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Giocare ai videogiochi fa bene! “È come fare mille addominali” per uno studio

Per noi appassionati i videogiochi sono da sempre un qualcosa di positivo che ci permette di vivere dei momenti di spensieratezza in vari istanti delle giornate. Capita delle volte, però, che alcuni studi o servizi vadano ad additare il medium di non fare poi così tanto bene ai videogiocatori. Ci sono due recenti studi in particolare che, dopo alcune attente analisi hanno deciso di stilare un ennesimo verdetto su quella che è una passione ormai più che sdoganata in tutto il mondo, con i risultati che potrebbero sorprendervi.

The Secret of Monkey Island (1990)
narrazione nei videogiochi

Il primo studio è stato condotto da Stakester, una piattaforma eSport che porta avanti anche diverse analisi sul settore dei videogiochi, non per forza competitivi. Proprio stando all’ultimo studio fatto da questa piattaforma, è emerso come i videogiocatori, in realtà, traggono diversi vantaggi dalle lunghe sessioni di gaming. In particolare, stando allo studio, un paio di ore di gioco permettono di bruciare 420 calorie per gli uomini e 470 per le donne.

Secondo Stakester se ci si sottopone ad un intensa sessione di gaming il tipo di sforzo equivarrebbe a fare mille addominali. Con i risultati di questo recenti studio è intervenuto anche Tom Fairey, CEO e fondatore della piattaforma Stakester, il quale ha dichiarato quanto segue: “Sappiamo che la competizione aumenta la frequenza cardiaca e la maggior parte di noi ha sudato in sessioni di gioco, magari quando si cerca di fare gol all’ultimo istante in FIFA o si affronta un combattimento molto teso su Warzone. Non ci sorprende che questi sforzi brucino calorie, ma siamo sorpresi di vedere quante ne vengono bruciate durante una sessione da gioco di due ore”.

FIFA 22

Ne ha parlato anche la Queensland University of Technology, con gli scienziati australiani che hanno svelato come i videogiocatori hanno il 21% di possibilità in più rispetto chi non gioca ai videogiochi di avere un peso più equilibrato e in buona salute. Michael Trotter, ricercatore in materia di eSport alla QUT si è detto molto fiero dei risultati ottenuti dallo studio dell’università, “perché sfidano lo stereotipo antiquato del videogiocatore sovrappeso e sedentario”.

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