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Google Stadia vs GeForce Now: qual è il migliore?

Cartucce, supporto ottico, digital delivery e, ora, cloud. I videogiochi si evolvono di pari passo con la tecnologia e la sfruttano per raggiungere il pubblico in un modo nuovo. Il cloud, però, promette di essere una vera rivoluzione poiché elimina la necessità di investire in prima persona in una macchina da gioco di qualità: tutto quello che serve è un hardware compatibile, anche abbastanza vecchio, e una connessione adeguata. Questo “neonato” mercato è quindi l’occasione per nuovi concorrenti di lanciarsi nel mondo dei videogame: Google e Nvidia sono i grandi nomi del momento e si sfidano giorno dopo giorno con i loro servizi. Parliamo ovviamente di Google Stadia e GeForce Now, di cui abbiamo discusso più volte in questi mesi.

Ora, però, è venuto il momento di un (nuovo) confronto tra i due servizi. Gli elementi che saranno presi in considerazione sono molteplici: prezzo, catalogo, tipo di servizio, accessibilità, supporto ed effettive prestazioni. Google Stadia e GeForce Now, dopotutto, possono anche essere il primo passo verso il futuro, ma all’utente interessa solo una cosa: poter giocare ai propri videogame preferiti in modo soddisfacente.

Google Stadia vs GeForce Now

Prima di poter iniziare a parlare di Google Stadia e GeForce Now, è doveroso avere ben chiaro quanto propongono in termini di prestazioni e tipologie di accesso. Facciamo quindi un ripasso rapido di tutti i dettagli sui due servizi, elencando sia le informazioni delle versioni a pagamento, che quelle gratuite.

Google Stadia Pro GeForce Now Fondatore/Premium
Risoluzione e Frame Rate massimi 4K 60 FPS 1080p 60 FPS/720p 120 FPS
Ray Tracing No
HDR
Connessione minima per la qualità massima 35 Mbps 50 Mbps

Come potete vedere, i due servizi sono abbastanza differenti. Prima di tutto, Google Stadia propone, come risoluzione massima, il 4K con HDR, sempre ovviamente che il gioco li supporti. GeForce Now, invece, limita la risoluzione a 1080p, ma permette di attivare, oltre all’HDR, anche il Ray Tracing (se il gioco lo supporta): non dimentichiamo inoltre che Nvidia propone anche una modalità a 120 FPS, utile per il gaming competitivo e gli schermi che vanno oltre i 60 Hz.

Questi numeri, però, sono accessibili unicamente nella versione a pagamento (di cui parleremo meglio fra poco). Vediamo in confronto quali sono i valori della versione gratuita dei due servizi.

Google Stadia Gratis GeForce Now Gratis
Risoluzione e Frame Rate massimi 1080p 60 FPS 1080p 60 FPS/720p 120 FPS
Ray Tracing No No
HDR No
Connessione minima per la qualità massima 20 Mbps 25 Mbps (consigliato sopra il 50 Mbps)

Nel caso del servizio gratuito, Google Stadia limita la risoluzione, elimina l’HDR e impedisce l’utilizzo dell’audio Surround 5.1, proponendo solo l’audio stereo. GeForce Now, invece, impone come unico limite la mancanza del Ray Tracing (che, ripetiamo, deve comunque essere supportato dal gioco in prima battuta).

Questo discorso è però legato unicamente alla questione prestazionale e non all’accesso al servizio. Vediamo quali sono i limiti delle varie versioni.

Google Stadia Gratis Google Stadia Pro GeForce Now Gratis GeForce Now Fondatore/Premium
Disponibile? No
Tipo di accesso Sconosciuto Istantaneo Coda di ingresso Salta coda
Durata sessioni Sconosciuto Nessun limite 1 ora consecutiva, poi bisogna rifare la coda 6 ore consecutive, poi si riaccede saltando la coda

Attualmente, quindi, Google Stadia non permette di accedere direttamente con la versione gratuita. GeForce Now invece permette di testare senza alcun costo il servizio, fermo restando che è necessario possedere dei giochi compatibili (ma ci sono vari free to play, quindi è possibile fare delle prove a costo zero).

Catalogo, costi e servizi

Ora che abbiamo bene in mente cosa mettono a disposizione i due servizi, vediamo di fare – letteralmente – due conti. Uno dei punti di forza attuali di GeForce Now è la possibilità di accedere in modo completamente gratuito alla piattaforma. Si crea un account, si scarica l’app dedicata e si inizia a giocare a uno dei free to play in catalogo, per poter vedere se, effettivamente, funziona con il proprio hardware e la propria rete. Bisogna infatti ammettere che l’Italia non è esattamente all’avanguardia con le connessioni e, escluse le grandi città, non è scontato avere accesso a più di 50 Mbps.

Google Stadia, invece, richiede per ora un investimento iniziale di 129.99 euro: l’unico modo per accedere, infatti, è ottenere un codice incluso nella Premier Edition. Quest’ultima propone anche un Chromecast Ultra (obbligatorio per giocare direttamente su TV), uno Stadia Controller e tre mesi di abbonamento Pro (del valore di 9.99 euro/mese): si tratta di una cifra non particolarmente elevata, considerando quanto proposto, ma cozza con quella che è la filosofia del game streaming, ovvero, “gioca con l’hardware che già possiedi”. La versione Free arriverà, prima o poi, ma per ora non abbiamo informazioni precise e dobbiamo ragionare solo su quanto è disponibile.

Rimanendo sul discorso monetario, attualmente Google Stadia Pro costa 9.99 euro al mese, come detto, contro i 5.49 euro di GeForce Now Fondatore. È importante però notare due fattori. Prima di tutto, i 5.49€ sono un prezzo in offerta: attualmente GeForce Now Fondatore permette di iscriversi, ottenere 3 mesi di prova gratuiti e, al termine di questi ultimi, pagare 5.49€ al mese per 12 mesi; dopo il primo anno, il costo aumenterà (attualmente non si conosce la cifra).

Secondariamente, nei 9.99€ di Stadia non è incluso “solo” l’accesso alla qualità massima, ma anche una serie di giochi gratuiti: ogni mese vengono aggiunti almeno due videogame, inoltre quelli dei mesi precedenti non vengono immediatamente rimossi; la conseguenza è la presenza regolare di un mini-catalogo di giochi gratuiti, utilizzabili liberamente fintanto che si è iscritti. GeForce Now propone sì dei free-to-play (Fortnite, Warframe, Path of Exile e vari altri titoli noti), ma per il resto richiede di utilizzare giochi che già si possiede su altri client, come Steam, Epic Games Store e Uplay.

Stadia

Parliamo allora del catalogo. Google Stadia, al momento della scrittura, dispone una trentina di giochi, principalmente AAA con almeno uno o due anni sulle spalle: nel corso del 2020 sono attesi titoli di primo piano come Marvel’s Avengers e Cyberpunk 2077. GeForce Now, invece, dispone di un catalogo ben più ampio: come detto, però, non è Nvidia stessa che pubblica i titoli sulla piattaforma. Now, infatti, si collega al nostro account del client sul quale si trova il gioco e lo riproduce da remoto. Qual è la differenza? Che il gioco non è realmente associato al servizio ma viene solo supportato dal servizio. Perché questo è importante? Perché se un publisher decide di non voler più rendere disponibili i propri giochi tramite GeForce Now può eliminarli in qualsiasi istante: questo è quanto successo con i titoli Bethesda e quelli Activision Blizzard nelle precedenti settimane. In termini di catalogo, quindi, la piattaforma di Nvidia rimane “in vantaggio” sulla proposta di Google, ma permangono alcuni dubbi: altre società si dissoceranno da GeForce Now? Riuscirà la società a trovare un accordo commerciale con Bethesda, Activision Blizzard e altri editori? Avrà impatto sui costi degli abbonati?

Il rischio è infatti di acquistare un titolo su Steam/Uplay/etc per vederselo eliminato da GeForce Now dopo un paio di giorni. Sia chiaro, non vogliamo causare inutile allarmismo: Nvidia di certo “difenderà” il proprio catalogo e, dopo questo primo periodo di assestamento, è probabile che verrà definito un accordo standard con i grandi sviluppatori, ma è importante capire la differenza tra i due tipi di servizio.

Continuando a parlare di catalogo e costi, facciamo un rapido discorso sui prezzi dei giochi. Google Stadia è una piattaforma chiusa, al pari del PlayStation Store o dell’App Store di Apple. Per giocare su Stadia si compra un gioco sul negozio di Stadia e si paga la cifra “imposta” da Stadia (in linea con gli altri store, con sconti dedicati però solo agli iscritti Pro). GeForce, invece, si collega a vari negozi digitali e, nel caso di giochi pubblicati su più client, permette di scegliere la versione che si preferisce o, in altri termini, la versione al prezzo minore. Nel nostro caso, per eseguire una serie di test prestazionali (di cui parleremo a breve) abbiamo acquistato Assassin’s Creed Odyssey su InstantGaming in versione Uplay, così da ottenerlo al minor prezzo possibile; è un tipo di libertà non indifferente che permette veramente di puntare al risparmio massimo: dopotutto, agli occhi di molti il game streaming è proprio questo, il non dover investire grandi cifre per giocare i videogame più recenti in buona qualità.

Interfaccia e accessibilità

Arrivati a questo punto, però, vi sarete resi conto che abbiamo già indicato un paio di volte quella che è la “filosofia” del game streaming. Accedere tramite hardware che già possediamo ed evitare ingenti investimenti iniziali. Il game streaming è infatti perfetto per il casual gaming, per il videogiocatore che desidera solo mettere le mani su un paio di titoli di alto livello all’anno, senza la preoccupazione di dover stare al passo a livello hardware con il resto del mondo.

Qual è quindi l’offerta di Google Stadia e GeForce Now, in questo momento? Mettendo da parte gli hardware “dedicati” (Chromecast Ultra e Shield TV), entrambi i servizi permettono di giocare sia tramite PC che tramite mobile. Google Stadia, però, è attualmente compatibile con un limitato numero di device mobile, mentre l’app di Now è disponibile sul Play Store per ogni smartphone con almeno 2 GB di RAM, OS Android 5.0 (L) e il supporto per OpenGL ES3.2 o superiore. Attualmente, quindi, Nvidia raggiunge un pubblico più ampio.

GeForce Now, recensione

Parliamo però di quella che è la vera esperienza d’utilizzo. GeForce Now richiede di fare il download del client dedicato, fare l’istallazione e successivamente richiede di trovare il gioco che si vuole utilizzare tramite una funzione di ricerca (non esiste un catalogo ufficiale completo, si deve controllare gioco per gioco). Confermato che il videogame è supportato dalla piattaforma, lo si deve acquistare nel giusto store esterno, il quale richiede un account dedicato. Fatto ciò, si avvia GeForce, si sceglie il gioco e si aggiunge alla libreria la giusta versione, si avvia lo streaming, si salta la coda (se si è abbonati, altrimenti ci sono svariati minuti di attesa, a seconda del numero di persone), si accede ogni singola volta con il giusto account (di cui dovete ricordare i dati), si inserisce un altro codice se si ha attivato l’autenticazione a più fattori (ormai fondamentale, per evitare rischi) visto che l’account considera “sospetto” l’accesso da una piattaforma esterna e, infine, ci si ritrova nel gioco. Gioco che, forse, come nel caso di Assassin’s Creed Odyssey Uplay, non permette di scegliere il parlato italiano poiché i doppiaggi non inglesi sono file esterni da scaricare e GeForce Now non permette di scaricarli sul cloud perché, come già detto, il gioco è solo supportato, non realmente pubblicato sul servizio Nvidia.

Se vi domandate perché vi abbiamo tediato con questa infinita e illeggibile sequela di passaggi, è presto detto: GeForce Now non è una piattaforma comoda. Certo, se siete videogiocatori con vari anni sulle spalle e avete giocato su PC più di una volta, non troverete complesso fare tutto ciò che Nvidia richiede, ma un videogiocatore in erba, che magari è lontano da questo mondo da uno o due generazioni (ovvero da anche una decina di anni) si ritroverà con un bel mal di testa prima di poter effettivamente avviare il gioco che vuole giocare, magari per giusto un mezz’ora prima di andare a rimboccare le coperte ai bambini e mettersi a propria volta a letto.

Dall’altra parte abbiamo invece Google Stadia che richiede di digitare “stadia.com” sul browser (Google Chrome o Edge Cromium), accedere con l’account (solo la prima volta), fare un click su Negozio, scorrere attraverso il migliorabile ma adeguato store di Stadia, fare un secondo click sul titolo scelto in un elenco completo e ordinato, fare un terzo click su “Acquista” e avviare subito il titolo, senza fare altro. Vedete? Tre click, 10 caratteri digitati, 120 secondi di tempo prima dell’effettivo accesso al gioco.

A onor del vero, se si desidera giocare da Chromecast Ultra è necessario eseguire qualche passaggio aggiuntivo per connettere il Controller alla rete Wireless di casa: si tratta però di poche mosse indicate chiaramente dall’App ufficiale, da eseguire solo al primo avvio. Nel complesso, quindi, Google Stadia è estremamente più accessibile; è fondamentalmente quella che un tempo era l’esperienza console (e quella che Sony e Microsoft stanno parzialmente promettendo con PS5 e Xbox Series X): preso in mano il controller, si avvia la macchina da gioco/servizio e si è nel videogame, senza doversi preoccupare di istallazioni, account o problemi di compatibilità.

Aggiungiamo inoltre che, per ora, l’interfaccia di Google Stadia è esteticamente più godibile, per quanto semplice e limitata nelle opzioni: non c’è infatti una funzione di ricerca per lo store o di catalogazione dei giochi per la propria libreria; considerando il basso numero di videogame disponibili non è un problema, ma di certo Google dovrà fare un aggiornamento.

GeForce Now manca, come già detto, di un catalogo completo e non permette nemmeno di aggiungere in modo automatico tutti i giochi supportati e già presenti sugli altri nostri client. Anche le statistiche di quei giochi e una parte delle informazioni ad essi legati sono disponibili unicamente sul client d’origine.

In termini di accessibilità, però, il vero limite di Now Gratis è la sessione da 60 minuti. Se si gioca in un orario durante il quale non vi è coda, si riaccede in un minuto, ma in caso contrario dover attendere anche “solo” 15-20 minuti ogni ora di gioco è scomodo per ogni tipo di videogiocatore.

Prestazioni

Superate le potenziali problematica di accesso al gioco, però, solo una cosa rimane: risoluzione, frame rate, v-sync, HDR e ray tracing. In altre parole, ciò che conta è la qualità visiva del nostro videogame e le prestazioni. Come esempio useremo il già citato Assassins’ Creed Odyssey. Il titolo di Ubisoft è stato al centro di un nostro approfondimento in versione Google Stadia in passato ed eviteremo di ripetere per filo e per segno tutto quello che abbiamo già indicato. In poche parole, Odyssey su Stadia è un’esperienza molto simile a Xbox One X, giusto qualche passo indietro. Se preferite un confronto con la versione PC, parliamo di un mix tra le impostazioni Alte e quelle Medie, con un frame rate discretamente stabile intorno ai 60 FPS quando si gioca in modalità equilibrata. Alle impostazioni massime, punta al 4K 30 FPS, anch’essi sufficientemente regolari. Google Stadia è un’esperienza console e non permette di gestire le impostazioni, se non la regolazione dell’HDR.

Su GeForce Now, invece, è in tutto per tutto la versione PC. Questo significa poter regolare a proprio piacimento le impostazioni. Ovviamente l’obbiettivo è puntare su Massimo, con un frame rate bloccato a 60 FPS, così da limitare il più possibile cali di frame: potete vedere il rendimento del gioco, tramite i grafici interni di Odyssey, nell’immagine qui sotto.

Assassin's Creed Odyssey GeForce Now

In termini visivi, quindi, GeForce Now permette un’esperienza superiore e l’occhio allenato noterà le differenze. Il giocatore casual, invece, può godersi entrambe le esperienze senza soffrire dei piccoli limiti della versione Stadia. Prendiamo però in esame titoli tecnicamente più avanzati, come Metro Exodus, anch’esso oggetto di una nostra precedente analisi in versione Stadia. L’opera di 4A Games propone in versione GeForce Now effetti di tassellation e ray tracing che sono completamente assenti dalla versione Stadia. A questo si aggiunge la possibilità di giocarlo in modalità Competitiva (120 FPS, 720p) che abbassa la latenza. Secondo dati già disponibili in rete, inoltre, Exodus su Now propone una latenza 20-30 ms inferiore rispetto a Stadia in ogni modalità. Risultati simili sono stati ottenuti anche da Destiny 2. Ovviamente giocando in locale su PC l’input lag è più basso, ma ora come ora la proposta di Nvidia si difende molto meglio di quanto si prevedeva fino a uno o due anni fa.

Senza perderci in ulteriori numeri, la “risposta” è semplice: la versione a pagamento di GeForce Now dà accesso a un’esperienza videoludica superiore, paragonabile a quella PC sotto quasi ogni punto di vista, mentre Google Stadia, pur supportando il 4K, è in pratica una console midgen (ovvero PS4 Pro e Xbox Series X). Questo, perlomeno, all’atto pratico con i giochi per ora disponibili. Il vero banco di prova, infatti, sarà con le grandi opere del 2020 che arriveranno sul mercato con la versione Google Stadia già in mente. L’impressione generale, infatti, è che il catalogo di Stadia sia perlopiù un insieme di porting affrettati che non sfruttano l’effettiva potenza del servizio.

In termini prestazionali, in breve, la proposta di Nvidia è già una certezza, mentre la piattaforma di Google deve ancora dimostrare di poter competere con la concorrenza (anche quella non cloud, l’arrivo della next gen non è poi così distante e la mancanza del ray tracing fra un anno potrebbe farsi sentire).

Conclusioni

Google Stadia e GeForce Now sono due servizi con un approccio nettamente diverso. Per quanto più limitata, la proposta di Google dà accesso a una piattaforma accessibile, che in pochi click ci manda subito in-game. L’obbiettivo a lungo termine è sopratutto quello di potersi avvicinare anche ai videogiocatori più casual con un servizio comodo. Nvidia, invece, ragiona come un giocatore PC, hardcore, che già possiede giochi e account esterni, e non si ferma di fronte alla necessità di “smanettare” un po’ con la tastiera.

Il grande limite di Stadia è che per ora obbliga a un’investimento iniziale per un hardware dedicato e un codice di accesso, tutto il contrario di quello che dovrebbe rapprentare il cloud game streaming. Catalogo inferiore in termini puramente quantitativi e costo del singolo gioco superiore sono un altro problema che però avrà scarsa rilevanza per chi non fa conto di acquistare molteplici titoli o per chi vuole semplicemente lanciarsi su quanto incluso nel catalogo giochi Pro (che al momento della scrittura propone ben 7 giochi di vario genere).

La verità è che non si può dare un vero giudizioni definitivo, in quanto entrambe le piattaforme devono ancora evolversi: Google Stadia deve darci risposte sulla già promessa versione Gratis, mentre GeForce Now deve tranquillizzarci sulla stabilità del catalogo. Nessuno dei due servizi può ora sostituire il gaming tradizionale, ma può essere un valido punto d’accesso per chi è rimasto indietro e non se la sente di lanciarsi su nuovi hardware.

Presa coscenza della compatibilità hardware, dei costi e del catalogo, la vostra scelta dovrebbe basarsi attorno alla filofia dei due servizi. In questo istante, al videogiocatore medio consigliamo GeForce Now: le prestazioni dei giochi sono superiori e la possibilità di acquistare al miglior prezzo il videogioco scelto su uno degli store compatibili (o con i key seller di terze parti) controbilancia “l’obbligo” di abbonarsi alla versione a pagamento del servizio. Al giocatore da salotto, che non vuole preoccupazioni ed è interessato solo a una manciata di AAA come Red Dead Redemption 2, NBA 2K o Cyberpunk 2077, suggeriamo di tenere sotto controllo Google Stadia: se l’investimento iniziale non “spaventa”, si avrà tra le mani titoli adeguati anche se non perfetti; un’altra opzione è attendere ancora qualche mese e capire come si muoverà la società di Mountain View con l’accesso gratuito, se sono anni che non videogiocate e state pensando di ributtarvi nella mischia, l’attesa addizionale non farà grande differenza, sopratutto considerando che i grandi titoli in arrivo in primavera sono stati spostati all’autunno.