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Diablo 4 | Tutto quello che sappiamo

Dopo il grosso successo della BlizzCon Online, che ha confermato ai fan l’arrivo della remastered di Diablo 2, è arrivato il momento di tirare le somme riguardo al nuovo capitolo della saga, Diablo 4.

Il gioco, di cui abbiamo visto pochi giorni fa un nuovo video, è stato annunciato già dal 2019, sebbene ancora sia lontano dal presentarsi sugli schermi degli appassionati. Lo sviluppo è stato affidato al core team Blizzard Entertainment, affiancato da Vicarious Visions in qualità di squadra di appoggio. Il game director è Luis Barriga, già noto per il buon lavoro su Diablo 3: Reaper of Souls, mentre l’intero brand è stato affidato, a partire dal 2020, a Rod Fergusson (che precedentemente si occupava della serie Gears).

Questo articolo verrà costantemente aggiornato nel tempo.

Gameplay e ambientazione

Dal punto di vista del gameplay, Diablo 4 dovrebbe segnare il ritorno al PVP, atteso dagli appassionati sin dai tempi del celeberrimo Diablo 2. Sebbene non si sappia ancora molto circa le features particolari inerenti alla modalità competitiva tra giocatori, il team di sviluppo ha promesso di implementare approcci particolari e compenetrati alle nuove dinamiche social del ventunesimo secolo. Tra queste, sebbene campagna e PVP dovrebbero rimanere tendenzialmente separati, ci sarà anche la possibilità di intervenire direttamente in eventi social collegati a determinate aree di gioco.

Per quanto riguarda il nucleo pulsante dell’esperienza single-player (o comunque coop), Diablo 4 presenterà un sistema di relazione con gli NPC nettamente migliorato rispetto al passato, promettendo interazioni complesse e dialoghi molto più curati e coinvolgenti del solito. Durante le diverse interviste rilasciate da Blizzard si è anche parlato di un’ambientazione in particolare, le Steppe Aride, le quali ospiteranno una buona porzione della campagna nonché alcune attività legate al PVP.

La struttura del mondo di gioco, almeno nelle intenzioni del team, sarà quella dell’open world. La promessa è quella di offrire spunti esplorativi dinamici, incentivando l’attività del player attraverso la fondazione di accampamenti e l’assegnazione di quest uniche collegate alla geografia del videogioco. Confermate anche le cavalcature, che però saranno votate esclusivamente allo spostamento e non al combattimento.

Tra le novità di gameplay più interessanti giova menzionare anche l’introduzione della nuova classe di questa edizione: il Tagliagole. Si tratta di un ritorno alle origini (era presente infatti in Diablo), con evidenti ibridazioni tra alcuni ruoli dei precedenti capitoli, in particolare l’Amazzone, il Cacciatore di Demoni e l’Assassino. A differenza dell’originale, questo Tagliagole (Rogue in inglese) potrà utilizzare sia i pugnali che l’arco, offrendo un albero delle skill diviso in 3 percorsi alternativi, ognuno dei quali con approcci nettamente differenti. La diversificazione dell’approccio di gioco, che risulta meno “libero” di Diablo 3, ma egualmente studiato, sarà un punto cardine nella costruzione dei propri PG. A questo si affianca anche un’elevata personalizzazione estetica del proprio alter ego, attraverso un editor praticamente sconosciuto all’interno delle esperienze finora proposte dal brand. Tra le altre classi giocabili inoltre vi saranno il Druido, il Barbaro e la Maga.

Comparto tecnico e data di uscita

Tecnicamente Diablo 4 sembra già dai video distribuiti online riuscire a soddisfare a pieno le esigenze visive degli appassionati, con una impalcatura grafica degna delle attuali generazioni di console. Ovviamente non verrà stravolto l’approccio classico della saga, improntato sull’isometrismo, ma al tempo stesso è stata promessa grande cura nei dettagli e nella costruzione degli ambienti, delle animazioni e degli effetti ambientali. Grande cura anche per l’interfaccia utente, votata ad un rinnovato realismo, senza però rinunciare alla facilità di utilizzo. Memori probabilmente delle critiche feroci dei primi mesi di Diablo 3 gli sviluppatori si sono anche affrettati ad assicurare che ogni arma avrà una propria skin dedicata, impattando quindi anche visivamente sul gioco.

Il mood artistico è già percepibile come molto più dark e nero del precedente capitolo. Gli indizi puntano insomma tutti verso un ritorno alle sensazioni dei primi due titoli della saga, che sembrano essere la vera ispirazione di questo Diablo 4. Il game designer Jesse McCree, al lavoro sul videogioco, ha affermato di essersi ispirato all’estetica heavy metal, attraverso un lavoro di cesello che possa efficacemente sintetizzare l’epica fantasy con la super violenza delle forze demoniache che si scontreranno con il proprio party. Si tratta di tematiche indubbiamente già viste e conosciute sia nella musica che nel mondo del videogame, ma che potranno riuscire a regalarci (se ben bilanciate) un ottimo prodotto.

Infine, per quel che riguarda l’annosa domanda del “quando uscirà Diablo 4?” gli sviluppatori si sono rivelati finora molto prudenti, senza definire una data precisa. Tra l’uscita della remastered di Diablo 2 (comunque affidata ad un team parallelo) e la difficile situazione pandemica, il nuovo sforzo di Blizzard non è previsto prima del 2022, sebbene potrebbe essere ancora più probabile il 2023/2024.