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Recensione Remothered: Tormented Fathers, l’horror tricolore

Remothered: Tormented Fathers è il survival horror made in Italy che dimostra la qualità delle produzioni videoludiche nostrane.

Remothered: Tormented Fathers

 

Remothered: Tormented Fathers è una produzione tutta italiana che ci porta in una misteriosa villa nei panni della tenace Rosemary Reed, alla ricerca di verità che dovrebbero rimanere nascoste.

Remothered: Tormented Fathers

Remothered: Tormented Fathers nasce dalla mente di Chris Darril, pseu­do­ni­mo del siciliano Ma­rio Chri­sto­pher Va­len­ti. Inizialmente sviluppato come titolo horror bidimensionale, durante gli anni il progetto è alla fine maturato nell'attuale versione tridimensionale, mossa dall'ottimo Unreal Engine 4.

Tormented Fathers è il primo capitolo di quella che sarà una trilogia, ma fortunatamente la qualità della narrazione si mantiene sempre su alti livelli e senza lasciare aperto nessun interrogativo che non sia legato alla trama orizzontale.

L'opera tratta temi maturi che si legano perfettamente alle cupe e buie atmosfere della villa, dove la protagonista Rosemary Reed – che ricorda una giovane Jodie Foster ne Il silenzio degli innocenti – affronta la morte per mano di minacciose presenze all'apparenza sovrannaturali.

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Tradotto in meccaniche di gioco, Remothered è uno stealth game squisito che rinuncia ai jumpscare (o quasi) in favore di una costante presenza del nostro inseguitore che vaga per le stanze e i corridoi senza seguire un percorso preciso ma basandosi sui rumori che produciamo. Allo stesso tempo, il rumore di passi e porte che si aprono, ci consente di capire all'incirca dove si trova il nemico.

Tutto ciò funziona e anche molto bene: non si sa mai se girando l'angolo ci ritroveremo davanti lo psicopatico di turno. Abbiamo però a disposizione molti oggetti da usare come armi di difesa o diversivi. Nel primo caso, se fossimo agguantati, basta risolvere rapidamente un Quick Time Event (o QTE) premendo i giusti tasti per ferire il nemico e scappare.

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Bottiglie, vasi, cinghie, carillon e tanti altri servono invece per distrarre il nemico. Quelli lanciabili generano un rumore oppure lo rallentano se colpito, altri si posizionano a terra e dopo qualche secondo si attivano attirandolo e infine alcuni si applicano alle porte per fermarlo momentaneamente o distrarlo. Non si tratta di un sistema complesso o particolarmente evoluto, però si è dimostrato sempre efficace per farci avanzare nell'avventura.

Peccato per una scelta che, pur aumentando la tensione, ci ha fatto storcere un po' il naso. Lo stalker si "teletrasporta" da una parte all'altra della casa; durante la partita, l'avevamo infatti attirato in una stanza al secondo piano per poi sgattaiolare alle sue spalle fino al piano terra dall'unica rampa di scale disponibile, eppure l'abbiamo ritrovato davanti a noi.

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A confermarci ciò è stato anche un bug che abbiamo rilevato in più momenti. Alcune volte l'inseguitore resta bloccato, mentre altre si muove solo avanti e indietro (mentre eravamo nascosti sotto un mobile, quindi non potevamo uscire allo scoperto) e in una di quelle occasioni semplicemente è sparito davanti ai nostri occhi. Queste sbavature sono un peccato, ma siamo sicuri che gli sviluppatori riusciranno a correggerle con futuri aggiornamenti e, in ogni caso, non minano l'esperienza di gioco sempre sul chi vive.

Esperienza che è comunque arricchita dalla grande qualità estetica raggiunta: Remothered può facilmente competere con molti altri titoli più blasonati, come ad esempio Resident Evil VII.

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Il motore di gioco è molto stabile, anche se non sempre riesce a raggiungere i 60 fps con la nostra configurazione, molto simile a quella dei requisiti consigliati. Un plauso va all'illuminazione soffusa degli interni della villa, che a seconda di come è posizionata la telecamera aumenta e diminuisce, nascondendo l'eventuale inseguitore.

Per il resto i modelli sono ben fatti, soprattutto quelli dei personaggi, e le texture sono abbastanza definite – la sfocatura generale aiuta. Alcune animazioni ci sono però sembrate un po' sopra le righe, soprattutto quelle di Rosemary, ma riescono a trasmettere la paura della protagonista grazie anche all'ottimo doppiaggio.

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Il parlato è solo in inglese, quindi bisogna leggere i sottotitoli in italiano, ma la riteniamo una scelta saggia. Lo studio si è infatti affidato a doppiatori esperti, di cui abbiamo apprezzato la recitazione anche se solo in lingua anglofona.

Nel complesso sono sufficienti 5 o 6 ore per risolvere i puzzle presenti e terminare la storia. Per goderne appieno è però bene esplorare ogni angolo della villa e trovare i collezionabili, che offrono maggiori informazioni e retroscena.

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Per quanto sembri parte del gioco, si tratta di un bug. Andare "verso la luce" ci ha teletrasportato all'interno di una libreria in un'altra stanza, bloccando i nostri movimenti.

Abbiamo tuttavia notato un calo nella qualità del titolo, soprattutto nelle battutte finali, dove la libertà iniziale viene meno. Più si avanza e più le meccaniche diventano trial and error, a causa di percorsi obbligati e la minor presenza di armi e diversivi che costringono a ripetere lo stesso momento più volte a causa delle continue morti.

Conclusioni

Remothered: Tormented Fathers inizia bene questa trilogia e siamo curiosi di sapere come continuerà. A parte qualche problema, la narrazione e il gameplay semplice ma funzionale sono i due punti di forza di questo titolo, oltre all'indubbia qualità grafica.

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Di contro, la breve durata e la rigiocabilità minima non depongono a favore, quindi speriamo che nei prossimi capitoli la storia si dilunghi maggiormente e lasci sempre più libertà di esplorazione e d'azione al giocatore.


Tom's Consiglia

Se vi piacciono gli horror ricchi di tensione, allora Resident Evil VII è il gioco che fa per voi.