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Spazio e Scienze

La CPU della prima PlayStation è in viaggio verso Plutone

Non è un segreto che il vostro smartphone sia più potente dei computer usati per fa atterrare gli astronauti sulla Luna. Forse è meno noto che la sonda spaziale New Horizons progettata dalla NASA per l'esplorazione di Plutone ha a bordo un processore come quello che era installato sulla prima PlayStation di Sony, in grado di elaborare le scene epiche di titoli del calibro di Final Fantasy VII and Metal Gear Solid.

Stiamo parlando del MIPS R3000, un chip che fu introdotto alla fine degli anni 80. In particolare sulla sonda sono presenti quattro processori MIPS R3000 Mongoose-V realizzati da Synova (su commissione del NASA Goddard Space Flight Center), con CMOS Silicon-on-Insulator (SOI) resistenti alle radiazioni, clock a 12 MHz e una cache di 2 Kbyte per i dati e di 4 Kbyte per le istruzioni.

New Horizons

New Horizons

New Horizons è stata lanciata dalla NASA il 9 gennaio 2006, sta viaggiando a una velocità di circa 58.536 km/h e dovrebbe inviarci le prime immagini di Plutone il 14 luglio 2015, dopo una breve tappa vicino a Giove, raggiunto a febbraio del 2007. Una volta a destinazione esplorerà il pianeta nano e le sue lune prima di addentrarsi nella fascia di Kuiper, una regione del nostro Sistema Solare ricca di asteroidi.

L'impiego di tecnologie di vecchia generazione è una costante nell'ambito spaziale, perché è preferibile usare prodotti stabili, di funzionalità accertata e che abbiano superato le lunghe e impegnative certificazione che ne attestano la resistenza alle condizioni fuori dall'atmosfera terrestre. Quello che serve insomma non è potenza, ma affidabilità.

New Horizons ha sette strumenti a bordo: due spettrometri a infrarossi e ultravioletti, due spettrometri di particelle, una piccola telecamera a colori e un telescopio ad alta risoluzione, oltre a un rivelatore di polvere spaziale. Ha a disposizione una memoria a stato solido da 8 GB per la registrazione dei dati.

Mongoose-V MIPS R3000

Mongoose-V MIPS R3000

Una delle maggiori difficoltà della missione è lo scambio di informazioni con la Terra: per via delle distanze, ci vogliono più di quattro ore per trasmettere un comando dalla Terra alla sonda, e la larghezza di banda è limitata. La miglior velocità possibile per lo scambio di dati è di circa 700 bit al secondo; la NASA stima che ci vorranno almeno nove mesi per scaricare tutti i dati e le immagini raccolte da Plutone.

Pensate che Orion, il veicolo spaziale di nuova generazione che dovrebbe portare gli esseri umani su Marte, è controllato da un processore IBM realizzato nel 2002.

La CPU di New Horizons rispetto a quella delle PlayStation ovviamente è stata ottimizzata per sopravvivere meglio al bombardamento di radiazioni spaziali, ma tecnologicamente parlando è lo stesso vecchio circuito integrato. Incredibile che questo chip stia arrivando ai margini del Sistema Solare, mentre le nostre PlayStation sono stipate in anguste soffitte, costrette ad accumulare polvere su polvere. Altro che pulviscolo cosmico!