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Shadow of the Tomb Raider, guida alle Nove Tombe della Sfida

Pagina 1: Shadow of the Tomb Raider, guida alle Nove Tombe della Sfida
Shadow of the Tomb Raider, l'atteso capitolo conclusivo della trilogia che racconta una giovane Lara Croft impegnata a trovare la sua strada e affrontare gli spettri del passato, è da oggi disponibile per tutti e dopo esserne rimasti soddisfatti in fase di recensione siamo pronti a darvi qualche utile consiglio su uno degli aspetti più […]

Shadow of the Tomb Raider, l'atteso capitolo conclusivo della trilogia che racconta una giovane Lara Croft impegnata a trovare la sua strada e affrontare gli spettri del passato, è da oggi disponibile per tutti e dopo esserne rimasti soddisfatti in fase di recensione siamo pronti a darvi qualche utile consiglio su uno degli aspetti più interessanti che Eidos Montreal e Crystal Dynamics hanno deciso di implementare – nonché quello di cui vanno, a ragione, più fieri. Le Tombe della Sfida.

Andare a frugare tra i morti non è certo una novità per Lara e anche nel reboot non fa eccezione, ma se fino adesso il livello di sfida è stato tarato molto verso il basso senza riuscire a coinvolgere a un livello più profondo della semplice esplorazione, questa volta è sensibilmente diverso: complice il fatto che Shadow of the Tomb Raider rappresenta il passaggio definitivo della giovane Lara verso la predatrice di tombe che è sempre stata, l'asticella si è notevolmente alzata non solo dal punto di vista artistico ma anche intellettuale.

Shadow of the Tomb Raider

Questa volta, se volete ambire al tesoro nascosto, dovrete lavorare sodo… oppure saltare il processo e leggere la guida che vi proponiamo. Prima di condividere i dettagli, però, sono d'obbligo osservazioni in merito al fantastico lavoro di miglioramento svolto dagli sviluppatori.

Se nei due titoli precedenti le tombe risultavano non solo semplici da risolvere ma addirittura poco ispirate e, alla lunga, monotone se non ci fosse stata la necessità di rubarne i segreti, in Shadow of the Tomb Raider assistiamo a un vero e proprio cambiamento che va di pari passo con quella di Lara. Gli speranzosi e bellissimi spazi dedicati alla scoperta che tanto facevano sfoggio di sé in Rise of the Tomb Raider sono stati presi e stravolti in cunicoli claustrofobici, sessioni sott'acqua tanto cariche d'ansia da farvi mancare il fiato come se ci foste voi al poto di Lara, caverne nelle quali rimbomba l'eco inquietanti di grida che di umano non hanno nulla, verticalità incredibili dove solo a guardare giù – una volta raggiunta la cima – ci si rende conto di quanto sia espanso il mondo di gioco.

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Inoltre questa volta non agiranno da elemento passivo ma cercheranno di uccidervi ogni volta che ci sarà l'occasione: che sia per mano di strane creature in agguato nel buio, cedimenti strutturali o altro, sta di fatto che non esiste un luogo davvero sicuro in quel del Sudamerica, perché quando non sono nemici in carne e ossa è la natura stessa a rallentare la vostra (e di Lara) ingordigia: pena, la morte.

Da templi sepolti nella giungla fino a immense caverne, passando per un suggestivo e inquietante veliero spagnolo arenato in una baia circondato solo dal silenzio dei suoi stessi morti, la prima cosa a balzare all'occhio è indubbiamente la qualità dell'immagine – che per alcuni elementi particolari è stata curata alla perfezione, come ad esempio l'acqua. Diventata una componente fondamentale dell'esperienza grazie a sezioni sottomarine e per dare un maggior senso di realismo gli sviluppatori hanno apportato alcune modifiche ai riflessi (non più a specchio ma derivanti dalle proprietà stesse del liquido) e alle increspature, che generano un effetto onda molto convincente quando Lara nuota.

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Al di là di aspetti tuttavia più tecnici, come dicevamo è il livello artistico in generale ad avere fatto incredibili passi avanti: ricalcando il suo stesso titolo, Shadow of the Tomb Raider porta su schermo un'esperienza più oscura e fortemente basata sulle zone d'ombra, mostrandosi quasi più sommesso dei precedenti, e forse proprio per questo colpisce.

Tutto è più sfumato, sfarzosamente illuminato e ombreggiato; l'illuminazione globale ricalca il precedente Rise ma nel complesso è più gradevole e meno dura. Per non parlare poi del sound design, incredibilmente immersivo quando si tratta di ambientazioni tanto soffocanti persino nella loro vastità: scricchiolii, fruscii, occasionali versi animali ma, ancor peggio, un suono simile dovuto a esseri umani sono la ciliegina sulla torta di un'esperienza coinvolgente e ben progettata anche in termini di level design – come capirete a breve dalla guida.

Le Tombe della Sfida rappresentano uno dei maggiori valori aggiunti di Shadow of the Tomb Raider, avvicinandosi quanto più possibile all'idea di ciò che negli anni '90 aveva reso memorabile il gioco. La loro difficoltà varia in base al livello di progressione nel gioco ma tutte riescono a farvi ragionare il giusto tempo, questo considerando di giocare a Rito di Passaggio (normale): la possibilità di gestire secondo le proprie preferenze il livello di difficoltà tripartito fra esplorazione, combattimento ed enigmi è stuzzicante quanto basta per motivarvi a cercare una sfida più complessa fin dal principio.


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