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Videogiochi al cinema: un successo a metà?

Pagina 1: Videogiochi al cinema: un successo a metà?

Il cinema, alla luce del periodo storico in cui viviamo, è forse la maggior forma d'arte che abbiamo oggi a nostra disposizione. La cosiddetta "fabbrica dei sogni" è infatti in grado di trasporre in immagini tutto ciò che noi possiamo soltanto immaginare e, indipendentemente dal risultato finale, tutto ciò è davvero incredibile. E i videogiochi?

Chi vi scrive difende senza ombra di dubbio il ruolo del media videoludico come opera d'arte a tutti gli effetti, nonostante molti non riescano o non vogliano vederlo ancora come tale. Il punto non è però questo, oggi vogliamo riflettere su ciò che accade quando questi due media convergono in uno solo: cosa succede, insomma, quando i videogiochi arrivano al cinema?

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Assassin's Creed (Justin Kurzel, 2016)

Nel rispondere a questa domanda intraprenderemo un breve viaggio raccontandovi, tramite gli esempi più emblematici, come si è evoluto e dove può arrivare il binomio cinema-videogiochi. Analizzeremo, focalizzandoci sui prodotti con una distribuzione in larga scala, i punti salienti di una storia che ha inizio ben 25 anni fa…

Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo…

Super Mario Bros, uscito nel 1993, è il primo film tratto da un videogioco anche se a onor del vero ha ben poco da spartire con l'opera di Shigeru Miyamoto. Già perché mentre tutti pensiamo a Mario come ad un platform dinamico, colorato e divertente la pellicola ci mostra qualcosa di completamente sconvolto: Mario e Luigi sono sì due idraulici, ma in una New York dalle forte tinte cyberpunk.

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Super Mario Bros (Rocky Morton & Annabel Jankel, 1993)

Un tono cupo e dunque opposto ai canoni classici della serie, una trama scialba e dialoghi che aleggiano tra l'imbarazzante e l'evitabile il film non sfonda: 21 milioni di dollari di incassi a fronte di un investimento del doppio maggiore. Non mancheranno, anni dopo l'uscita nelle sale, polemiche di vario genere a fare di contorno a quello che è ormai considerato un vero e proprio disastro: i protagonisti arriveranno addirittura ad affermare di aver fatto ricorso alla bottiglia per entrare a dovere nei ruoli!

L'anno seguente toccherà al debutto di un'altra serie storica sul grande schermo: a dicembre uscirà infatti Street Fighter, con protagonista il leggendario Jean-Claude Van Damme. Distribuito dalla Universal Pictures il film presenterà notevoli differenze con il gioco, motivo per cui farà storcere non poco il naso agli appassionati, ma si rivelerà un vero successo arrivando a sfiorare i 100 milioni di dollari di incasso.

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Street Fighter (Steven E. de Souza, 1993). Un film che spruzza anni '90 da tutti i pori!

Tralasciando il risultato finale, difeso da alcuni e ripudiato da altri, va preso atto di cosa significhino cifre del genere: i videogiochi stavano diventando una parte sempre più importante delle cultura popolare, con un risultato che verrà superato l'anno seguente dal film di Mortal Kombat che arriva ad incassare la bellezza di 122 milioni.

Portare l'intrattenimento ad un nuovo livello: questo dev'essere l'obiettivo di operazioni del genere, che "sfruttando" nomi noti nell'industria del videogame possono arrivare a produrre pellicole con un doppio destinatario. L'appassionato del titolo in questione e, soprattutto, il neofita che tramite la pellicola può così conoscere il gioco.

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Lara Croft: Tomb Raider (Simon West, 2001)

Negli anni seguenti il percorso prosegue alla grande, almeno dal punto di vista del pubblico: i due Tomb Raider con Angelina Jolie supereranno ampiamente i 400 milioni al botteghino, e saranno intermezzati dalla prima trasposizione cinematografica di Resident Evil (2001) nonché primo atto di una serie di sei film campioni di incassi che si concluderà ben 16 anni dopo e che si prepara inoltre ad una seconda venuta. Non tutti questi prodotti, però, hanno la stessa fortuna…