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Marvel’s Avengers, lo abbiamo visto in azione per un’ora ad E3 2019

Durante l'E3 2019 abbiamo visto in anteprima il nuovo Marvel Avengers di Square-enix, ecco le nostre impressioni.

Dopo tanta attesa, il nuovo progetto Avengers di Square Enix dedicato ai Vendicatori Marvel si è presentato al mondo. In sviluppo da 7 anni, il titolo ha finalmente mostrato la sua natura nel corso della conferenza del publisher, arrivando alla fine con una parentesi piuttosto corposa. Siamo di fronte ad un action single player e/o cooperativo, con un approccio narrativo e cinematografico, infarcito da una modalità online della quale però, ad oggi, sappiamo ben poco.

Queste informazioni sono state condivise nel corso della conferenza e ci sono state ribadite durante il nostro appuntamento a porte chiuse, momento nel quale abbiamo visto in azione il gioco per quasi un’ora. In buona sostanza, la demo mostrava il gameplay del prologo del trailer proposto in conferenza, con i Vendicatori intenti a sventare una minaccia che potrebbe uccidere migliaia di persone. La missione fallisce, e la storia cambierà per sempre.

Ecco quindi le nostre impressioni, che siamo molto felici di condividere con voi, in quanto il progetto ha destato sin da subito grande interesse e per questo andava necessariamente raccontato e spiegato.

Vendicatori Uniti!

Togliamoci subito il dente: il gioco non regge il paragone con i film, e avere ancora sotto gli occhi lo strabordante Endgame non aiuta. Come è stato per Spider-Man, l’esclusiva PS4, anche in questo Marvel supporta il progetto ma non concede i diritti degli autori, vuoi per il costo, vuoi per accordi che ignoriamo. Il risultato è che le software house devono reinterpretare aspetto e look dei personaggi, e se per Spidey il risultato è eccellente, qui la storia è un po’ diversa.

Sarà per “colpa” appunto del MCU, ma il primo impatto con i Vendicatori di Square è stato pessimo. La sensazione era quella di trovarsi di fronte a qualcosa di raffazzonato, ma è bene specificare che l’errore è nostro. Avere pregiudizi o preconcetti spesso vuol dire cadere in questi “tranelli”. In poche parole: se -come dovrebbe essere- non paragoniamo il film al videogioco, il risultato ha un altro sapore: i personaggi non saranno gli attori “originali”, ma sono comunque ben caratterizzati, e probabilmente sarà solo questione d’abitudine.

Detto questo, come specificato in apertura, la porzione di gameplay che abbiamo visto era esattamente il prologo, che mostrava quindi gli Avengers impegnati a sconfiggere Taskmaster, portare di una bomba capace potenzialmente di uccidere molte persone.

La demo si sviluppa in modo semplice: prendiamo controllo di un Avenger alla volta, una dopo l’altro. Immaginate per un secondo di pensare al concept di un gioco immaginario appunto legato agli eroi Marvel. Chiudete gli occhi, riapriteli: quel gioco esiste, e questo può essere un bene ma anche un male.

Un bene perché si percepisce del carattere, una storia interessante e una rappresentazione dei personaggi fedele, dalle animazioni corporali fino alle fasi di combattimento.

Un male perché Marvel’s Avengers sembra non inventare nulla, ma proprio niente. Ogni eroe ha le sue abilità uniche, c’è una storia de seguire, un cattivo da sconfiggere ecc. Il pepe può essere dato dalla parte cooperativa e dell’online, che però non abbiamo visto.

Non sarà open world, ma bensì a capitoli, con una storyline da seguire all’interno della quale controlleremo un po’ quest’eroe un po’ quell’altro. A livello di gameplay, ogni Avenger dovrebbe avere tre abilità, di cui una “super” che però non abbiamo visto. Lo ripetiamo: le movenze e gli attacchi di ognuno sono perfettamente riconoscibili e accattivanti, anche se c’è ancora qualche problema d fisica e collisioni.

Insomma, lo avrete capito: Marvel’s Avengers sembra essere un gioco “giusto“, senza lode e senza infamia. Questo deve essere necessariamente considerato come un difetto? Certo che no, ma chi si aspettava qualcosa di sensazionale potrebbe rimanerne deluso.

L’uscita è prevista per maggio 2020,  e ci sarà occasione per rivederlo e magari provarlo, nel frattempo, però, le sensazioni sono piuttosto tiepide.