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Recensione Space Hulk: Deathwing – Enhanced Edition

Space Hulk: Deathwing – Enhanced Edition

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Sviluppatore: Streum On Studio
Editore: Focus Home Interactive
Data di uscita: 23 maggio 2018
Provato su: PS4
Disponibile su:  ps4 pc

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Dopo un claudicante debutto su Steam, Space Hulk: Deathwing torna sotto la luce dei riflettori con una nuova edizione, contenuti aggiuntivi e il supporto all'ammiraglia Sony. Basteranno a rimetterlo in carreggiata?

Per chi non lo conoscesse, Space Hulk: Deathwing sta all'universo di Warhammer 40K come Vermintide alla sua controparte fantasy, tanto nel concept quanto nell'esecuzione; un cugino alla lontana di Left 4 Dead, gli zombie di turno rimpiazzati dai Tiranidi, dal sapore meno arcade, impreziosito da una manciata di elementi ruolistici e ovviamente dal carisma del background narrativo di Warhammer.

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Pur continuando a rimpiangere l'ennesima trasposizione videoludica del brand la cui trama può essere riassunta con il sempreverde "Morte agli alieni! Per l'Imperatore!" (e qui il potenziale c'era), resta immutato anche l'impatto con l'ottima presentazione, che incarna alla perfezione la decadente estetica di Warhammer 40K, tra lo sci-fi in chiave dark e l'epica medievale, il macabro e il solenne, un mix in grado dare e vita e carattere all'Olethros nonostante la penuria di dialoghi, informazioni e brani dell'inesistente colonna sonora.

Si riconfermano dunque le atmosfere tese e i lugubri silenzi dell'originale, scanditi dal passo lento e pesante dei protagonisti e interrotti occasionalmente dagli scricchiolii del metallo e dai versacci dei mostri nascosti nell'ombra; azzeccatissimo, ma un po' troppo "survival horror" per i nostri gusti, specie in una produzione che può vantare un gunplay di prima classe, gratificante come pochi, a cui avrebbe fatto sicuramente comodo un accompagnamento musicale adeguato.

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Torna poi la (medriocre) campagna in singolo, poco più di un sostanzioso tutorial per prendere confidenza con le meccaniche e le nove mappe di gioco; un'esperienza sulla carta neanche troppo male, piagata dalla monotonia degli obiettivi e dall'I.A. deficitaria dei propri commilitoni virtuali. Online, in compagnia di altri 2 o 3 utenti, l'azione risulta di gran lunga più scorrevole e appagante, nonostante le movenze pachidermiche del cast e la natura claustrofobica delle location denotino un ritmo piuttosto lento e non poche problematiche prettamente logistiche (difficile coordinarsi quando un singolo Terminator occupa l'intero corridoio).

Poco male, Space Hulk: Deathwing è stata concepito per la co-op online, ed è solo quando nel gruppo c'è intesa che riesce ad esprimere il meglio di sé. Le varie classi consentono di sondare diversi stili di gioco (curatore, fuoco di soppressione, poteri psichici, in mischia…), tutti funzionali e divertenti se il team funziona; a tal proposito, l'Enhanced Edition introduce il Cappellano, il "tank" della situazione, pensato per i giocatori che prediligono la prima linea e l'ingaggio da medio-corte distanze.

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A sessione conclusa, ogni giocatore riceve punti esperienza in base alle proprie prestazioni; salendo di livello, si acquisiscono crediti, utili per acquistare colorazioni, skin e migliorie per armi ed armature. Ce ne sono a migliaia, dozzine per ogni pezzo d'equipaggiamento di ciascuna classe, e senza l'ombra di microtransazioni.

Sbloccare gli articoli più interessanti può portare via decine di ore, figuriamoci puntare all'intero guardaroba. Un traguardo che rischia di venire ben presto a noia con appena nove mappe in cui destreggiarsi. Qui entrano in gioco le nuove Missioni Speciali, che randomizzano gli anfratti dell'Olethros generando di volta in volta obiettivi secondari e percorsi alternativi, tra l'altro ad un livello di difficoltà maggiore. Un palliativo che convince, ma solo in un primo momento; la scarsa varietà di ambienti e contesti è una seccatura con cui convivere per tutta la durata dell'esperienza.

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Le novità della Enhanced Edition non riescono dunque a risolvere in toto le lacune della produzione Streum On Studio evidenziate qualche anno fa. Detto questo, i fan di Warhammer 40K troveranno comunque in Deathwing un FPS cooperativo competente e impegnativo, caratterizzato da una veste grafica niente male, che rende giustizia al setting mostrando i muscoli dell'Unreal Engine 4, con dozzine di nemici a schermo e una miriade di effetti speciali che incorniciano gli scontri a fuoco, tra scintille, vampate, scariche elettriche e budella di alieno. I problemi di ottimizzazione sono stati in gran parte risolti e i possessori dell'originale riceveranno l'aggiornamento gratuitamente, una mossa ammirevole.

Questo ovviamente su PC; la situazione su PS4 purtroppo non è così rosea. Sarà l'inesperienza del team di sviluppo con l'hardware Sony, ma Deathwing qui si presenta al limite del giocabile. Gli atroci tempi di caricamento portano via interi minuti, anche solo per tornare al menù principale o accedere all'elenco dei server, e il frame rate, nonostante il blocco a 30 fotogrammi al secondo (sul modello base, ma non pensate che su PS4 Pro la situazione migliori), fluttua con costanza quasi metodica, persino quando non c'è nessuno da impallinare, fino a ritrovarsi con lo schermo bloccato per interminabili secondi (l'azione in background continua però).

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Ciò avviene sia nel corso della campagna in singolo che (soprattutto) online. Durante la nostra prova abbiamo probabilmente passato più tempo ad aspettare in panciolle nella schermata di caricamento che a combattere al fianco di altri giocatori. È frustrante morire, rendersi conto di aver sbagliato equipaggiamento, concludere una missione o peggio essere cacciati dalla sessione (causa disconnessioni random, dovuti all'assenza di server dedicati) e sorbirsi per l'ennesima volta quella caspita di immagine statica, che lentamente ci trascina verso un'altra immagine statica, i consueti "100%" finti, altri 10-20 di schermo nero… e poi tutto va a scatti. Il menù scorrevole con la lista delle partite non funzionante (il cursore scende giù, le voci a schermo no) è la ciliegina sulla torta.

Serve una patch e serve subito: Space Hulk: Deathwing ha senso di esistere solo con una community ben nutrita, e allo stato attuale dubitiamo che l'interesse per il titolo su PS4 possa durare a lungo. Streum On Studio non vorrà mica portare disonore al Capitolo, vero!?

Space Hulk: Deathwing – Enhanced EditionPS4PC

PROI nuovi contenuti aggiungono rigiocabilità e un pizzico di varietà (non troppa) al pacchetto; Ambientazioni e atmosfere fantastiche, formula di gioco allestita alla perfezione, ci si sente dei veri Space Marine; Uno spasso con la giusta compagnia.
CONTROTempi di caricamento e cali di frame rate insopportabili (solo PS4); Campagna in singolo accessoria; Qualche mappa in più non sarebbe dispiaciuta.
VERDETTOLe novità introdotte dall'Enhanced Edition non renderanno Space Hulk: Deathwing un titolo da arraffare ad occhi chiusi, ma vanno a rimpolpare una mole di contenuti tuttora non eccezionale ma comunque godibile, per uno sparatutto in prima persona dalla forte personalità, contraddistinto da una direzione artistica incredibile, un gunplay a dir poco esaltante e un'elevata rigiocabilità, che vanno a compensare un comparto in singolo appena abbozzato e una certa carenza di opzioni tangibile sulle lunghe. Il voto a ribasso riflette la stato pietoso in cui verso al momento la versione PS4 del titolo Streum On Studio, da cui vi consigliamo di stare alla larga fino ad eventuali nuovi sviluppi; il potenziale c'è, ma ora come ora troppi compromessi rovinano l'esperienza. Altrove invece alzate tranquillamente di un punticino (o due, se amate alla follia Warhammer 40K) e date a Deathwing una seconda opportunità, specie se avete spesso amici online con cui giocare e vi alletta l'idea di fracassare Tiranidi nei panni di un Angelo Oscuro. L'Imperatore ne sarebbe orgoglioso.
5,9