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Dreamscaper | Anteprima: le tenebre della mente

Dreamscaper è molto probabilmente uno degli indie più interessanti in arrivo nei prossimi mesi su PC e Nintendo Switch. I nomi dietro il progetto sono infatti notevoli e comprendono developer con alle spalle titoli dal calibro di Gears of War 3, Rise of the Tomb Raider e NBA 2K. A colpire particolarmente l’interesse dei giocatori in Dreamscaper è però la peculiare formula di gioco alla base di tutto, che combina ad una impalcatura da ARPG e rogue-lite delle fasi più lente e ragionate dove saremo chiamati ad interagire con diversi personaggi per esplorare l’impianto narrativo del titolo. Dreamscaper all’apparenza è infatti dotato di una trama dal forte impatto emotivo, andando a sviscerare quelli che sono i timori e le paure presenti nel subconscio di Cassidy, la giovane protagonista del titolo.

Dreamscaper

Come facilmente osservabile sembrano essere davvero molti i punti di forza dell’opera di Afterburner Studios e, proprio considerandone il grande potenziale, non potevamo quindi certo esimerci dal mettere le mani su una versione di prova del titolo, tastandone bontà e caratteristiche. Il tutto in attesa di un lancio ufficiale che sembra essere particolarmente vicino, essendo attualmente atteso per una non meglio definita estate 2020.

Dreamscaper: un’ARPG dalle mille sfaccettature

Come dicevamo poco fa Dreamscaper è quindi costruito su due differenti facce, tanto diverse all’apparenza e nella sostanza quanto, almeno nella mente degli sviluppatori, unite da un fine comune. Le vicende del titolo si sviluppano infatti sia durante il giorno, quando saremo chiamati a potenziare il nostro personaggio e a immergerci meglio nelle vicende narrate, sia durante la notte, dove dovremo combattere gli incubi nella mente di Cassidy ed a emergere è invece l’anima più dinamica di Dreamscaper. Dalla versione di prova su cui abbiamo potuto mettere le mani, essendo composta solamente dai primi due dungeon procedurali, purtroppo non ci è stato possibile tastare nel profondo la bontà dell’impianto narrativo e della fase più compassata del titolo. Per quanto riguarda il gameplay vero e proprio abbiamo invece ben potuto mettere le mani in pasta.

Dreamscaper

Tastiera o, molto meglio, pad alla mano Dreamscaper è un titolo veramente peculiare, che amalgama al suo interno numerosi elementi provenienti dai più disparati generi in una commistione tanto interessante quanto riuscita. Nell’opera di Afterburner Studios è infatti possibile trovare caratteristiche da ARPG, roguelite, brawler, dungeon crawler e, infine, anche un pizzico di top down shooter. Sebbene all’inizio il tutto possa sembrare una strana accozzaglia di roba alla prova dei fatti il feeling è più che discretamente riuscito, grazie anche a delle animazioni fluide e un grande ventaglio per quanto riguarda le possibilità di gameplay. A non farci impazzire è stato invece il sistema di combo adottato dagli sviluppatori per Dreamscaper, con la possibilità di fare più danni che è racchiusa nel premere il pulsante d’attacco quando Cassidy lampeggia di luce bianca. Una soluzione già vista in miriadi di altri giochi, ma che non convince pienamente nel titolo di Afterbuner Studios anche a causa di un ritmo di gioco meno dinamico di quanto ci saremo aspettati. Il design dei nemici, boss esclusi, per quanto accattivante non sembra poi portare alla mente qualche particolare complesso dell’animo umano, ma su questo aspetto, non avendo potuto approfondire meglio il tema, lasciamo senza troppi problemi il beneficio del dubbio agli sviluppatori. Per i miglioramenti c’è comunque ancora ampiamente tempo ed è innegabile come Dreamscaper si basi su delle fondamenta decisamente solide, per quanto non ancora completamente rifinite.

Due facce della stessa medaglia

Come dicevamo in apertura di questa anteprima, l’esperienza di Dreamscaper è composta anche da una seconda fase più narrativa, dove saremo chiamati a esplorare una serie di piccole location e interagire con diversi personaggi. Il tutto per esplorare più a fondo la trama, migliorare le caratteristiche del nostro personaggio e ottenere sempre più potenzialità e item. Le due macro-sezione non sono fortunatamente tra loro slegate e, anzi, a fare da collante tra le due sono diversi elementi. Alcuni oggetti che troveremo nei dungeon potranno ad esempio essere regalati ai diversi abitanti della nostra cittadina per far progredire più celermente il nostro livello di iterazione con loro. Purtroppo bontà e potenzialità di queste meccaniche sono tutte da testare più a fondo con una build più corposa e non è quindi per ora possibile sbilanciarsi più di tanto sulla riuscita della coesione tra le due anime del titolo.

Dreamscaper

Dreamscaper è, in definitiva, un titolo da tenere quindi sott’occhio, con l’opera di Afterburner Studios che promette di rivelarsi un qualcosa di potenzialmente molto interessante. Il gameplay è infatti valido, le tematiche sulla carta intriganti e lo stile artistico assolutamente curato. Resta solo qualche piccolo dubbio sull’effettiva riuscita dell’impianto narrativo e sull’accuratezza della trattazione delle tematiche relative ad un argomento delicato come la psiche umana, ma per il resto di carne al fuoco sembra essercene parecchia. Il primo impatto con Dreamscaper, al netto di qualche perplessità, ci ha quindi lasciato delle buone impressioni e, soprattutto, la voglia di provare con mano la versione definitiva dell’opera prima di Afterburner Studios.