Il colosso Rockstar Games, attualmente al lavoro su uno dei titoli più attesi della storia videoludica come Grand Theft Auto 6, si trova al centro di una battaglia legale che sta scuotendo l'industria del gaming britannica. La controversia ruota attorno al licenziamento di oltre 30 sviluppatori avvenuto lo scorso ottobre, una mossa che secondo l'Independent Workers' Union of Great Britain (IWGB) rappresenterebbe un chiaro tentativo di reprimere l'organizzazione sindacale all'interno dello studio. Il caso ha già raggiunto i corridoi del Parlamento britannico e continua a dividere la community, sollevando interrogativi sul trattamento dei lavoratori nell'industria del gaming, specialmente in un momento cruciale come lo sviluppo di un blockbuster AAA delle dimensioni di GTA 6.
Un tribunale del lavoro britannico ha respinto ieri, 12 gennaio, la richiesta di sostegno economico temporaneo per gli ex dipendenti licenziati. L'interim relief, questo il nome tecnico della misura richiesta dall'IWGB, avrebbe permesso agli sviluppatori colpiti di tornare nel payroll di Rockstar in attesa del processo completo. Il giudice ha negato questa forma di supporto finanziario, che avrebbe rappresentato un caso praticamente senza precedenti per un gruppo di queste dimensioni nel settore gaming.
La posizione ufficiale di Rockstar rimane ferma: i licenziamenti sarebbero stati motivati da "grave negligenza" da parte dei dipendenti coinvolti. Lo studio ha accolto positivamente la decisione del tribunale, dichiarando in una nota ufficiale rilasciata a Eurogamer che la sentenza "è coerente con la posizione di Rockstar fin dall'inizio". Tuttavia, il sindacato e gli sviluppatori licenziati contestano radicalmente questa versione, sostenendo che tutti i dipendenti colpiti erano membri attivi dell'organizzazione sindacale, elemento che secondo loro configurerebbe il licenziamento come un'azione antisindacale.
L'IWGB ha rilasciato un comunicato combattivo dopo la decisione del tribunale, affermando di essere "più convinti che mai" della solidità delle proprie accuse contro Rockstar. Il sindacato ha rivelato dettagli inquietanti sulle modalità dei licenziamenti: nessuna riunione disciplinare preventiva, possibilità di appello concessa solo sei settimane dopo la terminazione del rapporto di lavoro, e totale assenza di prove di un'indagine interna regolare. Secondo l'IWGB, Rockstar avrebbe inoltre condotto un "monitoraggio occulto" di un server Discord privato del sindacato per raccogliere elementi contro i dipendenti, senza la loro conoscenza.
Il presidente dell'IWGB, Alex Marshall, ha sottolineato come la mancata concessione dell'interim relief non significhi che "Rockstar non verrà ritenuta colpevole di licenziamento ingiusto" quando il caso arriverà al processo completo. Il sindacato ha evidenziato che la stessa giudice avrebbe dichiarato nella sentenza che "non vi erano prove che il convenuto avesse subito conseguenze negative a seguito di tali pubblicazioni", riferendosi ai presunti comportamenti scorretti contestati da Rockstar.
Le ripercussioni umane di questa vicenda vanno ben oltre le aule dei tribunali. Un ex dipendente di Rockstar, che ha preferito rimanere anonimo, ha descritto la situazione in termini drammatici: "Le conseguenze reali di tutto questo stanno costringendo persone di valore a lasciare questo paese, sconvolgendo le loro famiglie e distruggendo le loro vite, tutto a causa delle azioni di un datore di lavoro spietato e indifferente nella sua ricerca di schiacciare un sindacato". Lo sviluppatore ha però ribadito la determinazione a continuare la battaglia legale, definendo la decisione del tribunale "semplicemente un ostacolo sulla strada verso la giustizia".
La controversia ha assunto dimensioni politiche significative nel Regno Unito. Il caso è stato discusso in Parlamento lo scorso anno, e persino il primo ministro Keir Starmer è intervenuto pubblicamente, definendo i licenziamenti "profondamente preoccupanti" e annunciando che i ministri avrebbero indagato ulteriormente sulla vicenda. Un livello di attenzione istituzionale raramente visto per questioni interne a uno studio di sviluppo videoludico.
La solidarietà interna non è mancata: più di 200 dipendenti attualmente impiegati presso Rockstar hanno firmato una lettera indirizzata al management per condannare il trattamento riservato ai loro colleghi licenziati. Un gesto significativo in un'industria dove la job security è spesso precaria e dove esprimere dissenso può risultare rischioso per la propria carriera, specialmente in uno studio del calibro di Rockstar che sta sviluppando uno dei progetti più ambiziosi della storia del gaming.