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Mafia 3, giocatore vittima di civili e poliziotti razzisti

Mafia 3 è ambientato nella città di New Bordeaux, controparte videoludica di New Orleans, alla fine degli anni '60. Proprio per questo, e per il semplice fatto di essere nero, il protagonista Lincoln Clay sarà trattato come un criminale se si trova in aree destinate ai soli bianchi. È una scelta forte, ma in grado di sottolineare il difficile periodo di segregazione razziale che perdurò per decenni nel sud degli Stati Uniti.

Mafia III

Lincoln Clay è un orfano e veterano della guerra in Vietnam, eppure i propri concittadini lo trattano sempre come un abitante di serie B. Per questo, oltre a doversi guardare le spalle dalla mafia italiana che cerca di ucciderlo, il protagonista dovrà fare attenzione a dove mette letteralmente i piedi.

Haden Blackman, boss di Hangar 13 e direttore creativo del gioco, ha spiegato che molte aree della città sono vietate alle persone di colore. Per questo, quando il giocatore sconfina dove la propria presenza non è concessa, i civili reagiscono e arrivano perfino a chiamare la polizia.

Mafia 3

Tale scelta di gameplay si sposa bene con l'epoca e l'ambientazione di Mafia III, inoltre secondo Blackman – mai cognome fu più azzeccato – in questo modo i giocatori possono riflettere sul razzismo tanto in voga in quegli stati degli USA rimasti per decenni fin troppo sudisti.

Cosa ne pensate, si tratta di una scelta coraggiosa oppure non potersi muovere liberamente per New Bordeaux alla fine annoierà il giocatore?

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