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Professione Videogioco: Luca Nemolato, il concept artist “da Oscar” che si ispira alla natura

Il dibattito sul rapporto fra videogioco e arte è sempre aperto e ancora molto discusso (e insidioso). Non essendo questa la sede per approfondire la questione, una cosa possiamo però dirla senza paura di essere smentiti: tra le tante figure che concorrono allo sviluppo di un videogioco ci sono anche artisti, nel senso più “puro” e stretto del termine. Uno di questi è il 28enne concept artist napoletano Luca Nemolato, da oltre 8 anni a Los Angeles.

Tanto per dare un’idea sulla caratura del personaggio, è suo la mano che ha contribuito a creare l’uomo anfibio del film quattro premi Oscar “La forma dell’acqua” di Guillermo del Toro. Ma il suo impegno artistico ha spesso sconfinato, appunto, anche nell’industry del videogame.

A Los Angeles per imparare i segreti del design

“Sono sempre stato appassionato di arte, scultura, pittura e disegno – racconta Nemolato –. Riempivano le mie giornate praticamente da sempre. Questi interessi però andavano di pari passo con l’interesse per lo storytelling: amavo leggere di storie e personaggi sia da libri che da fumetti e così usavo la mia immaginazione e la mia arte per raccontare le mie storie.

Quando ero grande abbastanza poi ho scoperto i videogiochi, che erano la perfetta unione di storie e arte, quindi mi hanno catturato da subito. La possibilità di essere parte della storia, di interagire e non essere solo uno spettatore è quello che mi attirava di più di questo media”.

Passaggio d’obbligo l’iscrizione al liceo artistico della città, ma qui il giovanissimo Nemolato non trova la sua dimensione. “Ho frequentato il Liceo Artistico Statale di Napoli – ricorda l’artista – ma purtroppo e’ stata un’esperienza abbastanza deludente. Avevo voglia di imparare e praticare la mia arte e lì non si faceva molto”. Ecco allora la scelta di cercare fortuna (e formazione) all’estero, in USA, dove Nemolato – ancora giovanissimo – trova invece pane per i suoi denti: “Dopo il diploma decisi di trasferirmi a Los Angeles per seguire dei corsi alla Gnomon School of Vfx. Ed è lì che ho davvero iniziato ad imparare cosa significasse fare design per film, tv show e videogame”.

Luca Nemolato

“Disegnare per i videogiochi è un’esperienza artistica liberante”

Significativa in ambito gaming l’esperienza con il team Monolith per La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor dove “ il mio compito principale – racconta Nemolato – era di portare in vita degli sketch di Wayne Barlowe, leggendario artista che ho sempre ammirato, e finire i design con le mie illustrazioni e veloci modelli 3D. Ho lavorato principalmente sulle incarnazioni del Carnan, partendo da quella umana, la sua forma principale, a quelle dei vari animali di quel mondo”.

“Lavorare per i videogiochi rispetto a film o tv – sottolinea l’artista napoletano – , ti permette davvero di spaziare con la fantasia. I videogiochi non devono seguire per forza le regole del nostro universo, quindi si ha carta libera sulle cose che si possono realizzare. È davvero un’esperienza artistica liberante e collaborativa. L’aspetto più difficile di un videogioco è quello tecnico: ci sono davvero tantissime persone che devono mettere mano ad aspetti complicatissimi, che devono funzionare perfettamente tutti insieme per la buona riuscita di un gioco”. Luca Nemolato ha lavorato anche per DICE LA ad un titolo che è ancora in fase di sviluppo.

Luca Nemolato

Concept art e modelli 3D

“Il concept artist è praticamente un designer – spiega Nemolato –, cioè colui che deve progettare l’aspetto di personaggi, creature, costumi, ambientazioni, armi ecc. Praticamente tutto quello che c’è di visivo in un videogioco deve essere disegnato da qualcuno. Di solito i concept artist sono artisti molto versatili, capaci di saltare da un soggetto all’altro usando stili diversi per adattarsi ai diversi tipi di progetti”.

Ma un concept art – cioè il prodotto del concept artist – diventa poi effettivamente un modello 3D del videogioco? “Certo, al giorno d’oggi, in realtà, quasi tutti i concept artist fanno pure i modelli 3D, anche veloci, per stabilire i loro design. Ad esempio, nel mio caso, lavorando con Monolith io ho proprio creato dei modelli mentre facevo le mie illustrazioni che poi ho passato agli altri artisti che si sono presi cura di tutti i passaggi necessari per inserire gli asset nel gioco”.

“L’ispirazione? La natura non si batte mai”

“La mia ispirazione principale – dichiara il concept artist partenopeo – è sempre la natura, che non si batte mai. Poi, ovviamente, ho la mia lunga lista di artisti che ammiro, partendo ovviamente dal Rinascimento italiano. Ma trovo che ogni aspetto della vita poi possa essere di ispirazione, a volte e’ un’esperienza durante un viaggio, o anche una passeggiata al parco”.

Di certo, il Carnan Human de La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor (vedi foto sotto) Nemolato non lo ha incrociato durante una passeggiata al parco (o almeno è quello che speriamo): “E’ il disegno per un videogioco a cui tengo di più. È stato davvero emozionante vedere il frutto del mio lavoro finire in un videogioco amato da così tanti, e poi su un personaggio così particolare ed importante per la storia”.

Luca Nemolato

E con la nuova generazione console? “Sicuramente l’avvento della next generation renderà gli aspetti tecnici del creare un videogioco molto più veloci e pratici lasciando più spazio all’arte e togliendo ulteriori limitazioni a quello che si può davvero realizzare in questo media. Con le nuove capacità di processo si potranno importare modelli 3D senza bisogno di ottimizzazione, rendendo tutto molto più realistico e dettagliato, niente più modelli a bassa risoluzione con mappe varie per dare l’illusione di dettagli”.

“Io grande fan di Mass Effect, ma The Last of Us Parte II…”

La passione di Nemolato per i videogiochi va anche oltre gli impegni lavorativi, e tra uno schizzo e l’altro trova del tempo per abbandonarsi totalmente al gamepad: “Il mio gioco preferito in assoluto è sicuramente Mass Effect, ho finito tutta la trilogia ed è stata un’esperienza incredibile. Recentemente ho finito anche The Last of Us Parte II che ha davvero dimostrato come i videogiochi siano davvero una forma superiore di storytelling: nulla può battere l’interattività e l’immersione che ti dà un videogioco”.

Ma quando vuole staccare veramente la spina Luca Nemolato si alza dalla sua sedia: “Ho praticato Kick Boxing per tanti anni, è il mio sport preferito. Tenermi in forma è importante anche per poi fare il mio lavoro al meglio. Poi, in realtà, il mio lavoro è anche il mio hobby, quindi nulla può battere il disegnare e lo scolpire”.

Consigli per i concept artist di domani? “Sicuramente studiare tantissimo, soprattutto le basi dell’arte che spesso, stranamente, vengono tralasciate. Non si può costruire una carriera solida senza le basi. E poi impegnarsi tantissimo, questo lavoro richiede davvero tante ore e si deve essere davvero pronti a sacrificare tanto”.