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The Elder Scrolls Online: Greymoor | Anteprima

The Elder Scrolls Online torna a Skyrim con Greymoor, nuova espansione in arrivo a cui abbiamo dato un'occhiata in questa anteprima esclusiva.

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Avatar di Alessandro Palladino

a cura di Alessandro Palladino

- @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 30/03/2020 alle 14:00
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Il prossimo arrivo della nuova espansione di The Elder Scrolls Online, denominata Greymoor, è stata una notizia che abbiamo ben accolto nelle nostre pagine, soprattutto perché conferma ancora una volta l’impegno e la passione che il team di ZeniMax Online Studios mette nel portare avanti la filosofia di uno degli MMORPG più giocati attualmente. Riguardando un po’ al passato, a partire dal periodo del lancio, di strada se ne è fatta: il progetto è cambiato radicalmente, sono stati messi così tanti contenuti da rendere ESO il gioco più ricco del franchise e negli anni abbiamo affrontato daedra, draghi e ogni sorta di minaccia in tutti gli angoli di Tamriel, da soli o con i nostri amici formando grandi gruppi di eroi che hanno sfidato i Trial più difficili.

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Il cammino è quindi tutt’altro che giunto alle sue battute conclusive e per l’anno corrente siamo chiamati a tornare a Skyrim, uno dei luoghi più amati e vissuti della storia videoludica, qui riproposto 2000 anni prima di The Elder Scrolls V nell’avventura annuale The Dark Heart of Skyrim. Lontano dalle sabbie di Elsweyr, ora libere dai draghi, ci aspetterà una minaccia più oscura, portata avanti da un culto di streghe, vampiri e altre forze malvagie che si celano nelle foreste o nelle profondità sconosciute di Blackreach.

Nonostante i tempi che intercorrono e le difficoltà a essi collegate, grazie alla disponibilità del team di The Elder Scrolls Online siamo riusciti a tuffarci in un’anteprima esclusiva di Greymoor, provando con mano le novità principali che questo Capitolo (o espansione, in termini classici) porterà con sé quando arriverà su PC e sulle principali console.

Caccia alle streghe

Fin dalle prime quest della campagna, che non vi spoileremo per ovvi motivi, è evidente come l’anno del drago abbia costituito un’esperienza importante per riuscire a perfezionare la formula dei contenuti tematizzati su un singolo fulcro. Quando vi abbiamo parlato dei due dungeon di Harrowstorm abbiamo infatti sottolineato come la loro narrativa fosse in qualche modo da ricordare per il futuro, non quindi semplicemente accessoria per i fini della mezzoretta della loro durata.

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La conferma ci arriva direttamente da dialoghi e situazioni principali di Greymoor, dove ciò che abbiamo vissuto nei primi contenuti di Dark Heart of Skyrim non solo acquista un nuovo senso, ma risulta addirittura importante per comprendere meglio alcuni passaggi fondamentali dello svolgersi degli eventi. Naturalmente, anche senza possedere Harrowstorm si può facilmente comprendere tutto, non è precluso nulla a chi prenderà solo il capitolo, ma è evidente come le maglie della tela narrativa siano state rese più evidenti, in modo che il giocatore possa davvero vivere un’avventura che parta da un terreno comune e che si possa respirare in tutte le sue diramazioni.

Ciò che davvero ci ha colpito del nostro approccio a Greymoor è l’atmosfera che si respira a Skyrim, tra le strade di Solitude o le paludi di Morthar. Se vi ricordate bene, quando giravamo in queste zone su The Elder Scroll V eravamo avvolti da un misticismo a volte eroico, ma anche inquietante quando ci si metteva. I locali di Solitude ci davano l’impressione perfetta della gloria imperiale sfoggiata con l’architettura, mentre nei suoi bassifondi si nascondevano cripte segrete e criminali di diverso tipo. Bastava poi lasciare la città per scoprire la ruralità delle foreste buie limitrofe, ricche di magia sanguinolenta e credenze al limite della sanità. Ma il tono di TESV era comunque “alto”, forti della figura del Sangue di Drago con tutto l’eroismo che ne conseguiva.

Leggi anche The Elder Scrolls Online, l'ultimo saluto della community a un giocatore

In Greymoor è invece l’esatto opposto: partiamo dall’essere eroi accostabili a Lyris e insieme a essa veniamo travolti da situazioni fuori dalla nostra comprensione o da ciò che abbiamo visto finora, cosa spesso rimarcata dalla campionessa mezza-gigante. Skyrim ci appare quindi infestata, dove ogni capanna nei boschi apparentemente innocente cela massacri perpetrati da vampiri o simboli della magia oscura appena consumata nelle vicinanze.

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Per prendere un parallelo con Elsweyr, quando abbiamo affrontato le schiere di negromanti ci sentivamo “al sicuro”, perché era evidente che noi e i nostri compagni eravamo più che preparati ad affrontare tale minaccia grazie all’esercito di Khamira, tanto da riuscire a scacciare draghi con le nostre abilità nonostante alcuni sacrifici degni di nota. In Greymoor saremo invece costantemente spiazzati, lasciati ad adattarci a usi e costumi che dobbiamo per forza comprendere per riuscire a fronteggiare ciò che incontreremo nelle terre ovest di Skyrim.

Chiaramente ancora non abbiamo potuto saggiare l’esperienza completa di questa nuova espansione, ma possiamo senza dubbio confermare di essere di fronte a una narrativa che va a differenziarsi di molto da quanto visto finora e che non deluderà tutti i giocatori amanti delle storie del gioco. Inoltre, come al solito non è richiesto nessun tipo di livello per accedere a Greymoor: se siete nuovi utenti vi basterà creare un personaggio e possedere il capitolo per iniziare direttamente da Skyrim e della sua oscura trama, catapultandovi in un nuovo tutorial creato appositamente per il capitolo.

Blackreach: le profondità di Greymoor

Tuttavia non è solo la storia ad avere tinte scure: mentre Western Skyrim sarà completamente esplorabile in tutte le sue forme come molte altre aree di gioco, sotto di essa si cela una rete enorme di gallerie che costituiscono una mappa altrettanto vasta. Blackreach in questo capitolo diventa uno spazio mai visto prima e ben più importante di quanto visto su The Elder Scrolls V, sebbene anche qui sarà possibile ritrovare Falmer, Dwemer e antiche rovine nascoste.

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Per la prima volta nella storia di The Elder Scrolls Online parliamo quindi di un’espansione a doppia mappatura, con una parte battuta dal sole e l’altra dalla fungina luce del sottosuolo. Esplorando Blackreach nella nostra prova ci siamo resi subito conto di quanto il team abbia puntato alla sua valorizzazione, non solo da un punto di vista storico (quindi di lore) ma anche, e soprattutto, nel modo ludico in cui si può vivere tale spazio. Come per la superficie ci saranno infatti dungeon pubblici e caverne da scandagliare, insieme a molti artefatti da scoprire nelle cripte naniche perse nel tempo.

Blackreach ha quindi un ecosistema tutto suo a cui sono associate numerose attività da svolgere, a prescindere che si guardi il lato più concreto (quindi boss e dungeon) o quello delle missioni, il che vuol dire che le profondità di Skyrim sono ben più che una semplice area decorativa. Intere storyline saranno alla vostra portata e vi tireranno via dalle foreste del mondo di sopra per un bel po’, specialmente se siete giocatori che tengono alla parte più pratica della narrazione dedicata alle vicende antiche. Potrete perciò trovare numerose testimonianze dell’operato dei Falmer durante la prima era e, possibilmente, ritornare in alcuni dei luoghi più conosciuti della zona, scoprendo eredità di un secolo ormai passato.

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Per quanto Blackreach viva della fioca luce propria, l’impegno nel tenere alto il motivo principale di Greymoor è comunque palpabile grazie alle missioni principali ambientate in esso, alle motivazioni per cui gli eroi finiscono per inseguire le forze del male a Blackreach e alla presenza degli eventi pubblici di questa espansione.

Tempeste e antichità

A prescindere che ci si muova in una o nell’altra mappa, la piaga ordita dai nemici di Skyrim si diffonde a macchia d’olio in attesa di venire arrestata dalla nostra azione. Ne abbiamo avuto un assaggio nei due dungeon di Harrowstorm, il cui nome identifica proprio il fenomeno che avviene in determinati siti di rituali sparsi per Blackreach e ciò che si trova sopra le gallerie. Si tratta di tempeste di magia oscura, capaci di inghiottire intere terre con il loro vento sferzante e tipico bagliore rosso, visibile distintamente anche da molto lontano.

Come sapevamo già dal live-reveal di Greymoor, questi tornado di magia nera saranno le attività pubbliche da svolgere con tutti i giocatori presenti nella mappa, tirando fuori ricompense particolari e dando modo a tutti gli eroi di Tamriel di unirsi liberamente per fronteggiare una minaccia comune. Tra tutti gli eventi pubblici visti finora, le Harrowstorm sono sicuramente tra i più belli a livello estetico soprattutto grazie all’effetto che l’enorme vortice riesce a creare nei cieli (o sui soffitti di pietra) di Greymoor. Certo, i draghi avevano il loro fascino immortale, ma anche trovarsi nel bel mezzo di un ciclone a combattere vampiri, lupi mannari e streghe non è affatto male.

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Ma, per quanto la lotta al male sia appetibile, non vogliamo negare che il maggior punto a favore della vita esplorativa da Greymoor in poi sarà il nuovo sistema di Antiquites: un’inedita attività che porterà i giocatori in tutti gli angoli di Tamriel alla ricerca di antichi tesori sepolti, i quali vanno da mobilio a cavalcature fino a animali da compagnia e speciali equipaggiamenti Mitici trovabili solamente con questa funzione.

Come molte altre arti specializzate, anche qui verrete introdotti alle meraviglie dell’archeologia grazie a una gilda presente a Solitude, la quale vi insegnerà i due nuovi rami di abilità che compongono la Ricerca e lo Scavo. A entrambi sono associati due particolari minigiochi: partendo da una serie di indizi o mappe, dovrete utilizzare una particolare lente magica – rappresentata da un’attività a caselle con immagini da corrispondere - per riuscire a localizzare la zona in cui si trova una specifica reliquia, consultabile in una tabella apposita nel Log. Una volta trovata la zona per lo scavo, sarete davanti a un terreno diviso in caselle dove, come un paleontologo provetto, dovrete utilizzare diversi strumenti per localizzare la reliquia ed eventuali altri tesori nascosti nel terreno.

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La ricerca che Antiquities riesce a creare è veramente una ventata d’aria fresca per il gioco, non solo perché dà ulteriori motivazioni per andare in giro a esplorare Tamriel oltre gli skyshard e gli achievement, ma anche perché propone ricompense di spessore, di cui saggeremo l’effettiva caratura solo nella versione finale. Oltre ai numeri e agli orpelli, la voglia di dare ai giocatori più modi di vivere il mondo costruito in sei anni da ZeniMax è il vero motore di questa vita da cercatore di tesori, la quale finisce inevitabilmente per unirsi a stretto giro con la storia di fondo delle regioni, dei loro abitanti e degli avvenimenti più importanti che le hanno coinvolte. Ancora è davvero presto per tirare le somme su come e quanto ci si potrà sentire un novello Indiana Jones in salsa fantasy, ma le premesse emerse da questo piccolo provato fanno sì che Antiquites sembri ben più che un nuovo ramo del crafting da far salire passivamente, rendendolo un’attrattiva a cui anche i giocatori dall’animo più battagliero potrebbero essere attratti.

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Per concludere

Quanto abbiamo visto in questa prova di Greymoor ci ha quindi molto convinto, in particolar modo per l’evidente cura e passione con cui il team di sviluppo ha voluto trattare una delle parti più significative di Skyrim. Grazie alle nuove attività e alla doppia mappa esplorabile, Greymoor potrebbe tranquillamente essere il capitolo più ambizioso di questi sei anni di The Elder Scrolls Online. Attualmente rimangono molte questioni in sospeso, come il nuovo Trial e tutto ciò che concerne la parte più numerica dell’esperienza, ma le premesse finora esposte fanno ben sperare per un’espansione molto coinvolgente, soprattutto da un punto di vista narrativo, che vedremo messo in prima linea in Dark Heart of Skyrim.

Manca ancora un po’ prima di poter davvero mettere mano al nuovo capitolo, tuttavia da oggi alle ore 16:00 sarà disponibile la Missione Prologo alla storia principale che vivrete al lancio di Greymoor. Questo contenuto farà da ponte di collegamento tra Harrowstorm e l’avventura principale in arrivo, dandovi la possibilità di esplorare una piccola anticipazione di ciò che vi attende a Skyrim e Blackreach. Inoltre, nel caso in cui non siate ancora giocatori di ESO e quanto scritto in questa anteprima vi abbia stuzzicato la curiosità, potrete provare gratuitamente il gioco su qualsiasi piattaforma dall’1 al 13 aprile (su Steam dall’1 al 6 aprile), con la possibilità di accedere a tutti i contenuti del gioco base e anche al prologo menzionato. Non ci sono limitazioni di livello di alcuna sorta, vi basterà accedere al Crown Store per ottenere gratuitamente la missione!

Vuoi visitare Tamriel in attesa di Greymoor? Preordina il nuovo pacchetto completo e goditi il viaggio fin da subito su Steam!

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