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Fisica e Videogiochi: la scienza d’Injustice 2

Pagina 1: Fisica e Videogiochi: la scienza d’Injustice 2
In questa puntata speciale di Fisica e Videogiochi parliamo del nuovo Injustice 2. Scopriamo assieme cosa c'è di vero nei poteri fantastici di Flash e Superman.

Queste settimane vedono il grande ritorno dei picchiaduro su console: oltre allo storico marchio di Tekken, arrivato al suo settimo capitolo principale, esce il seguito di uno dei più apprezzati titoli del genere della scorsa generazione.

Stiamo parlando di Injustice 2, il seguito del gioco del 2013 Injustice: Gods Among Us dai creatori del leggendario Mortal Kombat, il cui stile resta inconfondibile anche su questo titolo dedicato ai supereroi della DC comics. In questa nuova puntata di Fisica e Videogiochi scopriamo qualche dettaglio sul fantastico mondo degli eroi (e cattivi) di Injustice.

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In una dimensione parallela Joker inganna Superman ed egli finisce per uccidere involontariamente la compagna Lois, che in questa realtà aspettava un figlio da lui, e nel farlo distrugge anche Metropolis. Accecato dalla furia, Superman irrompe durante l’interrogatorio di Joker tenuto da Batman e uccide il supercattivo a sangue freddo: questo scatenerà gli eventi che porteranno il superuomo a divenire, di fatto, tiranno del mondo, con una sparuta resistenza costretta a chiamare da un’altra dimensione i supereroi rimasti fedeli alla loro morale e in grado di sconfiggere Superman.

Gli universi paralleli

Abbiamo visto in molti ambiti, compreso quello videoludico, il concetto di dimensioni parallele: ma cos’è una dimensione parallela? Può la scienza moderna ipotizzare o spiegare dimensioni parallele? Ad oggi c’è una teoria che prevede l’esistenza di dimensioni diverse, ed è l’interpretazione a molti mondi della fisica quantistica. La fisica quantistica (o meccanica quantistica) è una branca della fisica studiata da poco meno di un secolo e tristemente nota per essere abusata e incompresa dal grande pubblico: essa è lo strumento di quasi tutta la fisica moderna, da quella dei semiconduttori a quella delle particelle, ed è grazie ad essa che abbiamo, ad esempio, le memorie a stato solido.

Uno dei suoi aspetti più importanti è il concetto di Sovrapposizione di Stati, comunemente spiegato attraverso l’esperimento mentale del Gatto di Schroedinger divenuto ormai famoso grazie anche alla nota serie The Big Bang Theory. L’esperimento prevede di chiudere in una scatola un gatto assieme a una macchina letale che segua le regole della fisica quantistica: in un sistema quantistico, il gatto non sarebbe né vivo né morto, ma in una “sovrapposizione” di stati e non sarebbe possibile conoscere a priori se, aprendo la scatola, esso sia vivo o morto. Aprire la scatola farebbe “decadere” questo stato “misto” in uno dei due, andando a definire fisicamente se il gatto sia effettivamente vivo o morto.

Chiaramente, un gatto non può essere sia vivo che morto, ma queste regole si applicano bene al mondo delle particelle, dove esse possono trovarsi effettivamente in una simile situazione: ad esempio potrebbero presentare vari possibili valori di un parametro magnetico noto come spin e trovarsi in una sovrapposizione di questi stati finché questo spin non interagisce con elementi esterni, come un osservatore, e decade in uno dei suoi parametri possibili.

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Ma da cosa deriva questa sovrapposizione? Le particelle si trovano davvero in questa condizione o è solo un artificio matematico per descrivere questo fenomeno? Per lungo tempo si è pensato che le particelle si trovassero già nello stato finale e che l’incapacità di conoscerlo degli scienziati fosse un problema tecnologico o al più statistico: tuttavia svariati esperimenti, tra cui i più famosi sono quelli di Bell, pare abbiano dimostrato che non c’è una qualche “variabile nascosta” ma che effettivamente le particelle si possono trovare in stati sovrapposti e indeterminabili a prescindere. Questa almeno è l’interpretazione di Copenhaghen, la più diffusa: ma tra le interpretazioni alternative abbiamo quella a molti mondi.

Infiniti mondi e possibilità

L’idea è che, per ogni evento quantistico che può avere più possibili conseguenze a causa di un’interazione esterna (come il gatto, che può essere vivo o morto se qualcuno apre la scatola), esistano in realtà tanti universi paralleli nei quali l’evento prenda una piega diversa: in questo caso ci sarà l’universo del gatto vivo e l’universo del gatto morto.

Questi universi si creano quando lo stato quantistico viene a interagire con l’ambiente circostante, dando vita in breve tempo a un’infinità di universi paralleli differenti, magari, solo per una proprietà di una particella. Ovviamente una tale teoria è non solo ardua da verificare (ed è per questo che è anche definita una Meta-teoria), ma si basa sul fatto che queste coppie di universi non interagiscano tra loro.

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Ad ora non abbiamo ancora scoperto altre dimensioni, il modo in cui trovarle, osservarle o interagirci e tantomeno spostarsi, ma è bello pensare che la scienza dia un barlume di speranza a questo affascinante fenomeno che costella tante interessanti storie del mondo fantastico, fantastascientifico e ovviamente supereroistico.


Gianmario Marrelli è laureato in Fisica della Materia presso l’università di Firenze. È un appassionato di Scienza e Tecnologia, Musica, Giochi di Ruolo e da Tavolo, Videogiochi e Storia Medievale. Nella vita si occupa di Tecnologie Digitali applicate alla Didattica, formando i docenti sulle capacità didattiche degli strumenti digitali tra i quali anche i videogiochi.