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PlayStation 4

MediEvil e Sir Daniel Fortesque: il ritorno di un improbabile eroe

Con l'uscita del trailer dedicato al remake di MediEvil, ripercorriamo il mito di Sir Daniel Fortesque, eroe maldestro e inedito che è riuscito a trovare il suo posto nel salone degli eroi videoludici nel 1998. Vent'anni dopo, è pronto a riprenderselo su PlayStation 4.

La tradizione vuole che il 31 ottobre, la notte della vigilia di Ognissanti, gli spiriti si risveglino e ripopolino la Terra. È un po’ lo stesso destino toccato a Sir Daniel Fortesque, l’eroico scheletro di MediEvil.
In occasione del trailer rilasciato da Sony sul remake in arrivo nel 2019 su PlayStation 4, vogliamo rendere omaggio all’ossuta icona Sony.
Non faremo propriamente una retrospettiva, ma andremo a comprendere i perché del successo di un assurdo combattente come Sir Daniel in un salone degli eroi videoludici vasto e tremendamente spietato.

Il Pantheon degli Dei virtuali nel 1998

Prima però di addentrarci nel macabro mondo di Gallowmere, occorre puntualizzare il contesto: siamo agli inizi degli anni Novanta, esattamente nel 1995, quando Chris Sorrell, un giovane dai lunghi capelli, inizia a partorire l’idea di Dead Man Dan. Nella piccola Millenium Interactive si iniziano a fare i primi schizzi e a buttar giù le bozze iniziali. Il progetto è inizialmente rivolto a SEGA, per poi – quasi inaspettatamente – passare alla nuova e promettente console Sony. E così, nel 1998, con il piccolo studio inglese tramutato in SCE Cambridge Studio, MediEvil approda su PlayStation.
La risposta di pubblico e critica è tremendamente positiva, tanto che il gioco entra in seguito a far parte della serie platinum, grazie alle 400 mila copie vendute.

Il risultato è sorprendente, non perché MediEvil non lo meriti, ma perché per il mercato PlayStation del 1998, Sir Daniel Fortesque è un eroe inedito, che a primo acchito non sarebbe riuscito a scalfire le icone già assodate, o i nuovi eroi di stampo più maturo e accattivante: ricordate che è il tempo del terzo capitolo di Crash Bandicoot, oramai divenuta mascotte ufficiale della scatoletta grigia, già in combutta col nuovo arrivato, Spyro the Dragon. Accanto ai protagonisti scanzonati rivolti ai più piccini, vi sono Snake di Metal Gear Solid, Leon e Claire di Resident Evil 2, Lara di Tomb Raider III. Insomma, i giovani giocatori possono vestire i panni di eroi senza macchia e senza paura, molto spesso irriverenti e sicuri delle loro capacità.

Sir Daniel Fortesque è invece un falso eroe, divenuto leggenda per errore. Una persona meschina, che ha vissuto di agi grazie a una nomea non attendibile, a tal punto da arrivare ad essere braccio destro del sovrano di Gallowmere.
Con la guerra del 1286, inaugurata dal potente stregone Zarok, Sir Dan muore a causa di una freccia nell’occhio, appena dopo l’inizio dell’assalto contro l’esercito nemico. Tuttavia la leggenda lo dipinge come colui che ha guidato l’armata del re alla vittoria, sacrificando la sua stessa vita in battaglia. Il suo corpo viene rinchiuso in una sontuosa cripta, sul cui cancello campeggia il suo cognome.

Un secolo dopo, Zarok è pronto ad attuare la sua vendetta: tramite un potente incantesimo tramuta gli abitanti della cittadina in mostri e risveglia i morti, tra cui, inconsapevolmente, anche Sir Daniel.
Ancora una volta, tramite l’errore beffardo del destino, il cavaliere si ritrova a dover fronteggiare Zarok. In questa occasione però – forse per le parole denigratorie della testa di gargoyle rivoltegli al suo risveglio, o forse per amor proprio – Sir Daniel è pronto a dare tutto sé stesso per redimersi e divenire una vera leggenda.

L’ora del riscatto

Inizia dunque la scalata verso la redenzione, lungo ventitré livelli che mostrano il lato spettrale di Gallowmere.
In realtà, parlare di livelli in MediEvil è riduttivo: Jason Wilson, lead designer del gioco, racconta che uno degli obiettivi del team era sin dall’inizio quello di sfruttare l’animazione 3D, per dare al giocatore l’idea di ambientazione aperta, e non divisa in sezioni lineari da terminare una dopo l’altra. Ecco perché una volta giunti al cimitero, appena superato il tutorial nella cripta, la sensazione che noi giocatori proviamo è quello di un mondo esplorabile, con i suoi segreti da scovare, i suoi passaggi nascosti, le sue vie secondarie.
Le aree di gioco vaste, costellate da miriadi di nemici che imperterriti camminano, volano o saltano verso di noi, enfatizzano la sensazione di essere un povero scheletro contro tutti, pronto a sfruttare al massimo la seconda occasione datagli dalla sorte.

Quanto detto sinora, potrebbe far sembrare MediEvil un titolo intriso di solennità ed epicità. Sapete invece che lo stile che caratterizza il titolo è tutt’altro che profondo e punta tanto all’ironia. E qui ritorniamo al carattere particolare di Sir Daniel, un cavaliere che opera in un ambiente poco adatto ai bambini – tanto che in molti all’epoca, da piccini, non giocarono al titolo perché faceva paura – ma con un modo di fare goffo e maldestro. Ciò è enfatizzato dal suo design che lo vede privo di mandibola, e dunque incapace di articolare una frase comprensibile. Un aspetto messo ben in evidenza dal lessico raffinato – anche se al giorno d’oggi potrebbe apparire buffo – degli altri personaggi, tra eroi del passato, entità di pietra e lo stesso Zarok.
Anche le forme e i colori delle ambientazioni, dei protagonisti, dei mostri, rimandano al passato: è evidente il riferimento a Nightmare Before Christmas di Tim Burton, sempre citato dagli sviluppatori, ma anche ai film horror degli anni Cinquanta e alle strip fumettistiche del passato. Il tutto condito da una magistrale colonna sonora realizzata da Paul Arnold e Andrew Barnabas.

MediEvil è un miscuglio che fonde macabro e ironia da cui nasce un protagonista che, senza saperlo, rimanda ai protagonisti odierni, sempre più lontani dal concetto di invincibilità e più vicini alla realtà umana. Sir Daniel Fortesque è uno che ha vissuto di rendita in vita, ma che dopo la morte è pronto a ottenere la sua personale vittoria che lo renderà immortale nel sacro salone degli eroi videoludici.
Non ci resta che attendere il 2019 per ritornare nei suoi panni, o meglio nelle sue ossa, e goderci il viaggio lungo la redenzione, ancora una volta.