Peter Molyneux, il visionario creatore di Fable, ha 66 anni e sta lavorando al suo ultimo videogioco con un'intensità emotiva che raramente si vede nell'industria dell'intrattenimento digitale. Durante un'intervista approfondita con la rivista Edge, lo sviluppatore britannico non è riuscito a trattenere le lacrime parlando di Masters of Albion, il titolo annunciato poco più di un anno fa che rappresenta per lui molto più di un semplice progetto professionale. Si tratta, nelle sue stesse parole, di un gioco di redenzione, l'ultima possibilità per fare pace con decenni di promesse non mantenute e aspettative tradite.
La carriera di Molyneux è costellata di titoli che hanno segnato la storia dei videogiochi, da Dungeon Keeper a Black & White, passando per la celebre serie Fable. Eppure, proprio questa eredità porta con sé un peso considerevole: quello delle aspettative eccessive che lo sviluppatore stesso ha contribuito a creare attraverso dichiarazioni entusiastiche e anticipazioni che spesso non trovavano poi riscontro nel prodotto finale. Oggi, con la maturità dei suoi 66 anni, Molyneux riconosce apertamente questi errori del passato.
"Ammetto ora di aver fatto troppe promesse e di aver detto cose che non avrei dovuto dire", ha confessato durante l'intervista. Ma aggiunge una precisazione importante: queste esagerazioni non nascevano da malafede, bensì dalla convinzione che fosse la cosa giusta da fare in quel momento. È un'ammissione di responsabilità che arriva dopo anni di critiche e delusioni da parte dei fan.
Masters of Albion diventa quindi il gioco della verità per Molyneux, un'ultima chance per dimostrare che le sue visioni creative possono effettivamente tradursi in realtà ludica. "Ho messo tutte le mie fiches sul tavolo", ha dichiarato lo sviluppatore, utilizzando una metafora che rende perfettamente l'idea della posta in gioco. L'energia vitale necessaria per portare avanti progetti di questa portata non è infinita, e Molyneux è consapevole che questa sarà la sua ultima battaglia creativa.
L'emotività con cui parla del progetto è palpabile. Secondo quanto riportato da VGC, durante l'intervista lo sviluppatore si è commosso visibilmente, un momento di vulnerabilità raro per chi ha trascorso decenni sotto i riflettori dell'industria videoludica. "Non so se funzionerà. Questo gioco è così importante per me, perché in una certa misura riguarda la redenzione", ha affermato con voce rotta dall'emozione.
Il progetto è attualmente in sviluppo presso un team ridotto e le piattaforme previste includono PC e console. La strategia di lancio prevede inizialmente un periodo di accesso anticipato su PC, una scelta che dovrebbe permettere al team di raccogliere feedback e perfezionare l'esperienza di gioco prima dell'uscita definitiva. Originariamente programmato per quest'anno, l'accesso anticipato sembra ormai destinato a slittare, dato che novembre è alle porte e non ci sono ancora annunci ufficiali sulla data di uscita.
Resta da vedere se Masters of Albion riuscirà a mantenere le promesse che, stavolta, Molyneux sembra formulare con maggiore cautela e consapevolezza. L'industria videoludica osserva con interesse questo progetto, non solo per il valore intrinseco del gioco, ma anche per il significato simbolico che rappresenta: la possibilità di chiudere una carriera straordinaria con un'opera che finalmente corrisponda alla visione originale del suo creatore.