GOTY 2019

GOTY 2019: il gioco dell’anno secondo la redazione

Il 2019 che sta per concludersi stata sicuramente un’annata importante per l’industria dei videogiochi. Considerando i preparativi che fervono per l’arrivo delle nuova generazione di console, sono molti i titoli che sono stati in grado di tenere alta l’attenzione del pubblico; a dirla tutta, negli ultimi mesi abbiamo avuto la fortuna di giocare produzioni pazzesche, alcune delle quali passabili anche del termine “capolavoro”, la parolina magica che spesso crea tumulto nelle community di mezzo mondo.

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato il sondaggio dedicato a voi lettori che ci seguite ogni giorno, con pazienza e voglia di discutere: mentre le votazioni si avviano verso la fine della redazione di Game Division abbiamo comunque voluto determinare quale, secondo noi, è il miglior gioco dell’anno. Vorrei provare a raccontarvi nel dettaglio quanto sia stata faticosa questa scelta, anche perché l’obbiettivo era di dare un’alternativa alla scelta della community, operando comunque decisioni consapevoli e valide da un punto di vista strettamente critico. Molti messaggi e discussioni dopo, ce l’abbiamo fatta: in realtà quando scrivo questo paragrafo la decisione non è ancora stata presa, ma lo sarà a breve. Tessere le fila di questo preambolo mi aiuta (e mi ha aiutato) ad arrivare al candidato finale. Prendiamo molto seriamente questi awards, questo perché Game Division negli ultimi dodici mesi è diventata una realtà consolidata, che ambisce a traguardi sempre maggiori. Tutto grazie a voi, ovviamente, e per questo motivo tentiamo costantemente di darvi il miglior servizio critico ed informativo possibile. Concedetemi dunque questa premessa, perché in qualche modo il GOTY è anche un momento nel quale si “festeggia” il lavoro di un anno intero e quindi ribadisco i ringraziamenti nei confronti di tutte le milioni di persone che in questo mese ci hanno letto.

Vi ricordo, prima di arrivare al sodo, che potete seguire e leggere tutti i nostri articoli dedicati ai giochi dell’anno (e non solo!) nella pagina dedicata. Fateci un salto per esplorare tutti i premi che abbiamo deciso di assegnare.

Il nostro GOTY è Death Stranding!

Pensiamo che vada premiato il coraggio, l’originalità, la voglia di fare qualcosa di nuovo e farlo bene. Insomma, la shortlist di candidati alla vittoria finale era composta da Death Stranding, Resident Evil 2 e Control. Se del vincitore parleremo alla fine, è bene fare comunque un sunto di cosa ci ha spinto ad escludere gli altri due.

Resident Evil 2 è un remake sensazionale, fiero del suo rielaboramento di certe dinamiche e ancorato, però, ad un capolavoro senza tempo. Proprio per questo non è riuscito a vincere, perché pur sempre legato ad un gioco pressoché perfetto o comunque ben cementificato nell’immaginario comune. Le premesse di Resident Evil 3, però, sembrerebbero diverse in quanto il team di sviluppo dovrebbe aver messo mano anche al materiale originale, modificandolo in maniera importante. Complimenti a Capcom perché RE2 è meraviglioso, ma non è il nostro Goty.

Control, sviluppato in pochi anni e con un budget di 30 milioni, è un mezzo miracolo produttivo. Sam Lake e Remedy firmano uno dei giochi migliori dell’anno, impreziosito da una lore fantastica e un gameplay magnetico. Purtroppo, però, secondo noi pecca un po’ dal punto di vista tecnico e la release non è stata entusiasmante. Aggiungeteci poi qualche incertezza sul comunque rodato gameplay, e capirete la nostra decisione. Rimane un’esperienza pazzesca che vi consigliamo assolutamente di giocare.

Solitamente, quando viene dato pieno potere ad una mente creativa fuori dal comune, il risultato non è entusiasmante. Non sempre, solitamente. Hideo Kojima rappresenta per l’appunto l’eccezione che conferma la regola: dopo il triste epilogo con Konami, il genio giapponese sbarca su PlayStation 4 con la sua nuova, rivoluzionaria IP. Death Stranding: un gioco unico, che parla di connessioni ma diventa spesso desolante e riflessivo, che propone una formula di gioco mai vista e per molti incomprensibile, che crea una fantascienza inedita e tratteggia una storia e dei personaggi memorabili. Da qui non si torna indietro, ed il motivo è semplice: quando nasce qualcosa di nuovo e così potente, tutto il settore ne percepisce l’influenza. Death Stranding è un gioco influente, che lascia il segno, che non sbaglia praticamente niente e che divide al tempo stesso le opinioni. Tutto, nell’opera di Kojima Productions, sfiora l’eccellenza: oltre agli elementi sopracitati, aggiungiamo anche la colonna sonora, la direzione artistica e l’interpretazione in full motion capture dei protagonisti.

Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate della nostra scelta, domani, in tarda mattinata, condivideremo anche il risultato della vostra votazione. Nel frattempo però permettetemi un’ultima volta di ringraziarvi per questi dodici mesi di soddisfazioni. Prometto che il 2020 sarà ancora più entusiasmante e la redazione ci arriverà vogliosa di vivere con voi l’arrivo della nuova generazione di console!