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Recensione The Crew 2, corse estreme negli States

The Crew 2

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Sviluppatore: Ivory Tower
Editore: Ubisoft
Data di uscita: 29 giugno 2018
Provato su: Xbox One X
Disponibile su:  ps4 xbox One pc

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Quando Ubisoft decise di buttarsi nel genere racing online con il primo The Crew, nessuno si sarebbe aspettato un supporto denso e organizzato, soprattutto dopo le tantissime problematiche della versione vanilla del gioco. Questo però non spense l'iniziativa di Ubisoft che spostò lo sviluppo interamente nelle mani di Ivory Tower, software house che collaborò già nello sviluppo del gioco base e che riuscì nell'arduo compito di risollevare la proprietà intellettuale grazie all'espansione Wild Run, costruendo una vera e propria community capace di perdurare nel tempo. The Crew 2 è quindi il frutto di un percorso ben preciso, un seguito che promette, almeno sulla carta, di essere tutto ciò che il primo ambizioso titolo non fu in grado di divenire nel tempo.

Piccoli grandi Stati Uniti

Chi non vorrebbe almeno una volta fare un salto negli Stati Uniti d'America? In The Crew 2 questo è possibile, proponendo una riproduzione di ben 1900 miglia quadrate del territorio continentale degli States, compreso delle sue città più famose come Detroit, New York, Los Angeles, Miami, Las Vegas e delle sue zone rurali. Anche se la mappa di gioco è praticamente identica a quella vista nel primo episodio, le differenze sono palpabili durante l'esplorazione, soprattutto dal punto di vista artistico/grafico. Ivory Tower ha davvero rimesso mano sul comparto tecnico, migliorando il sistema di illuminazione, i riflessi e l'effettistica e introducendo una risoluzione 4K per le console mid gen. Il ciclo giorno e notte, il meteo dinamico e un frame rate solido e ancorato ai 30fps, galvanizzano l'open world dell'esperienza, che, almeno visivamente, nonostante qualche pop-up di troppo, riesce a regalare scorci davvero suggestivi, perfetti per spingere al massimo la modalità foto e video editing, completi di diversi setting per tutti i gusti e con la possibilità di riavvolgere il tempo per fotografare il momento perfetto; sfrecciare tra le strade di una città, rimanere incantati da un tramonto nel Grand Canyon, prendere il sole sulle spiagge di Miami, fare il coast to cast o semplicemente girovagare nel Dakota con la frequente e tipica pioggia scrosciante, rende il tutto più immersivo e a tratti ineguagliabile, anche per un grandissimo brand come Forza Horizon.

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Un mondo così vasto, però, richiede anche parecchie attività per essere riempito, ed è proprio in questo caso che il gioco scende a compromessi. Nonostante le gare presenti siano tantissime e variegate, il mondo aperto e l'esplorazione libera risulta fine a se stessa, spingendo più per il classico viaggio rapido, piuttosto che sul guidare senza limiti nel nulla più totale. Oltre a sfide leggere e servizi fotografici mirati, nel mondo di The Crew 2 c'è ben poco altro da fare, apparendo come un open world spoglio e privo d'interesse, da questo punto di vista non riusciamo a capire perché Ivory Tower abbia deciso di rimuovere gli inseguimenti con la Polizia che potevano dare qualcosa in più durante la guida libera. Forse una mappa più piccola e condensata avrebbe potuto dire di più, anche a costo di perdere un po' di fascino.

Aria, terra, acqua

Una delle più grandi novità di The Crew 2 è l'introduzione di motoscafi e velivoli, dagli aerei agli elicotteri. Nel gioco abbiamo la possibilità di entrare a far parte in quattro diverse specialità: Off Road, Street Racing, Pro Racing e Free Style, ognuna delle quali offre a sua volta delle discipline che si differenziano in veicoli e competizioni e che vengono introdotte da filmati tutto sommato di pregevole fattura ma che non giustificano una narrazione interessante o approfondita. La grandissima varietà di gare presenti rendono sempre fresca e frizzante la sessione di gioco, difficilmente ci ritroviamo a giocare più di due o tre volte di seguito la stessa tipologia di partita, a volte siamo a bordo di monster truck, altre volte dobbiamo effettuare giri della morte su aereoplani, altre ancora siamo su una barca pronti a cavalcare le onde, possiamo finire addirittura a gareggiare coast to coast in una gara da oltre 50 minuti; la diversificazione è un plus che funziona e stimola maggiormente a giocare nel lungo periodo. Nella fase open world è anche possibile intercambiare in maniera rapida da automobile ad aereo a barca, semplicemente con la pressione dell'analogico destro, un modo simpatico per spingere sulla guida libera e che è la base su cui si forgiano i pochi eventi Xtreme.

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A differenza del primo capitolo, non è presente una vera e propria story line, così come non vestiremo i panni di un protagonista ben definitivo, al contrario, ad inizio partita, abbiamo l'occasione di scegliere, tra una serie, il proprio alter ego digitale che può essere successivamente completamente personalizzato con abiti e caschi di diverso tipo, tutti acquistabili con la moneta virtuale del gioco: i Bucks, la stessa che è necessaria per l'acquisto di tutti i veicoli, velivoli e imbarcazioni del gioco, che per la cronaca, sono quasi un centinaio e tutti collezionabili all'interno delle diverse "case" proprie presenti negli Stati Uniti.

La grandissima varietà di gare presenti rendono sempre fresca e frizzante la sessione di gioco, difficilmente ci ritroviamo a giocare più di due o tre volte di seguito la stessa tipologia di partita.

Questo seguito si distanzia dalle tinte relativamente serie del predecessore e abbraccia la filosofia di Forza Horizon: la partecipazione di un evento chiamato Xtreme e organizzato da una società di nome "Live" che amalgama più competizioni assieme in gare folli e mozzafiato. Ogni volta che si completa una di queste manifestazioni, si ottengono Bucks e Follower, dove gli ultimi servono per salire di livello e diventare sempre più famosi e importanti, permettendoci di acquistare mezzi di maggior spessore, una meccanica che abbiamo già avuto modo di vedere in Grid 2.

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La personalizzazione gioca un ruolo importante in The Crew 2, oltre alla possibilità di personalizzare esteticamente il proprio personaggio e veicolo – cerchioni, livree, interni, alettoni, colori-, è importante anche potenziarlo, ma le modalità sono ben diverse da come ci si potrebbe aspettare. Ogni evento concluso fornisce un bottino, composto da componenti di diversa rarità e punteggio Xtreme che vanno installati per potenziare il livello di ciascun mezzo a nostra disposizione e che danno bonus differenti a seconda della tipologia, alcuni conferiscono abilità passive in grado di aumentare la velocità o la frenata, altri puntano maggiormente all'incremento della nitro e così via. Per ottenere un loot migliore, quindi, occorre arrivare primi o vincere gare a livello di difficoltà superiore; chiaro che questo potrebbe far storcere il naso ai fan dei racing game più tradizionalisti, ma a nostro modo di vedere il tutto funziona ed è coerente con lo spirito arcade e intuitivo dell'esperienza di gioco.

Accelerare per vincere

Le meccaniche di gameplay che ruotano attorno a imbarcazioni e velivoli sono sorprendentemente semplici, divertenti e assolutamente coerenti con la natura arcade del titolo, al contrario quella dei veicoli è ancora affetta da problemi piuttosto banali che già nel primo The Crew erano visibilmente presenti. Spingere sull'acceleratore e attivare la nitro è l'unico modo per portare a casa la vittoria, sempre e comunque, anche al costo di scontrarsi contro muri di cemento o persino altri concorrenti; l'auto rimbalza sempre e difficilmente ci troviamo in difficoltà durante una gara, anche a causa di una intelligenza artificiale deficitaria e poco incisiva, anche a difficoltà più alte. Bisogna sempre far riferimento al fatto che parliamo comunque di un videogioco racing arcade, quindi uno stile di guida meno propenso al realismo è assolutamente giustificabile, ma ciò non toglie che fisica dei mezzi di terra e meccaniche di frenata debbano essere riviste per migliorare un gameplay che risulta, si, migliorato, ma lontano da concorrenti dello stesso genere.  Nota di merito per il comparto audio, miscelato tra musiche originali costruite ad hoc per il gioco e brani già conosciuti che accompagnano le nostre gare e i nostri viaggi. Per chi avesse paura di ritrovarsi con lo stesso audio design dei veicoli può tirare un sospiro di sollievo, il tutto è stato ricampionato e finalmente abbiamo a disposizione dei rombi realistici e fedeli alla controparte reale, anche se con le dovute distanze.

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L'online, modalità primaria dell'intera produzione, svolge un egregio lavoro dal punto di vista funzionale; è possibile, infatti, incontrare nella propria partita fantasmi di diversi giocatori, costruendo quello che sembra a tutti gli effetti un mondo condiviso. Giocare assieme è comunque fattibile: con la presenza di altri tre amici o player casuali, può essere costituita una Crew, in cui poter gareggiare insieme, esplorare il mondo o semplicemente mostrare il proprio mezzo. Se non riuscite a trovare nessuno, i QG delle varie specialità fungono da HUB per incontrarsi, stringere rapporti o far partire una sfida testa a testa.

Conclusioni

Ivory Tower ha preso in mano un brand come The Crew e lo ha reso proprio, con un seguito che profuma di occasione quasi mancata, un gioco che migliora sotto tanti punti di vista il predecessore ma che ancora soffre di numerose problematiche a livello di profondità e di gameplay, soprattutto per quanto concerne i mezzi di terra. Se dal punto di vista grafico/sonoro il passo in avanti è ben palpabile, da quello dei contenuti e attività c'è ancora molto da lavorare, nonostante l'introduzione di velivoli e imbarcazioni. Ci rendiamo conto che siamo davanti a un'esperienza che si avvicina molto ad un racing arcade MMO e capiamo che la community sarà un aspetto fondamentale per far crescere l'intera produzione e riempire questi Stati Uniti d'America tanto belli quanto vuoti, ma al momento oltre alle gare e poche sfide, non c'è nulla che giustifichi esplorare l'enorme superficie, rendendo tutta la componente open world fine a se stessa. Noi crediamo fortemente che questa esperienza online possa crescere nel tempo e ad avvicinare nuovi appassionati, grazie anche ai contenuti previsti dalla road map già pianificata, ma per avere un parere quasi definitivo occorerà attendere almeno la fine dell'anno 1.

 

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PROGraficamente lodevole; Comparto sonoro di qualità; Tante gare diversificate fra loro; L'online funziona e potenzialmente può migliorare di tanto l'esperienza.
CONTROL'open world del gioco è vuoto e fine a se stesso; Fisica dei veicoli e intelligenza artificiale rivedibili; Leggero pop-up delle ambientazioni; Narrativamente goffo e superficiale.
VERDETTOThe Crew 2 è un'esperienza altalenante; da una parte diverte e intrattiene, dall'altra c'è da chiedersi in che modo un mondo di gioco così grande possa essere allo stesso tempo così vuoto e superficiale, soprattutto considerando la sua natura online. Il gioco ha enormi potenzialità nel lungo periodo, ma è ovvio che bisogna intervenire su molti aspetti fondamentali, tra cui la fisica dei veicoli e l'intelligenza artificiale. Per il resto se cercate un racing game arcade che possa intrattenervi insieme ai propri amici e siete disposti a sorvolare sopra qualche difetto di troppo, allora The Crew 2 potrebbe fare al caso vostro.
7,5

Tom's Consiglia

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