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Rocket League, il nuovo aspetto gratuito del calcio automobilistico

Rocket League è un titolo che ha avuto una grande fortuna e che allo stesso tempo ha un po’ sofferto del suo boom iniziale, per poi lasciarsi andare a un passaggio del tempo inesorabile. Era il lontano 2015 quando vedeva la luce il progetto di Psyonix e da allora di acqua sotto i ponti ne è passata. Ricordate le collaborazioni con Batman vs Superman? Con Ritorno al Futuro? Con Rick & Morty? Hotwheels? Solo alcuni dei nomi che hanno giustamente seguito la scia di un successo improbabile: un gioco di calcio fatto di macchine, a oggi indiscutibilmente uno dei migliori in assoluto e sicuramente un titolo che non blocca i calciatori dietro dei pacchetti di carte.

Eventi stagionali, una scena esport rigogliosa e tante, tante occasioni che hanno scandito un lungo percorso per Rocket League e che di recente ha premuto il tasto reset: Rocket League è diventato free-to-play, mantenendo tutti i contenuti del passato per evolversi in una forma familiare ma – allo stesso tempo – leggermente diversa. A prescindere che siate nuovi o vecchi utenti, forse questo è il momento migliore per dare una nuova chance a un gioco che ha saputo tenere banco per tanto tempo e che ancora oggi, tra Fortnite e Warzone, ha molto da dire.

Goal gratuiti

Alla base della filosofia di Psyonix tutto è rimasto uguale a come lo si era lasciato prima della transizione: Rocket League offre diverse modalità, sia casual che competitive, le quali portano diverse macchine in due squadre a contendersi il punteggio maggiore in una classica partita di calcio, o basket, o hockey su ghiaccio, o calcio potenziato da abilità speciali. Insomma, qualsiasi sia la vostra preferenza Rocket League ha così tante variabili da calcolare ogni singolo gusto personale, perfino se siete quei tizi che appena si arrabbiano contro un altro giocatore gli scrivono in chat per un confronto 1vs1. Sì, c’è anche il duello al mezzogiorno di fuoco.

In generale però, la modalità più classica è quella che prevede due squadre da tre giocatori contendersi i goal a rete, sfruttando i salti della macchina (anche doppi) e la propulsione dei propri motori. Inizialmente i nuovi giocatori potranno pensare che il gioco sia più a terra che in aria, sebbene ci sia una componente non indifferente di verticalità già solo nella struttura dell’arena e dei suoi muri invisibili su cui arrampicarsi. Andando avanti nel gioco però, e migliorando le proprie abilità, Rocket League si mostra per quel che veramente è e per ciò che porta avanti la scena competitiva: la possibilità di creare stupendi e complicati scontri aerei dove al giocatore è richiesta precisione, pianificazione e una sanissima dose di fisica applicata.

L’anima di Rocket League, per così dire, è esattamente questa curva di apprendimento che si dispiega scontro dopo scontro, la sensazione di migliorare come giocatore solamente imparando le meccaniche del gioco e capire quelle piccole cose che si rivelano essenziali, come ad esempio saper raccogliere i boost, capire quali traiettorie siano le migliori per raggiungere determinati punti nel minor tempo possibile, saper creare occasioni per far segnare i compagni, imparare a difendere e infine saper volare letteralmente come un razzo spaziale per intercettare una palla altra prima di qualsiasi altro avversario. Ed è nel segnare in queste maniere spettacolari che arriva la soddisfazione maggiore di Rocket League, la stessa che ti fa continuare a fare partite senza neanche accorgersi del passare del tempo. Ogni momento in cui la palla è in aria potrebbe essere un’occasione per fare il goal della vita, quello di cui salvarsi il replay e guardarlo prima di andare a dormire per sognare beati.

Rimangono altresì i problemi di un tempo, come il matchmaking non proprio equilibrato nella costruzione delle varie squadre. Più di tutto però, non è cambiato il tono della community, che rimane estremamente competitiva e alle volte tanto da essere più che tossica se si è tra i perdenti. Psyonix negli anni ha implementato diverse penalità per chi lascia le partite competitive nel bel mezzo dello scontro, il problema però è che più che spesso molti giocatori lasciano comunque il campo di battaglia al secondo o al terzo goal subito, chiedendo di arrendersi ai loro compagni. Se l’esito non sarà a favore della loro richiesta, spesso vedrete qualche macchina stare ferma o – nei casi peggiori – fare autogoal. Ed è un po’ questo il brutto di un gioco che, al netto dei fatti, premia la cooperazione. Un concetto che online si fa fatica a comprendere sempre più spesso.

Nuova carrozzeria

Il passaggio al free-to-play significa, più di tutto, trovare un modello sostenibile per portare avanti gli introiti derivati dal gioco e la soluzione a questa bega è il modello Fortnite ormai diventato lo standard per tutti: Pass stagionale e valuta premium. In Rocket League c’è quindi il Rocket Pass su due corsie, una gratuita e l’altra premium. Il costo non è chiaramente esoso e i bonus ottenuti con esso compensano perfino il costo speso per ottenerne l’accesso, il quale è ricco zeppo di cosmetici da ottenere. L’unica vera bega, se vogliamo, è che la parte gratuita è fin troppo scarna rispetto a quella premium, sebbene ci siano davvero tanti modi per ottenere esperienza.

Sfide stagionali, settimanali e giornaliere servono a mantenervi incollati alle ruote ogni giorno, premiando i risultati ottenuti e facendovi salire di livello con doni da sbloccare di volta in volta. Ciò include anche eventuali collaborazioni, come quella del LlamaRama di Fortnite, il che comunque permette al gioco di prendere vita gradualmente con ricompense sempre nuove. Il problema è forse insito in un bilanciamento che va troppo verso il lato premium ed esclude quello free, specialmente se lo si guarda dalla prospettiva di chi era abituato a ricevere ricompense quasi alla fine di ogni partita. Se poi ci inseriamo delle classiche lootbox casuali e un sistema di progetti da compiere con la valuta premium, potremmo dire che c’è davvero poco spazio per la personalizzazione di un tempo.

In un modo o nell’altro però, l’offerta contenutistica del gioco è così vasta e varia da farsi perdonare queste piccolezze meramente estetiche. Anche una macchina base potrà compiere tutte le acrobazie del caso, magari senza raggi laser dal motore o buchi neri quando si fa goal.

Rocket League è disponibile, gratuitamente, su PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch. Supporto garantito anche alle prossime console di nuova generazione.