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Il videogioco che fa capire come funzionano le notizie false

Occuparsi di fare informazione online significa affrontare due grandi questioni: le notizie false e la filter bubble, o bolla di filtraggio.

Entrambe legate a doppio nodo ai social network, in un certo senso costituiscono le degenerazioni per eccellenza del loro strapotere. Se infatti la cosiddetta filter bubble nasce dal controllo esercitato sul flusso di informazione, che punta a mostrarci principalmente notizie in linea con le nostre idee, le fake news riuscirebbero a convincere Roberto Benigni  che la nostra costituzione, in merito alla libertà di parola, ha preso una cantonata pazzesca. 

fake it to make it

Per capire come funziona il malsano meccanismo che, ogni giorno, spinge sui social notizie inverosimili e spesso pericolose (per la loro capacità di influenzare addirittura l'opinione pubblica), arriva in nostro aiuto un videogioco tanto semplice quanto educativo.

Fake it to make it (in italiano suonerebbe più o meno "falla falsa e falla franca") è un titolo giocabile da browser e creato da Amanda Warner, che ci mette nei panni di autori di notizie false. Il trucco per vincere? Spararla più grossa possibile e cavalcare gli argomenti scottanti del momento. Un po' come avviene nella realtà.

Seguendo linee guida estremamente fedeli ai meccanismi autentici (attenzione alle parole chiave, agli interessi del pubblico, ai tag e dettagli tecnici come il SEO) ci viene illustrato con un minimalismo e una precisione singolarmente efficaci il nucleo fondante su cui si regge l'intero sistema delle fake news: le emozioni.

In diversi punti ci è infatti suggerito di puntare su notizie che ispirino paura, rabbia e compassione. Cagnolini, profughi e sordidi complotti industriali si rivelano il cocktail perfetto per mandare avanti la baracca. Letteralmente: sulle notizie false ci si fanno i soldi veri e il gioco è piuttosto esplicito a riguardo.

Fake it to make it è qualcosa di più di un semplice scacciapensieri. È la serratura per un mondo sempre più ingombrante e sempre più difficile da ignorare, che conviene conoscere al più presto.