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xCloud: “Il ping era talmente basso che l’anti-cheat si attivava”

Lo streaming è ormai considerato da tutti il futuro del gaming: non essere limitati dalla macchina da gioco che possediamo e dalle sue capacità è un concetto sempre più radicato tra gli appassionati. Domani sarà disponibile Google Stadia ma già oggi Microsoft sta proponendo in formato preview Project xCloud. Il servizio, come annunciato all’X019 di Londra, è stato ampliato con molti nuovi giochi, portando il numero a più di 50 titoli. Inoltre, arriverà presto anche in nuove parti del mondo, Europa Occidentale compresa.

Sull’onda dei nuovi annunci, la general manager di Project xCloud Catherine Gluckstein ha rilasciato un’intervista ai microfoni di GamesIndustry.biz, insieme a Kareem Choudhry, corporate vice president della divisione Gaming Cloud presso Microsoft. I due hanno rivelato varie informazioni interessanti sul servizio.

Project xCloud

Ad esempio, hanno spiegato che il ping è spesso molto basso, ma alle volte lo è tal punto da far scattare il sistema di anti-cheat di Xbox Live, il quale non è programmato per considerare un tale ping come normale. Choudhry ha affermato che in alcuni casi arrivava addirittura a 0 ms. Il team ha quindi dovuto aggiornare il sistema per fare in modo che non segnalasse più le sessioni di gioco di Preview come tentativi di cheating.

Inoltre, è stato spiegato che i giocatori stanno sfruttando xCloud per creare sessioni di gioco in cooperativa locale in quei giochi nei quali non è disponibile. Choudhry spiega che, ad esempio, con Sea of Thieves è possibile giocare nella stessa stanza su Xbox One, PC e su Project xCloud, creando in pratica una sessione di cooperativa spalla a spalla in un gioco che non la supporta, ovviamente grazie anche al fatto che il titolo è cross-play.

Project xCloud è quindi una piattaforma che permette di giocare in modo nuovo. Diteci, voi cosa ne pensate? Il servizio vi sembra interessante?

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