giocatore di Destiny 2 eccetto le nuove classi, diversamente da quello che successe con Forsaken e il modo in cui la struttura narrativa e delle missioni creava interazioni interessanti, diverse e sempre nuove da scoprire. Il fatto di avere meno diversità alla base, anche per cambiare la propria routine, rende la ripetizione ancora più influente nell’economia di gioco, più evidente.

In definitiva, gli incentivi per fidarsi di Bungie potrebbero ritrovarsi davvero sopra la superfice di un fragile ghiaccio come quello di Europa. In difficoltà, ma ci sono, sono lì e gli sprazzi di luce ce lo ricordano di quando in quando tra un’attività e l’altra. Allo stesso modo però ai giocatori manca il tempo, manca la voglia e la concorrenza si fa sempre più spietata. Nessun universo è più dettagliato e ricco di Destiny, tra i titoli moderni, ma nessun universo è così colpito dai dubbi di chi lo abita. Oltre la Luce assume quindi i connotati di un impegno da prendere: quello di farsi largo tra i vari elementi e scoprire cosa c’è in programma “oltre” il primo impatto, oltre il bagliore iniziale di Europa. Per fortuna, il gioco “base” rimane comunque assolutamente gratuito e l’attesa di tempi migliori potrebbe essere spesa in-game, se si è proprio amanti dell’immaginario di Bungie. I più fortunati potrebbero essere i possessori del GamePass, i quali hanno tutto incluso nell’abbonamento.

Andando avanti con la storia di Destiny 2, fermiamoci a ricordare i suoi eroi, magari con il Funko-POP di Cayde-6 disponibile su Amazon!