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Fan Theories e dintorni: la saga di Metal Gear Solid

Primo episodio di una rubrica con cui vi vogliamo raccontare le più particolari teorie dei fan, partendo da un pezzo di storia dei videogiochi come Metal Gear Solid.

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Avatar di Michele Pintaudi

a cura di Michele Pintaudi

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 22/01/2019 alle 12:00
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Benvenuti ad una nuova rubrica dove noi di Game Division vi vogliamo raccontare tutte quelle teorie, complotti e riflessioni che i fan più accaniti, spinti da una forte passione, hanno deciso di costruire per arricchire ulteriormente alcune delle storie più belle mai raccontate nel mondo videoludico.

Supposizioni dunque, nate dalla fantasia di chi ama un titolo al punto da volerne sempre di più, ancora e ancora. In questo primo episodio parleremo di una delle saghe che hanno definito il concetto di videogioco negli ultimi decenni, un prodotto capace di continuare a stupire anche a diversi anni dalla sua nascita: Metal Gear Solid, di Hideo Kojima.

In questa serie di speciali porremo la nostra attenzione sulle tre fan theories più fantasiose presenti sul web, scavando a fondo tra quelle dedicate al nostro titolo di riferimento. Prima di iniziare però vanno fatte due precisazioni. In primis ricordiamo che, per quanto interessanti o meno che possano essere, sono e restano teorie: nulla di ufficiale insomma, soltanto molta fantasia usata per dar vita a spunti quantomeno curiosi. In secondo luogo vi invitiamo a prestare attenzione a eventuali spoiler: chi di voi non avesse giocato a Metal Gear Solid, potrebbe qui incorrere in qualche indesiderata rivelazione sulla trama.

Snake Eater è una simulazione in realtà virtuale.

Nonostante sia uscito ormai quindici anni fa, Metal Gear Solid 3 è uno di quei titoli capaci di segnare un giocatore per tutta la vita: un capolavoro di scrittura, regia e atmosfera che può ancora oggi vantare il titolo di uno dei videogiochi migliori di sempre.

La storia di Naked Snake, inviato in Russia in piena Guerra Fredda per far luce su una nuova e letale arma creata dai sovietici – il terribile Shagohod – e della sua mentore The Boss è una delle più belle mai raccontate: ragion per cui alcuni fan hanno voluto mandarla avanti aggiungendo ad essa un particolare che stravolgerebbe l’intero racconto.

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Secondo alcuni di essi, infatti, la Missione Virtuosa e l’Operazione Snake Eater non sarebbero altro che delle simulazioni in realtà virtuale vissute in prima persona non dal nostro Naked Snake, ma dal figlio/clone Solid. Una teoria giustificata dal fatto che, provando ad uccidere Revolver Ocelot in determinate sezioni, le parole “Time Paradox” appariranno sullo schermo decretando la fine della partita.

Ciò si verifica inoltre con la morte del nostro protagonista: due eventi che, alla luce di quanto effettivamente avvenuto nei primi due Metal Gear Solid, non possono accadere perché contraddittori con la realtà. Se Ocelot fosse morto nel 1964 insomma non potrebbe essere a Shadow Moses quarant’anni dopo, no?

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Nonostante questa teoria venga sostanzialmente smentita dagli eventi dei sequel diretti di Metal Gear Solid 3 – a partire da Peace Walker – va detto che le esercitazioni in VR sono un tema affrontato in maniera ricorrente nella serie: Raiden, ad esempio, viene sottoposto ad esse per molti anni prima di essere inviato ad agire sul campo. Non è un caso che anche vi sia una teoria anche su Ghost Babel, titolo non canonico uscito su Game Boy nel 2000, che non sarebbe altri che una simulazione vissuta proprio da Raiden…

P.T. è un incubo di Big Boss.

Non molto tempo fa, all’interno di uno speciale dedicato alla saga di Silent Hill, vi abbiamo parlato dell’ambizioso progetto con cui Konami voleva rilanciare uno dei suoi brand più amati, affidandolo alle sapienti mani di Hideo Kojima. Un progetto che, come sappiamo, non andò a buon fine ma che si tradusse soltanto in un teaser giocabile chiamato, per l’appunto, P.T. (Playable Teaser).

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Chi ha avuto l’enorme fortuna di provarlo, dato che oggi non è più presente su PlayStation Store, sa quanto P.T. fosse un viaggio breve ma incredibilmente angosciante e immersivo: un’esperienza di puro terrore che purtroppo non vedremo mai in tutta la sua completezza. Detto ciò, alcuni appassionati hanno avanzato la curiosa ipotesi che il teaser di Silent Hills non sia altri che un incubo di Big Boss, un’esperienza onirica vissuta durante il coma a seguito dell’incidente avvenuto in Ground Zeroes.

A dar credito a tale teoria ci sarebbe un minuscolo particolare colto da diversi utenti: la giacca del protagonista della demo è la medesima di Big Boss in The Phantom Pain. Alcuni giocatori, inoltre, sono convinti che nei molti collegamenti tra i due titoli vi sia anche la possibilità di uscire dall’incubo risvegliandosi: nessuno però ci è mai riuscito, invalidando di fatto la tesi alla radice.

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Va detto che, nonostante la più che dubbia veridicità della tesi, qualche collegamento più o meno velato tra le due opere può esserci con tutta probabilità. Kojima del resto ha sempre adorato “giocare” con i suoi fan, e chissà che scavando a fondo non si possa trovare ancora oggi qualche indizio disseminato qua e là in uno dei due giochi.

Chico è in realtà Quiet.

Concludiamo con una teoria diventata ormai quasi un vero e proprio meme tra i fan della saga. In Metal Gear Solid: Peace Walker facciamo la conoscenza di Chico, giovane figlio di un comandante degli FSLN che incontra Big Boss per dar lui informazioni fondamentali per il proseguo della sua missione.

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Dopo essersi unito all’esercito di Snake, lo ritroviamo in Ground Zeroes dove viene rapito e torturato dal perfido Skull Face con l’obiettivo di attirare in trappola lo stesso Big Boss. Proprio questa intensa tortura, unita a quanto accaduto nel finale di Ground Zeroes, avrebbero sostanzialmente azzerato la psiche del ragazzo che sarebbe così “rinato” come Quiet: la spalla femminile di Snake in Metal Gear Solid V.

I sostenitori di questa ipotesi sottolineano come i due personaggi presentino lo stesso colore degli occhi e dei lineamenti molto simili oltre che, probabilmente, la stessa età: in Peace Walker Chico ha 12 anni, e dato che The Phantom Pain è ambientato nove anni dopo i conti potrebbero anche tornare.

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Ciò nonostante questa teoria è stata ampiamente smentita a più riprese, in primis dall’attrice Stefanie Joosten nel corso di un podcast: l’interprete di Quiet ha infatti sottolineato come tutto ciò sia nato come uno scherzo da parte di alcuni fan, per poi stuzzicare l’immaginazione di un pubblico più ampio. Nello smentire il tutto, alcuni fanno inoltre leva su un dato di fatto: Chico ha dei bulloni nelle caviglie, come potrebbe mai diventare agile come Quiet?

Si conclude qui il primo atto di questa nuova rubrica, che speriamo sia riuscito sia a divertirvi per le stranezze partorite da una community così affezionata come quella di Metal Gear, sia ad appassionarvi e a riflettere proprio su queste strane teorie. Vi lasciamo invitandovi a continuare a seguirci e, soprattutto, a raccontarci cosa pensate di queste teorie e se ne conoscete delle altre: diteci la vostra nei commenti!

Metal Gear Solid: Legacy Edition è l'occasione perfetta per rivivere tutta la saga di Hideo Kojima!

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