Il PlayStation Store ha subito una drastica operazione di pulizia che ha portato alla sparizione improvvisa di oltre mille titoli dalla piattaforma digitale di Sony. L'azienda giapponese ha cancellato in un colpo solo l'intero catalogo di ThiGames, uno degli editori più prolifici e controversi presenti sullo store. Sebbene né Sony né l'editore coinvolto abbiano rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda, la rimozione completa è ormai effettiva in tutte le regioni del mondo, Italia compresa.
Chi era ThiGames? Si trattava di un publisher che aveva trasformato la pubblicazione massiccia di giochi di bassa qualità in un vero e proprio modello di business. Il loro catalogo comprendeva titoli dal valore ludico praticamente inesistente, con nomi che oggi suonano quasi ironici: The Jumping Burrito, The Jumping Pizza, The Jumping Taco. Non si trattava di giochi originali nel senso tradizionale del termine, bensì di semplici reskin basati su template identici, con variazioni minime che si limitavano a cambiare la grafica superficiale mantenendo inalterata la struttura di gioco.
La tecnica era rodatissima: utilizzare layout fissi per creare in poche ore titoli automatici che richiedevano uno sforzo minimo sia in fase di sviluppo che di gioco. Questi prodotti non miravano a offrire un'esperienza videoludica significativa, ma puntavano su un incentivo ben preciso per attrarre acquirenti. Il richiamo principale era la possibilità di sbloccare il Trofeo di Platino dopo appena pochi minuti di "gioco", se così si può definire l'interazione richiesta. Per chi non lo sapesse, i Trofei PlayStation rappresentano nel mondo videoludico un sistema di riconoscimenti che premia il completamento di obiettivi specifici, e il Platino è il più prestigioso.
Questa strategia commerciale si inserisce in un fenomeno più ampio che affligge gli store digitali moderni. Numerose aziende hanno costruito il proprio modello economico sulla pubblicazione a raffica di contenuti di scarsissima qualità, sfruttando la facilità di accesso alle piattaforme digitali e l'appetibilità di obiettivi facili da raggiungere. Il risultato è un inquinamento digitale che rende sempre più difficile per gli utenti distinguere i prodotti validi dalla massa di contenuti insignificanti.
Verificando sul PlayStation Store italiano, la conferma è arrivata: i titoli di ThiGames sono effettivamente scomparsi dagli elenchi. Tuttavia, una traccia della loro esistenza permane ancora nei server Sony. I Trofei sbloccati dai giocatori che avevano acquistato questi titoli rimangono infatti visibili nei profili utente, come fantasmi digitali di un'era che Sony sembra intenzionata a lasciarsi alle spalle. Chi aveva già "giocato" a questi titoli conserva quindi le proprie medaglie virtuali, anche se i giochi stessi non sono più disponibili per l'acquisto.
L'operazione potrebbe rappresentare un punto di svolta nella gestione dei marketplace digitali. Gli store online di videogiochi hanno spesso seguito una politica di apertura quasi totale, permettendo a chiunque di pubblicare contenuti con controlli minimi sulla qualità. Questo approccio ha generato un paradosso: piattaforme traboccanti di titoli dove trovare prodotti di valore diventa un'impresa ardua. La rimozione massiccia operata da Sony potrebbe segnalare un cambio di rotta, con standard più elevati per ciò che merita spazio sullo store.
Resta da vedere se questa sarà un'azione isolata o l'inizio di una stretta generale contro i contenuti di bassa qualità. Altri editori simili a ThiGames continuano infatti a operare indisturbati su varie piattaforme digitali, perpetuando pratiche commerciali discutibili. Un intervento più sistematico richiederebbe criteri chiari e applicabili su larga scala, capaci di distinguere tra progetti indipendenti genuini e operazioni puramente speculative che degradano l'ecosistema videoludico.