L'offensiva australiana che ha scosso il mercato
Le radici di questa campagna affondano negli eventi di giugno scorso, quando i creatori di contenuti per adulti su itch.io hanno iniziato a segnalare la misteriosa scomparsa dei loro giochi dai risultati di ricerca della piattaforma. La spiegazione è arrivata poco dopo: itch.io aveva "deindicizzato" tutti i contenuti NSFW a seguito di pressioni da parte di processori di pagamento, sollecitati da un gruppo di pressione australiano che aveva già preso di mira Steam con risultati simili.
Steam aveva infatti ceduto alle pressioni "ritirando" titoli per adulti non specificati e introducendo nuove regole vaghe che bandivano "certi tipi di contenuti per adulti" dal proprio store. Una mossa che ha creato un effetto domino nell'industria, spingendo altre piattaforme a rivedere le proprie politiche di contenuto.
La risposta di GOG: 13 giochi in regalo per fare rumore
La reazione di GOG non si è fatta attendere. Tra i titoli offerti gratuitamente figurano Postal 2, Agony e House Party, tutti accomunati dal fatto di essere stati oggetto di controversie o limitazioni su altre piattaforme. "Se un gioco è legale, dovresti essere libero di acquistarlo", ha dichiarato l'azienda, sintetizzando in una frase la filosofia dietro l'iniziativa.
L'obiettivo dichiarato va oltre la semplice provocazione. GOG sostiene che la rimozione di contenuti legali oggi rende "esponenzialmente più difficile" il loro recupero in futuro, minacciando la preservazione culturale del medium videoludico. Una posizione che si inserisce perfettamente nella più ampia strategia aziendale di conservazione digitale.
Il Programma di Preservazione: una visione a lungo termine
L'iniziativa FreedomToBuy.Games si collega direttamente al Preservation Program lanciato da GOG lo scorso novembre con 100 titoli. Il catalogo ha continuato a espandersi regolarmente, includendo gemme come FEAR di Monolith Productions, aggiunto per "onorare l'eredità" dello studio dopo la sua chiusura shock a febbraio.
La filosofia che guida questi sforzi è chiara: i videogiochi dovrebbero rimanere accessibili "oggi e tra decenni", indipendentemente dalle pressioni commerciali o dalle mode culturali del momento. Una visione che contrasta nettamente con la crescente tendenza delle piattaforme digitali a rimuovere contenuti controversi per evitare complicazioni.
Resta da vedere se questa provocazione di GOG riuscirà a catalizzare un dibattito più ampio sulla censura nei videogiochi, o se rimarrà un gesto simbolico in un mercato sempre più attento alle sensibilità dei processori di pagamento e dei gruppi di pressione internazionali.