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PlayStation 4

Man of Medan non vi deluderà, parola del Game Director

Abbiamo intervistato ad Amburgo il Game Director di Mad of Medan e di Supermassive, Tom Heaton che ci ha raccontato molte cose sul nuovo progetto.

Nelle scorse ore vi abbiamo raccontato diverse novità legate a Man of Medan, nuova produzione di Supermassive Games che dopo il riuscito e acclamato Until Dawn, tornano a raccontare l’horror sotto forma di videogioco prettamente narrativo. Nel corso dell’evento d’anteprima tenutosi ad Amburgo, non sono  mancate le sorprese, prima fra tutte la questione legata al multiplayer. Man of Medan, infatti, avrà una componente multigiocatore, declinata in due modalità: una classica, online (a due giocatori), l’altra in locale, che potrà osptitare fino a cinque partecipanti.

Di questo e molto altro vi abbiamo parlato nel nostro articolo dedicato, in questa sede invece vogliamo condividere con voi l’interessante chiacchierata fatta con Tom Heaton, Game Director del gioco, il quale oltre ad essersi dimostrato molto disponibile ed entusiasta, ha risposto alle nostre domande rivelandoci interessanti dettagli e dietro le quinte del lavoro di Supermassive Games. Queste interviste, inoltre, sono molto utili per cercare di capire da vicino come i team si approcciano al processo creativo, fase tanto cara sia a noi che a loro. Godiamoci quindi la chiacchierata con chi Man of Medan l’ha prima pensato poi plasmato.

Intervista a Tom Heaton

Game Division: Partiamo dalla grande novità, il multiplayer. Come siete arrivati a questa scelta e come pensate che possa dare una marcia in più al gioco?

Tom Heaton: Beh, ad essere sinceri, lo abbiamo pensato sin dall’inizio. I grandi film horror s’impreziosiscono quando sono condivisi con amici, sul divano, vivendo assieme la tensione della storia e del momento. Per i nostri giochi siamo certi valga lo stesso principio, tra l’altro avendo a disposizione anche l’infrastruttura online. Diciamo che la movie night è un approccio classico, una visione condivisa. Giocare con un amico online invece vi permetterà di vivere l’avventura in modo differente e molto interattivo. Non vediamo l’ora di scorprire verso quali strade s’incammineranno i giocatori.

GD: Con Until Dawn avete fatto un ottimo lavoro. Come e in cosa pensate sia migliore Man of Medan? Qualità della storia, struttura?

TH: Con Until Dawn ci siamo divertiti molto, e sono felice ti sia piaciuto. Man of Medan è diverso, più ristretto in termini di durata e per questo più incisivo e diretto. Non per questo però sarà limitato, al contrario il diagramma di scelte è enorme e, per darti un dato, ci sono 69 morti differenti. Sono tante per un gioco di 5/6 ore, questo vuol dire che le diramazioni sono molteplici. Tieni presente che qualsiasi personaggio può morire, ne conseguono interpretazioni e sviluppi della storia uniche e sempre differenti.

GD: A proposito del racconto in senso stretto. Una parte di community si lamentò per Until Dawn, in riferimento ai molti jump scare e poco thriller. Cosa puoi dirci di Man of Medan in merito a questo?

TH: Come dicevo prima, il gioco è più corto e questo ci ha dato la possibilità di concentrare il cuore del racconto, senza dover ricorrere a troppi mezzi per mantenere il giocatore attivo e partecipe. I jump scare servono principalmente per dirti “hey amico, non ti rilassare neanche per un secondo!”, è logico quindi che in una storia lunga, ce ne saranno di più. Man of Medan avrà anche soluzioni diverse, vedrete.

GD: Da appassionato di cinema, ho notato con grande piacere una cura quasi manicale delle inquadrature, delle transizioni e più in generale della qualità delle ambienti. Il passo avanti rispetto ad Until Dawn è evidente. Come avete lavorato su questi aspetti?

TH: Beh, grazie per aver notato questi particolari. Il fatto che tu sia appassionato di cinema sicuramente ti permetterà di godere a pieno dell’esperienza. Abbiamo fatto molta ricerca su come rendere al meglio le emozioni che vogliamo veicolare con Man of Medan. Mistero, fascino, tensione… le inquadrature lavorano proprio in questo senso, e l’approccio vicino al cinema di genere è fondamentale. In più tutto il sistema d’illuminazione contribuisce a creare quel vedo non vedo sempre intrigante. Ci siamo trovati bene con il motore di gioco, anche per lavorare sulle ambientazioni.

GD: A proposito del motore. Parliamo di Unreal Engine 4, come mai lo avete scelto? Come vi siete trovati?

TH: Molto bene, ci siamo trovati molto bene. Per sviluppare per più piattaforme, l’Engine 4 è perfetto. In più il motion capture degli attori ci ha aiutato, e siamo molto soddisfatti del risultato finale.

GD: Ultima domanda. Sappiamo che questo è il primo di una serie di avventure antologiche basate su leggende popolari. Come mai siete partiti proprio da questa e non invece da qualcosa di più conosciuto e, se vogliamo, mediatico.

TH: è stata una scelta ben precisa. Con Man of Medan iniziamo un percorso che riserverà molte sorprese, e vogliamo tenerci i piatti forti per il prossimo futuro. Ad ogni modo, questo primo “capitolo” ha molto da offrire, e vi assicuriamo che non rimarrete delusi. Non vediamo l’ora che sia nelle mani di tutti i giocatori!

Insomma, la breve chiacchiere con Heaton è stata interessante. Supermassive è un team convinto e sicuramente capace. Man of Medan rispecchia queste virtù, e in attesa di avere fra le mani la versione completa, possiamo dirvi -e ribadirvi- che il prodotto è di qualità.

Man of Medan uscirà il 30 agosto per PS4, Xbox One e PC.

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