Intervista

Intervista agli sviluppatori di World of Warships

In occasione dell’uscita delle nuove navi italiane su World of Warships, abbiamo avuto modo di intervistare due “addetti ai lavori” all’interno della grande famiglia di Wargaming.net. Si tratta di Jacopo Bartolomei (Italian Community Manager) e Rajeev Girdhar (Regional Publishing Director europeo). Come si evince dalle qualifiche degli intervistati, parliamo di mansioni diverse tra loro, ma egualmente importanti per comprendere il grande lavoro che si cela dietro un titolo massive multiplayer come World of Warships.

Le nuove navi italiane

Prima di passare all’intervista vera e propria, è bene dare qualche informazione sul gioco e sulle novità introdotte nell’ultimo aggiornamento. Il titolo è un multiplayer di massa online dedicato alle battaglie navali, con un focus storico che va dai primi del 1900 agli anni 50 dello stesso secolo. Particolarmente interessante risulta essere il lavoro storico di ricostruzione e di riproduzione dei natanti, tutti realmente esistiti e fedelmente trasposti su schermo. Ovviamente il gioco necessita di alcune approssimazioni, fondamentali per permetterne una fruizione ad ampio raggio e capace di divertire, ma senza scadere nel banale o nel semplicistico.

Per quanto riguarda il recente aggiornamento, tutto italiano, sono state introdotte le seguenti corazzate:

  • Dante Alighieri (Tier IV), la prima corazzata italiana entrata in servizio nel 1913
  • Conte di Cavour (Tier V), corazzata entrata in servizio nel 1915 e che ha partecipato sia alla Prima che alla Seconda Guerra Mondiale
  • Andrea Doria (Tier VI), un’evoluzione della Conte di Cavour entrata in servizio nel 1916 e rivisitata nel 1930, con il miglioramento della protezione anti-siluro, della velocità e dell’armamento
  • Francesco Caracciolo (Tier VII), ricreata in World of Warships sulla base della prima corazzata della Regia Marina, commissionata durante la Prima Guerra Mondiale
  • Vittorio Veneto (Tier VIII), entra in servizio nel 1940 e rappresenta la nuova generazione di navi da guerra italiane durante la Seconda Guerra Mondiale
  • Lepanto (Tier IX), versione rivisitata e migliorata della Vittorio Veneto, con le armi ora posizionate su torrette quadruple

Intervista a Jacopo Bartolomei e Rajeev Girdhar

Per la felicità di tutta la community italiana, il prossimo aggiornamento di World of Warships riguarderà l’immissione di numerose navi tricolore. Potete svelarci qualche dettaglio circa le features più intriganti della corazzata più potente (la Lepanto, tier IX)? 

Jacopo Bartolomei: Direi l’armatura, che permette alla nave di essere molto resistente (è difficile raggiungere la cittadella di Lepanto), abbinata allo Scarico Fumogeno: un invisibile, indistruttibile carro armato marino!

Uno dei compiti più affascinanti (e più complessi) del gioco è indubbiamente quello della ricerca storica e della sua trasposizione su schermo. Qual è il modus della vostra attività di ricerca e a che tipo di fonti avete attinto per la ricostruzione delle nuove navi italiane? 

Rajeev Girdhar: Per prima cosa dobbiamo condurre una ricerca approfondita per ottenere tutte le informazioni disponibili. Dal visitare archivi storici in tutto il mondo al ricercare fotografie, video, note del designer, progetti e qualsiasi altro dato utile, cerchiamo di mettere tutti insieme per ricreare la nave nel modo più dettagliato possibile.

Qual è il criterio con il quale vengono scelte le nuove navi da introdurre nei diversi aggiornamenti del gioco? 

Jacopo Bartolomei: Per prendere questa decisione teniamo in considerazione vari elementi a partire dalla rilevanza storica, dall’interesse dei giocatori, dai dati disponibili e come farle funzionare con il resto dei contenuti di gioco.

La riproduzione estetica delle navi è uno dei punti forti di World of Warships. Come funziona il processo di ricostruzione e design delle imbarcazioni, in particolare di quelle più vecchie (e quindi sprovviste di grande materiale fotografico) come la nuova Dante Alighieri (1913, Tier IV)? 

Rajeev Girdhar: In realtà, nonostante Dante Alighieri fosse una vecchia nave, avevamo tutte le informazioni, tra cui le foto, e alcune di esse sono addirittura disponibili per il pubblico. Ci sono sicuramente navi con poco materiale fotografico, in questi casi basiamo il nostro lavoro su tutte le informazioni che abbiamo a disposizione: conosciamo la velocità? La dimensione? La quantità di cannoni o siluri che trasportava? Quindi esaminiamo i parametri già impostati per una particolare nazione ed epoca e li combiniamo con le nostre esigenze di game design. Talvolta sono presenti navi analoghe su cui proviamo a basare alcuni dei nostri progetti.

Vale la pena dire che abbiamo un intero dipartimento di dipendenti con formazione specializzata nella costruzione navale. Conoscono i dettagli della progettazione di navi reali e ci supportano nella ricostruzione di ogni modello, soprattutto quando le informazioni scarseggiano.

Alla fedeltà storica World of Warships affianca la necessità di mantenere un’esperienza di gioco bilanciata e omogenea. In che modo vengono studiati i parametri delle diverse navi e soprattutto quali sono i principi con i quali si riescono a far coesistere navi dei primi del 900 con imbarcazioni più moderne? 

Jacopo Bartolomei: In World of Warships ci sono le navi da guerra storiche più significative a partire dal 1900 fino agli anni ’50. La differenza nello sviluppo tecnologico in quel periodo di tempo si riflette nelle differenze tra i 10 tier differenti nel gioco. Tuttavia, dobbiamo far sì che ogni nave sia competitiva all’interno del suo tier. Ogni nave ha i propri vantaggi contro le altre, alcune si abbinano meglio, risultando più efficaci in battaglia, e infine ogni nave deve essere divertente da giocare e offrire un’esperienza di gameplay unica. Come vedi ci sono un bel po’ di fattori che dobbiamo tenere a mente prima che la nave sia pronta per il lancio. Si può dire che il bilanciamento delle caratteristiche di ogni nave sia una forma d’arte in sé.

Passando ad argomenti di più ampio respiro, il 2020 è stato un anno difficile e particolare, che però ha visto un fisiologico aumento del gioco online. Quanto ha impattato la pandemia sui numeri di gioco di World of Warships? 

Rajeev Girdhar: Il 2020 è stato un anno impegnativo per l’intero settore, ma possiamo affermare con orgoglio di aver affrontato le sfide a testa alta: abbiamo spostato la maggior parte dei dipendenti in smartworking, semplificato i flussi di lavoro e adottato tutte le misure di sicurezza necessarie per i dipendenti in ufficio. Di conseguenza, siamo riusciti a rilasciare tutti gli update pianificati in tempo e abbiamo raggiunto i nostri KPI. Crediamo inoltre di aver fornito intrattenimento online di qualità durante la pandemia, che è il nostro umile contributo per aiutare il mondo a superare tutti questi momenti difficili.