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PlayStation 4

Firewall Zero Hour Recensione, Tattica e Guerriglia in VR

Firewall Zero Hour

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Sviluppatore: First Contact Entertainment
Editore: Sony
Data di uscita: 29 Agosto 2018
Provato su: PS4 – PS VR
Disponibile su:  ps4 

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È arrivato fra noi Firewall Zero Hour e l'abbiamo giocato per voi. Solo pochi giorni fa la nostra Alessandra vi raccontava qui il suo provato della GamesCom 2018, oggi siamo pronti a esprimere il nostro giudizio definitivo su questo attesissimo FPS VR.

Negli ultimi anni gli shooter in prima persona hanno visto tornare in auge il filone degli FPS tattici, quelli in cui le scelte giuste e il gioco di squadra posso annientare qualsiasi lupo solitario, anche il migliore.

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Tom Clancy's Rainbow Six Siege, fra tutti, è il titolo che più ha mostrato il potenziale di questo sottogenere, evidenziando non solo una certa intolleranza da parte di una (grossa) fetta di utenza verso i (soliti) pesi massimi della categoria FPS, dominati da meccaniche e concept che favoriscono gli individualismi del singolo anche nel multiplayer a squadre, ma soprattutto affermandosi, con rilevanza assoluta, nel panorama e-sport. Un punto di (ri)partenza differente e decisivo per il mercato degli shooter, sempre più vasto e sempre più vario. Firewall Zero Hour, il titolo esclusiva PS VR dei ragazzi di First Contact Entertainment, cerca di portare sulla periferica VR di casa Sony un'esperienza FPS non solo godibile e divertente, ma soprattutto profonda e coinvolgente: costruito attorno a un'unica modalità di gioco 4 Vs 4 e alla compatibilità con l'aim controller, Firewall Zero Hour arriva fra noi con l'obbiettivo dichiarato di settare un nuovo standard per gli shooter in VR.

La tattica prima di tutto

Firewall Zero Hour offre un'unica tipologia di gioco con cui cimentarsi, la modalità Contratto: vestendo i panni di Mercenari provenienti da tutto il mondo, verremo assoldati di volta in volta (round alterni) per proteggere o rubare delle informazioni sensibili in match multiplayer 4 vs 4 senza rientro, in partite da massimo cinque minuti.

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Come attaccanti il nostro obbiettivo sarà, prima di tutto, quello di fare breccia nel Firewall del sistema di sicurezza. Per fare ciò dovremo interagire con uno dei due nodi che appariranno in posizioni random sulla mappa. Fatto questo ci sarà svelata l'esatta ubicazione del laptop da cui potremo entrare nella rete e portare via i dati, completando con successo il contratto e vincendo la partita. La squadra in difesa, dal canto suo, tenterà in tutti i modi di ostacolare quella d'attacco per proteggere il laptop, cercando di presidiare nel miglior modo possibile i nodi del Firewall e tenendo al sicuro il portatile, eliminando tutti gli attaccanti o impedendo loro di completare l'hacking nel tempo limite della partita.

Si tratta di una modalità a obbiettivo semplice e al contempo intrigante: giocando in attacco non è sufficiente eliminare la squadra di difesa per vincere lo scontro, visto che l'obbiettivo e completare l'hack alla rete. Allo stesso modo la difesa può comunque sperare di portare a termine con successo il contratto anche se eliminata dagli incursori, che potrebbero arrivare al portatile fuori dal tempo limite o perire su delle mine approcciandosi ad esso; la stessa modalità è anche disponibile per fare pratica da soli o con degli amici in co-op contro dei bot, ma in questo caso il feeling è più simile a quello di un antipasto che perde appeal dopo aver provato la portata principale.

In Firewall Zero Hour il piatto forte è proprio quel gameplay tattico, e necessariamente cooperativo, che il ritmo di gioco impone alle partite: un movimento pesante insieme a un ridotto time to kill tratteggiano un'esperienza di gioco ragionata, dove comunicazione e coordinamento fra i membri di una squadra fanno la differenza sull'esito degli scontri. Il risultato finale mette in luce una scelta di game design che cerca di evitare in tutti modi momenti di movimenti confusi o frettolosi, adattando più che adeguatamente i tempi di gioco ai limiti contingenti della realtà virtuale. Ci troviamo così a giocare in scioltezza, senza avvertire noie dal fronte chinetosi proprio grazie ai al ritmo di gioco compassato, che riesce comunque ad essere frizzante grazie alla ristretta durata delle partite; gli scontri a fuoco, in più, trovano la loro ragion d'essere quando interpretati con movimenti intelligenti, che sfruttino percorsi alternativi o il fuoco di copertura alleato per cogliere di sorpresa i giocatori ostili.

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Le sparatorie di questa esclusiva PS VR, infatti, giocano sulla concentrazione dei giocatori, sulla loro pazienza di aspettare il giusto attimo per aprire il fuoco, assicurandosi di non dare modo agli avversari di essere rianimati o, magari, di sfruttare un nemico ferito in attesa di cure da parte di un compagno per creare una crudele imboscata. Imbracciare l'aim controller, in questo, dà un senso di coinvolgimento eccezionale durante gli scontri, consentendo di percepire il momentum dell'azione fra le proprie mani.

Nonostante Firewall Zero Hour sia giocabile anche con il Dualschock4, è proprio l'aim controller a renderlo così avvincente da giocare, massimizzando il senso di coinvolgimento.

Roba da mercenari

Il gioco offre una buona varietà di armi fra cui scegliere tra fucili d'assalto, a canna liscia e mitragliette. In linea con gli FPS multigiocatore moderni, ognuna di esse può essere migliorata installando diversi upgrades, scegliendo fra alcune varianti di mirini, spegni fiamma o supporti sotto-canna. Dal punto di vista del bilanciamento delle bocche da fuoco possiamo dire che il lavoro svolto dai ragazzi di First Contact Entertainment funzioni a dovere, rendendo più efficace una determinata arma, o accessorio, in base e contesto e situazione.

La creazione di classi differenti, quindi, è un ottimo modo per non farsi trovare impreparati. Qui il sistema di creazione dei loadout non aggiunge novità a quelli visti negli ultimi anni da altri sparatutto, lasciandoci scegliere una arma principale e una secondaria (pistola) con i relativi accessori che abbiamo sbloccato, un gadget esplosivo, come una mina o una granata, e uno tattico, come una flashbang. I diversi mercenari fra cui possiamo scegliere, inoltre, vantano ciascuno una peculiare abilità e la possibilità di averne assegnata una seconda, una volta sbloccata. Fra queste vediamo la possibilità di trasportare una granata extra o di muoversi con passi più silenziosi. Qui il discreto bilanciamento visto sulle armi viene parzialmente meno, con la possibilità di avere mercenari più efficaci di altri durante le partite. Nei fatti il tutto funziona in modo discreto, con match comunque equilibrati. A completare il pacchetto troviamo nove mappe che svolgono distintamente il loro ruolo, proponendoci layout differenti e variegati: dal distretto urbano con larghe vie prive di coperture e pittoreschi bazar da esplorare fino a tenute residenziali ricche di stanze e fitti corridoi, passando per un hangar militare o un percorso di addestramento CQB.

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Pur non brillando per originalità nelle ambientazioni proposte, si tratta in tutti casi di configurazioni che incentivano il lavoro di squadra e la giusta scelta delle coperture durante le possibili schermaglie. Quello che non ci ha convinto in Firewall Zero Hour è il sistema di progressione e sblocco, troppo lento e rigido rispetto alla breve durata delle partite: ogni match consente di ottenere punti esperienza per salire di livello e crediti per acquistare armi e oggetti vari. La misura in cui li si ottiene, tuttavia, è molto ridotta rispetto a quanto richiesto per salire di livello o acquistare un nuovo fucile, sia che si vinca sia che si perda la partita.

Il comparto tecnico è, invece, degno di apprezzamento così come il buon sistema di tracking mostrato. La resa grafica è sempre su livelli eccellenti, mantenendosi estremamente pulita e stabile in ogni situazione su PS4 PRO, dove tale rifinitezza si fa sensibilmente avvertire specialmente nella distanza visiva più chiara. Un appunto lo possiamo muovere, comunque, verso le realizzazioni delle esplosioni, i cui effetti "plasticosi" stonano con il resto dell'impianto grafico; da buono shooter multiplayer, Firewall Zero Hour porta in dote anche un modello audio convincente, in grado di restituire a dovere la spazialità di rumori importanti per il gameplay come il suono di un passo affrettato o quello di arma che viene ricaricata.


Tom's Consiglia

Firewall Zero Hour è già disponibile in esclusiva per PS4 con PlayStation VR. Se non avete ancora il visore potete trovarlo in offerta su Amazon. 

 

Firewall Zero HourPS4

PROGunplay solido e convincente, perfettamente armonizzato con la forte impronta tattica e cooperativa del titolo; ottimo uso dell'aim controller; qualità visiva sempre di ottimo livello, gestione dell'audio 3D efficace; il bilanciamento di armi ed equipaggiamenti è funzionale ai diversi approcci di gioco.
CONTROGiocato in solitaria perde smalto; è disponibile una sola modalità di gioco; single player e co-op PVE potevano essere sviluppate in modo più consistente; il sistema di progressione e sblocco di armi ed equipaggiamenti potrebbe essere più rapido.
VERDETTOSottoscriviamolo subito: senza dubbio Firewall Zero Hour è il miglior modo di abbinare il concetto di shooter a quello di realtà virtuale visto sino ad ora su Playstation VR, pur non essendo privo di difetti o aree di miglioramento: la presenza di un'unica modalità di gioco e il sistema di progressione lento e un tantino ingessato allontanano il titolo di First Contact Entertainment dall'eccellenza. Eppure, a dispetto di questi aspetti meno riusciti, Firewall Zero Hour porta in dote un gameplay eccezionale, magnetico per gli amanti degli sparatutto. Unito all'uso dell'Aim Controller e alla possibilità di giocarlo con un team affiatato, il progetto di First Contact Entertainment è una vera e propria Killer Application per Playstation VR.
8,5