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Giochi digitali economici, GameStop si spaventa

I prezzi dei giochi in versione digitale spaventano il boss di GameStop. Tony Bartel, presidente della più grande catena di rivenditori di videogiochi, ha espresso le sue preoccupazioni durante una conferenza con gli investitori.

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Il "problema" è che i giochi digitali stanno trascinando al ribasso i prezzi delle uscite "tripla A". Secondo Bartel ora gli appassionati si aspettano di pagare circa 35 dollari per la versione digitale di giochi nuovi normalmente in vendita a circa 60 dollari presso i rivenditori fisici.

Ovviamente questo trend potrebbe intaccare i profitti di GameStop, ma secondo Bartel il problema si estenderebbe anche agli sviluppatori. "Vogliamo assicurarci che il nostro settore non faccia lo stesso errore di altre categorie d'intrattenimento, riducendo il valore percepito dei beni digitali ben al di sotto di quello dei giochi in formato fisico", spiega Bartel agli investitori.

Sul banco degli imputati ovviamente Steam, che con i suoi saldi sta sconvolgendo il mercato dei giochi digitali, ma anche Nintendo, Sony e Microsoft non sembrano esenti da colpe. Secondo il boss di GameStop anche queste aziende sono responsabili, grazie ai giochi digitali forniti gratuitamente in bundle con le console.

saldi steam

Secondo le stime di Bartel nel 2014 i tre giganti dei videogiochi hanno regalato quasi 100 milioni di dollari in giochi digitali. "Quando il programma dei token digitali gratuiti sarà concluso crediamo che l'industria dei videogiochi dovrà lavorare insieme per continuare a dare un prezzo ai prodotti in modo da sostenere i profitti e incoraggiare la grande innovazione di cui questo settore ha bisogno".

Per ora le vendite di giochi digitali rappresentano solo una piccola percentuale del totale, ma è un valore in crescita. Electronic Arts ha infatti visto le vendite digitali passare dal 10% al 15% con il passaggio alle console next gen di Sony e Microsoft, mentre alcuni giochi, come Super Smash Bros. per 3DS e Destiny possono contare su una copia digitale su cinque vendute.

Ovviamente Bartel difende gli interessi di GameStop, ma l'idea di un mercato digitale con prezzi identici a quello tradizionale ci risulta un po' strana. Le copie digitali dei giochi sono più economiche da distribuire, grazie all'assenza di dischi, confezioni e manuali. Inoltre non si possono rivendere, un altro motivo per cui i giocatori si aspettano che i videogame in questo formato siano meno costosi. Voi cosa ne pensate?

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